Marisa Serra: «In aumento il numero delle donne nel mondo delle imprese funebri»

Dalla crisi economica alla forte concorrenza presente nel settore: il racconto di un’imprenditrice che abbatte i costi senza diminuire la qualità offerta.

Marisa Serra, una donna nel mondo delle imprese funebri non si incontra tutti i giorni. Quali sono le difficoltà esistenti nel settore per il sesso femminile?

«Il mondo delle imprese funebri ha purtroppo un’evidente carenza di donne imprenditrici. Io porto avanti l’attività come una missione, non come un lavoro: pensare di poter alleviare il dolore di chi si rivolge alla mia agenzia funebre è per me motivo d’orgoglio. Non è stato facile emergere in quanto donna ma non ho fatto mai mancare questa battaglia di genere alle riunioni della FENIO – Federazione Nazionale Impresari Funebri».

Lei è titolare dell’Agenzia Funebre Tiemme dal 1991, e nel corso degli anni ha sperimentato varie forme di imprenditoria. Ci racconta la sua esperienza?

«L’attività di impresario funebre mi ha portata a proporre cambiamenti nel settore, nella speranza di migliorare i servizi offerti e crescere professionalmente. Insieme ad altri 4 soci nel 2002 ho fondato un Centro Servizi chiamato Cof Sardegna che, sull’esempio del Centro Servizi Eurocof di Roma, lavorava prendendo in affidamento da altri impresari funebri servizi quali la preparazione della salma, la gestione dei documenti, la realizzazione delle lapidi, la composizione delle opere floreali, la tumulazione, abbattendo notevolmente i costi anche per i soci stessi, giovando dell’acquisto delle materie prime a prezzi ridotti, insieme alla riduzione della spesa per le risorse umane. Cof Sardegna si è poi trasformato in Centro Isola, realtà ancor più grande che ci ha permesso di realizzare fino a 1600 servizi in un anno: un vero e proprio gioiello del nostro settore».

La sua attenzione verso i rapporti umani e la qualità dei servizi nasce in seguito ad un’esperienza personale.

«Aver assistito alla gestione del funerale di mia nonna, quando ancora avevo 20 anni, è stato un vero e proprio shock. L’agenzia alla quale ci affidammo non andò a curare una serie di particolari che io, in quanto donna, avrei invece gestito con maggiore attenzione. Da lì nasce la mia grande voglia di vicinanza al pubblico e al settore delle imprese funebri, per poter mettere a disposizione la mia sensibilità. Con mio marito siamo partiti da zero: ci siamo imposti di seguire le regole con attenzione, fatto che posso dire essere divenuto il nostro fiore all’occhiello.»

La crisi economica ha morso anche il settore delle imprese funebri. Lei com’è riuscita a gestire un momento così difficile?

«Il mio primo pensiero è andato a chi effettivamente è stato colpito dalla crisi economica, quelle famiglie che, improvvisamente, si sono dovute sobbarcare i costi di un funerale. A seconda di chi segue il servizio funebre, si possono richiedere gravi esborsi. L’approccio che ho voluto seguire è stato quello della qualità: minore guadagno personale e mantenimento degli standard. La presenza sul mercato è il fattore principale per un’impresa: grazie all’inserimento di una linea che potesse permettere a chiunque di affrontare le spese per il funerale ho colmato quello che poteva divenire un gap tra domanda ed offerta, senza sminuire il lavoro svolto».

Qual è secondo lei il futuro delle imprese funebri?

«Non credo che avverranno grandi rivoluzioni nel settore perché le remore esistenti da parte degli addetti ai lavori sono talvolta insuperabili. Nessuno vuol cambiare per la paura di perdere ciò che è stato conquistato, ripetendo continuamente quello realizzato fino ad oggi. È la qualità che va a perderci: i miei colleghi spesso dimenticano che il nostro non è solo commercio, ma ben altro. Trattiamo con persone, esseri umani che hanno subito un lutto: è necessario dare al defunto tutti gli onori che giustamente si merita. Andare incontro al pubblico è l’unico strumento che aiuterà gli impresari a migliorare il settore: senza l’ascolto delle esigenze dei nostri clienti il mondo delle agenzie funebri è destinato all’immobilismo. Il mondo del web ha cambiato la comunicazione delle imprese funebri, motivo per cui ho deciso per la mia attività di essere presente in rete come ulteriore strumento di visibilità e diffusione dei servizi offerti da Tiemme».

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