Alessandro Colla, Intals: “Non solo green, l’alluminio riciclato è strategico per l’industria italiana”

Riciclabile all’infinito, leggero e centrale per l’industria moderna, l’alluminio è uno dei materiali simbolo dell’economia circolare e rappresenta oggi una leva concreta di competitività per il sistema produttivo europeo; da oltre un secolo Intals opera nella trasformazione dei rottami in nuova materia prima, contribuendo allo sviluppo di una filiera che nel tempo è diventata sempre più strutturata, tecnologica e strategica. In questa intervista Alessandro Colla, Responsabile Commerciale di Intals, analizza l’evoluzione del settore, il valore dell’alluminio secondario per l’Italia e le prospettive aperte dalle politiche ambientali europee.

Essendo riciclabile all’infinito, come sta cambiando il mercato dell’alluminio con l’affermazione dell’economia circolare?
L’affermazione dell’economia circolare ha trasformato l’alluminio da semplice materia prima a vero e proprio asset strategico, perché oggi il rottame non è più considerato uno scarto ma una risorsa industriale ad alto valore, richiesta in misura crescente da comparti come automotive, edilizia, packaging ed elettrodomestico; nel corso di un secolo il settore è passato da una dimensione artigianale a processi industriali altamente tecnologici, con controlli di qualità sempre più sofisticati, maggiore tracciabilità dei materiali, più efficienza energetica e standard ambientali più stringenti, un’evoluzione che Intals ha accompagnato investendo costantemente in impianti, competenze e innovazione, mantenendo però invariato il principio di fondo, ossia trasformare rottami in nuova materia prima di qualità riducendo l’impatto ambientale.

Perché è così importante per l’Italia tutelare la produzione di alluminio secondario? È solo una questione ambientale?
Non si tratta esclusivamente di un tema ambientale, anche se il beneficio è evidente, poiché produrre alluminio da rottami consente di risparmiare fino al 95% di energia rispetto alla produzione primaria e di ridurre in modo significativo le emissioni di CO₂; accanto a questo aspetto esiste un profilo industriale e geopolitico altrettanto rilevante, considerando che l’Italia è povera di materie prime e il riciclo rappresenta una forma concreta di autonomia produttiva, per cui tutelare la filiera dell’alluminio secondario significa proteggere competenze, occupazione qualificata e un know-how che contribuisce alla competitività del Paese in ambito europeo.

Nel tempo come sono cambiati i prodotti e gli utilizzi dell’alluminio?
Gli utilizzi dell’alluminio si sono ampliati in modo significativo, perché da materiale prevalentemente strutturale è diventato sempre più versatile e leggero, adatto anche a settori ad alta tecnologia come la mobilità sostenibile e le energie rinnovabili, mantenendo al contempo un ruolo centrale nella vita quotidiana, dalle finestre agli elettrodomestici; questa capacità di unire durata, sicurezza e riciclabilità con prestazioni ambientali elevate lo rende oggi uno dei materiali più coerenti con le esigenze di innovazione e sostenibilità dell’industria contemporanea.

Cosa fa oggi la differenza nella scelta dell’alluminio secondario, oltre al prezzo?
Il prezzo non è più l’unico elemento di valutazione, perché i clienti guardano con attenzione crescente alla qualità del materiale, all’affidabilità delle forniture e alla capacità tecnica di personalizzare le leghe in funzione delle specifiche esigenze produttive, attribuendo sempre maggiore importanza anche al profilo ambientale, alla tracciabilità del rottame, alla trasparenza dei processi, alla riduzione dell’impronta di CO₂ e alla conformità alle normative europee; in questo scenario l’alluminio non viene acquistato soltanto come materia prima, ma come garanzia di sicurezza industriale, continuità produttiva e coerenza con gli obiettivi di sostenibilità delle imprese utilizzatrici.

Guardando ai prossimi anni, quali opportunità aprono le normative ambientali europee per chi opera nell’alluminio riciclato?
Le politiche ambientali europee stanno ridefinendo in modo profondo il quadro competitivo del settore, creando condizioni favorevoli per le aziende che nel tempo hanno investito in modelli produttivi sostenibili, poiché l’aumento dei target di contenuto riciclato, i meccanismi di carbon pricing e la crescente attenzione ai bilanci di sostenibilità orientano il mercato verso materiali con minore impronta ambientale e premiano le filiere più strutturate, trasparenti e tecnologicamente avanzate; resta tuttavia una criticità legata alla competizione con operatori extra-UE non soggetti agli stessi standard ambientali e sociali, situazione che può alterare gli equilibri di mercato perché in quei contesti i costi di trasformazione del rottame risultano inferiori e consentono di riconoscere prezzi più elevati per l’approvvigionamento della materia prima, generando un paradosso in cui l’Europa, pur investendo nella transizione ecologica, rischia di perdere una risorsa strategica come il rottame di alluminio e di indebolire la propria filiera del riciclo penalizzando le imprese che operano secondo criteri di responsabilità e sostenibilità.

Qual è oggi la sfida principale per coniugare competitività industriale e responsabilità ambientale nel settore dell’alluminio riciclato?

Il futuro dell’alluminio in Italia dipende dalla capacità di coniugare competitività industriale e responsabilità ambientale, perché il riciclo rappresenta ormai una leva strutturale per il sistema produttivo europeo e richiede investimenti continui in innovazione, qualità e organizzazione di filiere sostenibili, elementi attraverso cui realtà come Intals contribuiscono a rafforzare un modello industriale più efficiente, resiliente e coerente con gli obiettivi di transizione ecologica.

Chi è Alessandro Colla

Alessandro Colla è Direttore Commerciale di Intals, azienda italiana leader nel riciclo dell’alluminio secondario, dove guida le strategie di mercato e lo sviluppo commerciale rafforzando la presenza internazionale dell’azienda in un settore chiave per l’economia circolare e l’industria sostenibile europea.

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