Domenico Berardi: “I segreti per una vista perfetta a qualsiasi età”

L’oculista esperto in chirurgia svela le tappe da seguire per correggere i difetti visivi senza correre rischi

 Domenico Berardi è uno dei più rinomati oculisti di Parma, punto di riferimento per tutta l’Emilia. Specializzato in chirurgia della cataratta e chirurgia refrattiva, ovvero per correggere i difetti visivi, opera in vari centri da Milano, Carpi, Piacenza e Reggio Emilia. Grazie ai suoi 35 anni di esperienza ha visto evolversi la tecnologia nel suo campo e anche i comportamenti e le esigenze dei pazienti: ecco quindi alcuni consigli su come tutelare, a qualsiasi età, i propri occhi e la propria vista ed evitare brutte sorprese.

 Come prendersi cura della propria vista?

“Il primo controllo oculistico deve avvenire a tre anni e successivamente a sei. La funzione visiva si sviluppa nei primi 6 anni di vita. Oltre alle prime 24 ore di vita, in cui l’occhio reagisce allo stimolo della luce, servono 6 anni per elaborare tutti gli stimoli. Durante lo sviluppo possono insorgere difetti di miopia, astigmatismo e ipermetropia. In questi casi si interverrà al bisogno con visite specialistiche e si adotteranno le dovute risoluzioni.

Dopo i 45 anni, invece, si iniziano a registrare i problemi legati all’invecchiamento: si cambia nuovamente il modo di vedere e si diventa presbiti. Il cristallino infatti inizia a indurirsi e servono nuove visite specialistiche”.

Come comportarsi quando insorge un difetto visivo?

“Quando c’è un difetto visivo bisogna sempre rivolgersi a un medico specialista, anche solo per la prescrizione di occhiali: potrebbe infatti nascondere problematiche più gravi e servono strumenti diagnostici idonei a individuare seriamente e correttamente il problema, in modo da correggerlo e non peggiorarlo. Il difetto visivo è la punta dell’iceberg di un problema: bisogna capirne le cause per non farlo diventare una patologia non curata che poi degenera ed è irrecuperabile. Se il problema risulta essere solo un vizio refrattivo e non richiede ulteriori approfondimenti diagnostici, sarà sufficiente prescrivere occhiali o lenti a contatto o, in caso il difetto sia già assestato (attorno ai 23/24 anni), si può procedere a correzione chirurgica. Ci sono vari interventi applicabili in base alla situazione: la Prk, ovvero l’intervento con il laser eccimeri che agisce direttamente sulla cornea, la Lasik, ovvero un intervento laser eccimeri che però richiede un pretaglio, e l’impianto di lente intraoculare, ICL, tra l’iride e il cristallino”.

Quali errori sono invece da evitare?

“Bisogna evitare di farsi controllare da tecnici (come l’ottico, ad esempio) ma rivolgersi ad uno specialista in oculistica. L’oculista è un laureato in medicina che poi ha eseguito un corso di quattro anni di specializzazione in Oftalmologia, specializzato quindi nelle patologie dell’occhio e della vista: solo questa figura professionale possiede gli strumenti diagnostici adeguati ed è in grado di eseguire terapie adatte. Ogni persona poi, ha una storia clinica diversa: i difetti della vista possono essere causati da altre problematiche come l’ipertensione, il diabete, le malattie neurologiche, malattie della tiroide, ecc. Anche per quanto riguarda le allergie è importante farsi visitare e farsi prescrivere un collirio giusto per le proprie esigenze: la giusta terapia fa in modo di risolvere il problema e che non si ripresenti più. Usando colliri consigliati da tecnici, come quelli che danno in farmacia, o usando occhiali consigliati dall’ottico, si rischia di aggravare la propria patologia. Nel caso invece in cui un paziente voglia risolvere i difetti con la chirurgia è bene non scegliere dove effettuare l’operazione in base al prezzo, ma in base all’esperienza del chirurgo e alla garanzia di qualità: un minimo errore può causare danni irreparabili”.

La tecnologia ha sicuramente fatto evolvere il settore degli interventi chirurgici nell’ambito dell’oculistica, ma quanto conta ancora l’esperienza e la manualità di un professionista?

“Le nuove tecnologie hanno semplificato senza dubbio le operazioni: in 35 anni di esperienza si è passati da strumenti a controllo manuale a strumenti con software di controllo molto sofisticati che danno una sicurezza estrema negli atti chirurgici. Gli interventi sono più rapidi, ambulatoriali, e il tempo di recupero molto più breve. Ma è fondamentale la conoscenza e l’esperienza del medico che usa la tecnologia: è come un pilota di formula uno, se non si sa come usare un’auto non si può proprio gareggiare. Bisogna avere una buona manualità e una buona conoscenza degli strumenti, sapere come impostarli e che dati inserire, conoscere il paziente a fondo per capire i limiti e gli input da utilizzare per ottenere migliori risultati. Ogni macchinario infatti è settato in base al paziente e in base al medico che lo utilizzerà”.

 

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