Daniela Cicu: “Investire all’estero per crescere e imparare. Il made in Italy è la chiave vincente del business degli infissi in alluminio”

Il Direttore Generale di Infissi Cicu racconta i vantaggi dell’internazionalizzazione per un’azienda del mondo delle PMI

Daniela Cicu, quanto è importante internazionalizzare per un’azienda in un mercato globale?

«Importantissimo. Le possibilità di crescita, se ben analizzate e comparate con le esigenze dell’azienda, aprono orizzonti impensabili. La nostra esigenza è scaturita grazie alla crisi: piuttosto che stare immobili alla riduzione dei consumi, abbiamo optato per la ricerca di nuovi mercati, scommettendo sul nord Africa e, nello specifico, il Marocco».

 La sua azienda produce serramenti in alluminio ed infissi. Cosa vi ha spinto ad investire in Marocco?

 «Il nostro è stato un lavoro certosino di ricerca del mercato migliore per le esigenze della nostra azienda. Il Marocco è un Paese stabile, che cresce al ritmo del 5% l’anno, e che si confà meglio al nostro tipo di mercato. Lavoriamo con l’edilizia e i ricchi proprietari di ville: a Marrakesh esiste una comunità economica in forte espansione e le bellezze del territorio e la storia attirano milioni di turisti».

È stato importante il ruolo delle istituzioni nel vostro cammino verso l’apertura della sede marocchina?

 «Quando abbiamo deciso di esplorare i mercati internazionali ci siamo rivolti alla Camera di Commercio di Oristano, che ci ha indirizzato verso i loro colleghi di Firenze che da alcuni anni hanno sviluppato il servizio Metropolis, utile per chi vuol rivolgersi all’estero. Con la missione organizzata dal Desk Marocco, legato alla Camera di Commercio di Casablanca, nel 2012 abbiamo iniziato le prime missioni esplorative nel Paese, incontrando 4 aziende locali al giorno. Abbiamo così sfruttato l’opportunità di capire come funziona il mercato, come vendere i prodotti, e quale strategia seguire».

Anche la Regione Sardegna ha permesso la vostra presenza sul mercato estero.

«Siamo stati finanziati dalla Regione per aprire il nostro primo show-room in Marocco, risorse necessarie per una piccola azienda come la nostra. La nostra prima presenza locale, a Casablanca, è durata sei mesi, nei quali abbiamo lavorato sullo studio del marchio, del nuovo sito internet, dei contatti nel Paese».

Quali sono i ruoli professionali utili al raggiungimento di una buona strategia d’internazionalizzazione?

«La figura dell’export manager è fondamentale. Questo ruolo analizza il mercato, studia il settore approfonditamente, realizza una strategia di marketing e comunicazione, prende contatti con la realtà locale. Infissi Cicu ha partecipato ad un bando per l’assegnazione di un export manager e tale figura ci ha permesso di penetrare all’interno dell’economia del Paese, realizzando le brochure nelle varie lingue straniere utili al nostro settore, ma anche accumulando un bagaglio d’informazioni necessarie per chi esporta come il funzionamento della dogana, le modalità d’imballaggio, i costi di viaggio e sdoganamento delle spedizioni».

Le differenze culturali e d’approccio al lavoro hanno pesato sull’avvio dell’esperienza in Marocco?

 «Le diversità sono una risorsa. Una nota di colore: abbiamo aperto la nostra sede di Marrakesh nel pieno del periodo sacro del Ramadan, dove sostanzialmente tutto era fermo. Ma questo non ci ha certo scoraggiati. Il Direttore della sede marocchina, Massimiliano Atzori, ha svolto un grande lavoro di interfaccia con la comunità locale e per la ricerca della clientela. In Marocco abbiamo 4 dipendenti locali, affiancati a rotazione da un tecnico italiano che segue i lavori».

Qual è il vostro obiettivo con l’apertura della sede marocchina?

«Un primo risultato è stato raggiunto: con le conoscenze acquisite nel corso degli ultimi anni relativamente agli aspetti burocratici siamo ora in grado di esportare i lavori finiti realizzati nella nostra sede di Marrubiu. Il secondo obiettivo che andiamo ricercando è la crescita del fatturato in export al 20% del totale nell’arco dei prossimi 4 anni. L’evoluzione principale degli ultimi mesi è stata la continua relazione con nuovi clienti, consci del valore della qualità dei prodotti italiani. La difficoltà nel fare prodotti a basso prezzo sta nel fatto che noi, in quanto artigiani, svolgiamo un lavoro che rappresenta l’eccellenza della manodopera».

Parlando delle materie utilizzate nel comparto dei serramenti e degli infissi, il consumatore quali aspetti deve tener conto per un acquisto azzeccato?

 «Partiamo dal presupposto che l’alluminio è un prodotto sano e  sempre riciclabile: da una vecchia finestra in alluminio può nascere una bicicletta, una lattina, una sponda per auto, un telefonino o tornare un serramento. Può persino diventare la cover dell’ultimo iPhone, realizzata per giunta dall’azienda italiana Domal Part of SAPA , della quale Infissi Cicu è partner. Nell’acquisto è bene che il consumatore conosca esattamente la provenienza dei prodotti, la composizione delle materie prime che lo compongono onde evitare problemi di salute e la disponibilità dell’assistenza.

Qual è il materiale preferito dai consumatori e dalle aziende che acquistano nel settore dei serramenti e degli infissi?

 «L’alluminio-legno è il materiale più utilizzato, e che nel periodo della crisi è stato maggiormente richiesto per la sostituzione dei vecchi serramenti. L’alluminio-legno è un prodotti di fascia alta, che piace perché il legno dentro l’abitazione trasmette una sensazione di calore ed un piacevole effetto al tatto, mentre all’esterno resiste grazie alle caratteristiche intrinseche dell’alluminio: nessuna problema di tenuta, riscaldandosi e raffreddandosi mantenendo sempre la sua morfologia, e necessità minima di manutenzione legata alla pulizia. Altri materiali o prodotti di scadente qualità rischiano di subire deformazioni».

 

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Leggi anche Infissi Cicu, l’artigianalità dei serramenti in alluminio e il made in Italy come volano per l’internazionalizzazione

Leggi l’approfondimento Ansa Infissi Cicu, apertura del nuovo show-room a luglio 2017

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