Andrea Spagnolo: «In palestra non bastano più solo i personal trainer»

«Investire in formazione e aggiornamento del personale ma, soprattutto, costruire uno staff di professionisti del benessere per dare più attenzioni al cliente e per proporre attività specifiche e personalizzate, esattamente come se ci trovassimo in casa nostra con un ospite». Parola di Andrea Spagnolo, titolare insieme ad Angelo Serioli, del Centro Movimento e Benessere di Darfo Boario Terme, in provincia di Brescia, un moderno centro di scienze motorie che offre numerose attività grazie ad attrezzature di alto livello e a un team formato da personale qualificato in grado di soddisfare le esigenze di sportivi e di persone comuni attraverso un’efficace integrazione di competenze.

 

Il vostro motto è «Il centro del nostro lavoro sei tu»

«Si ogni attività viene personalizzata attraverso un colloquio specifico ed eventuali test per poi essere programmata sulle esigenze e sugli obiettivi del cliente. Questo approccio è comune a tutti i settori di intervento: dimagrimento, pre/post parto, sindrome metabolica, over 65, fitness, preparazioni atletiche, riabilitazione postoperatoria, rieducazione motoria, ginnastica antalgica, ginnastica vertebrale, ginnastica correttiva».

Come ci riuscite?

«Abbiamo creato un gruppo di lavoro formato da oltre 10 persone: tutti specialisti che possono offrire un percorso personalizzato a 360 gradi che riguarda ambiti diversi del benessere della persona: abbiamo un fisioterapista, un osteopata, una dietista e ovviamente istruttori specializzati e personal trainer. Una volta capite le esigenze dell’utente lo indirizziamo verso il percorso migliore per migliorare il suo stato di benessere».

Si va quindi oltre il concetto di palestra…

«Anche da noi l’area fitness rimane il punto di forza ma una buona palestra deve essere pronta ad accogliere anche chi non vuole solo aumentare la massa muscolare o perdere peso ed essere in grado di trovare soluzioni per soddisfare ogni esigenza. Gestire un centro di scienze motorie come il nostro significa riunioni continue di coordinamento tra i vari settori, creare novità e pacchetti ad hoc per una clientela che si aspetta sempre il meglio. Qui gravitano centinaia di persone al mese, con un target di età che va dai 15 a 90 anni. Per questo è importante riuscire a proporre attività idonee per tutti, dai corsi di yoga alla ginnastica posturale, dalla tonificazione muscolare all’allenamento cardiovascolare».

Oltre ai servizi dedicati quanto conta la struttura?
«Avere una struttura con buone attrezzature, ambiente confortevole, sauna e pulizia non è più sufficiente. Per differenziarsi bisogna essere sempre attenti ad aggiornarsi anche dal punto di vista tecnico e garantire una costante formazione al proprio staff senza seguire le mode ma proponendo programmi seri e corsi originali come la Pole Dance, una combinazione di ginnastica e danza con la pertica che si basa sull’esecuzione di figure acrobatiche. È uno sport appassionante che migliora la coordinazione, la flessibilità e la potenza muscolare riuscendo a realizzare figure sempre più complesse».

Il punto di partenza è sempre il personale qualificato vero?
«Assolutamente sì anche se a volte per un istruttore di palestra o un personal trainer la formazione universitaria non basta. Passione ed esperienza vanno sempre oltre il titolo di studio, soprattutto quando si devono seguire persone con problematiche fisiche per cui è necessario capire il tipo di allenamento giusto».

Ritiene sia facile oggi diventare personal trainer?

«Basta un corso di breve durata per ottenere la qualifica e operare in palestra. Ma non è sufficiente: ogni palestra che si rispetti deve poter contare su personal trainer qualificati a livello universitario ma soprattutto motivati e in grado di operare in team collaborando con altre figure specializzate e professionisti per consigliare il percorso migliore e su misura».

Come si riconosce un bravo personal trainer?
«È fondamentale saper proporre un allenamento personalizzato e studiato dopo un colloquio approfondito, comprensivo di test antropometrici e fisici, per stilare un programma di lavoro basato sugli obiettivi dell’individuo. La cosa più importante è il risultato che si vuole far ottenere e la professionalità con la quale ci si pone a cliente».

L’approccio umano è quindi il primo passo…
«Il primo strumento nelle mani di un bravo personal trainer utile a costruire un programma di esercizio personalizzato è proprio l’intervista iniziale che permette di indagare sulla storia medica, sulle caratteristiche psicologiche individuali e sugli stili di vita di una persona. Durante il colloquio si devono poi capire gli obiettivi in relazione alle esigenze o alle necessità individuali, ai risultati che vorrebbe ottenere, al tempo che ha a disposizione per l’allenamento. Bisogna insomma individuare i possibili traguardi raggiungibili, legati alle caratteristiche fisiche generali del cliente senza creare false aspettative».

Quali sono le altre figure professionali necessarie per una palestra?
«
Se consideriamo che una buona attività fisica è sempre legata a un’alimentazione sana, il mio consiglio è di affidarsi a un dietista-nutrizionista capace di monitorare nel tempo i risultati raggiunti dall’utente durante il suo percorso fitness-riabilitativo, dando anche consigli per prevenire malattie cardiovascolari o legate all’alimentazione»

Come fidelizzare la clientela?

«Tenendo appunto sotto controllo i progressi raggiunti e quindi la verifica tangibile dei risultati ottenuti circa ogni mese. Nel nostro Centro eseguiamo test con strumenti come la bio impendenziometria-plicometria che consentono di calcolare la massa magra e quella grassa, dando quindi all’utente la capacità di valutare i suoi risultati, all’istruttore di modificare l’allenamento e al dietista il tipo di alimentazione più adeguato».

E per i più giovani?

«Abbiamo abbonamenti specifici e a prezzi ridotti per studenti oltre ad attività di collaborazione con istituti del territorio che durante la settimana vengono da noi per svolgere educazione fisica insieme ai loro insegnanti».

 

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