Gianandrea Bonometti, Clinica Veterinaria San Polo: «No al fai da te e sì ai vaccini per garantire a cani e gatti una migliore qualità della vita»

«Non aspettare troppo ad andare dal veterinario, evitare il fai da te e, soprattutto, mai abbassare la guardia e rinunciare a vaccinare cani e gatti: anche se si pensa che molte malattie siano sparite bisogna sempre proteggere i nostri amici a quattro zampe da infezioni pericolose come leptospirosi, filaria e da quelle mortali come il cimurro»: sono consigli preziosi quelli del dottor Gianandrea Bonometti, direttore sanitario della Clinica Veterinaria San Polo di Brescia, struttura altamente specializzata dove opera un team di medici al servizio della salute degli animali domestici e da compagnia.

 Perché i vaccini sono così importanti?

«In un’epoca in cui si sente spesso discutere circa l’opportunità o meno di somministrare i vaccini alle diverse fasce della popolazione non bisogna dimenticare, per chi tiene in casa cani e gatti, l’importanza di sottoporre i nostri amici a quattro zampe a vaccinazioni periodiche per limitare il contagio di malattie pericolose e potenzialmente letali».

Quando vanno fatti?

«Cani e gatti appena nati hanno un’immunità dovuta ad alcuni anticorpi ereditati dalla madre che se è vaccinata regolarmente assicura un’immunità passiva ai cuccioli nelle prime settimane di vita. Trascorso questo periodo gli animali non sono più protetti e deve quindi essere predisposto un programma di vaccinazioni per i cuccioli con tanto di microchip obbligatorio per i cani».

Quali sono quelli da fare assolutamente?

«I più comuni sono quello per il cimurro, la parvovirosi, la leptospirosi e l’antirabbica che è obbligatoria se ci si reca all’estero. Nei gatti, invece, consigliamo la vaccinazione trivalente contro malattie respiratorie e gastrointestinali e la leucemia felina solo per i gatti che vivono anche all’esterno».

E in merito alla prevenzione in generale?

«Consiglio sempre di effettuare due visite all’anno. La prevenzione è fondamentale non solo nei primi anni di vita per profilassi antiparassitarie e vaccinazioni ma anche in età adulta. Dopo i 7 anni di età, ad esempio, nel gatto è importante controllare la funzionalità renale e nel cane quella della prostata. Inoltre, ci sono malattie congenite come le miocardiopatie dilatative e le stenosi aortiche mentre quelle degenerative della valvola mitralica colpiscono i cani di piccola taglia di età più avanzata».

Mai rimandare insomma

«Certamente. Se il nostro animale ha un sintomo persistente va portato subito dal veterinario. Molti, invece, aspettano anche mesi cercando diagnosi “fai da te” che sono spesso controindicate e rappresentano un pericolo per la salute dei nostri animali».

Come riconoscere la qualità di una clinica veterinaria?

«L’aspetto più importante è la disponibilità e la serietà professionale dello staff medico capace di consigliare e proporre diagnosi e terapie essenziali. Poi viene la strumentazione tecnica. Oggi, infatti, macchinari e tecnologie hanno facilitato le terapie ma non sostituiscono le competenze umane. Viene prima il dottore, poi la macchina ed è la visita clinica quella che permette di indirizzare la diagnosi: tutto nasce da lì».

Lei in cosa è specializzato e che servizi offre la sua clinica?

«Sono specializzato in patologia clinica degli animali da affezione con indirizzo in cardiologia. La clinica è strutturata come un centro di cure e visite veterinarie con un moderno laboratorio interno, sistemi diagnostici innovativi e risultati di analisi in tempi rapidi. Ci occupiamo in particolare anche di dermatologia ed effettuiamo test diagnostici su allergie alimentari e ambientali per poi impostare un’immunoterapia in sostituzione di cure farmacologiche a base di cortisone».

Una clinica altamente specializzata, quindi, dove il lavoro in team fa la differenza

«Il nostro staff è composto da medici specialisti in diverse discipline: dall’agopuntura alla laserterapia, dall’ecografia all’ortopedia. Operiamo in team all’insegna della condivisione di conoscenze: in questi trent’anni la medicina veterinaria ha avuto un’evoluzione eccezionale e le competenze multidisciplinari abbinate a una formazione continua consentono di offrire un servizio completo ed esauriente per la migliore terapia».

Aggiornamento e formazione come valore aggiunto quindi

«I medici veterinari sono tra la categoria professionale che si dedica di più all’aggiornamento. Corsi e specializzazioni non sono solo un obbligo di legge formativo per la categoria ma vengono seguiti dai medici per passione e per rimanere aggiornati su nuove tecniche e metodi».

Qualche esempio?

«Mi riferisco a nuove tecniche che abbiamo attivato come l’agopuntura per curare infiammazioni articolari e problematiche comportamentali, la laserterapia, una tecnica indolore che consente di curare ferite da morso, piaghe, lesioni e patologie particolari, fino alla laparoscopia, una tecnica chirurgica minimamente invasiva grazie alla quale il medico operante può accedere alla cavità addominale e alla cavità pelvica senza ricorrere alle grandi incisioni richieste dalla chirurgia tradizionale».

Quali sono i rischi e le malattie più comuni a cui oggi vanno incontro gli animali ?

«Stiamo riscontrando un ritorno di malattie molto pericolose come la leishmaniosi che però può essere combattuta con un vaccino apposito. Anche negli animali anziani è opportuno monitorare lo stato di salute con controlli sulla funzionalità della prostata nei cani e di tiroide e reni nei gatti. Sempre di più in questi anni vediamo malattie che riscontriamo anche nella medicina umana come l’ipertrofia alla prostata, l’invecchiamento cognitivo, l’insufficienza renale, il diabete e l’ipo/ipertiroidismo: tutte patologie sempre più diffuse perché grazie alle cure veterinarie gli animali di fatto vivono di più».

Lei insegna zootecnia in un Istituto agrario di Brescia: quale è il ruolo del veterinario in questo settore?

«È un settore molto importante e un lavoro di grande sacrificio anche se forse ancora poco noto ai consumatori. Il ruolo del veterinario negli allevamenti è infatti centrale perché è il garante della salute pubblica alimentare: dal controllo dell’alimentazione a quello del benessere degli animali fino alla prevenzione delle malattie infettive».

 E poi ci sono i corsi nelle scuole

«Tengo personalmente lezioni didattiche interattive nelle scuole, dalle materne alle medie, dove porto cani, gatti, conigli, altri piccoli mammiferi e uccelli. L’obiettivo è educare i bambini e i ragazzi ad avere un corretto approccio nella cura e nel rapporto con gli animali da compagnia».

A riguardo quali sono gli errori più comuni nel relazionarsi con gli animali domestici?

«Gli eccessi di affetto vanno evitati: cani e gatti non sono persone e nel rispetto dell’animale bisogna utilizzare un linguaggio appropriato con un’educazione che comincia con il cucciolo. I cani, ad esempio, non vanno assecondati in tutto perché un atteggiamento di questo tipo può comportare problematiche nella relazione con l’animale».

 Quanto conta, quindi, l’educazione del cucciolo?

«Il comportamento di un animale si forma già nei primi 5-6 mesi di vita e per questo i corsi di educazione cinofila sono fondamentali ma devono essere condotti da professionisti, meglio se da medici veterinari. Nella nostra clinica proponiamo delle puppy class, corsi comportamentali e di socializzazioni per i cuccioli di età compresa tra i 2 e i 5 mesi durante il quale diamo informazioni sulla crescita, l’alimentazione, la profilassi, il rapporto uomo-animale, la socializzazione ed esercizi e prove pratiche insieme a veterinari specialisti in medicina comportamentale degli animali domestici».

 

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