Fondo edifici di culto, intesa per la valorizzazione nazionale

Accordo tra ministero dell’interno e ministero della cultura per ampliare fruizione e integrazione dei beni FEC nel sistema museale italiano

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e il ministro della Cultura, Alessandro Giuli

È stato siglato a Roma un accordo strategico tra il ministero dell’interno e il ministero della cultura con l’obiettivo di rafforzare la tutela e la valorizzazione del patrimonio appartenente al Fondo edifici di culto (FEC). L’intesa, firmata dal ministro dell’interno Matteo Piantedosi e dal ministro della cultura Alessandro Giuli, definisce una collaborazione istituzionale volta a potenziare la fruizione pubblica, la promozione e l’inserimento strutturale di questi beni nel sistema museale nazionale.

Il protocollo punta a integrare in modo sempre più organico il patrimonio del FEC all’interno delle reti culturali e museali italiane, favorendo una gestione coordinata e una maggiore accessibilità da parte del pubblico. Il Fondo edifici di culto, di cui il Viminale è rappresentante legale, custodisce un vasto insieme di chiese e complessi monumentali di rilevante interesse storico e artistico distribuiti su tutto il territorio nazionale.

La firma dell’accordo si è svolta in un luogo altamente simbolico: il complesso archeologico di Villa Grande e Villa Piccola, situato negli ambienti ipogei della Basilica di San Sebastiano fuori le mura, lungo l’Appia Antica. L’area è stata recentemente oggetto di un importante intervento di recupero che ne ha restituito piena leggibilità e accessibilità. La scelta della sede ha evidenziato concretamente gli obiettivi dell’intesa, mostrando i risultati di una sinergia già avviata tra istituzioni.

Alla cerimonia hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni civili e religiose coinvolte nella gestione e nella tutela del sito. Erano presenti monsignore Pasquale Iacobone, presidente della Pontificia commissione di archeologia sacra; padre Stefano Tamburo, parroco della Basilica di San Sebastiano fuori le mura; il prefetto Alessandro Tortorella, direttore della direzione centrale degli Affari dei Culti e per l’amministrazione del FEC; Massimo Osanna, direttore generale Musei del ministero della cultura; e Luana Toniolo, dirigente delegato del Parco archeologico dell’Appia Antica.

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e il ministro della Cultura, Alessandro Giuli

Il progetto di restauro che ha interessato Villa Grande e Villa Piccola ha previsto una serie di interventi strutturali e conservativi di ampia portata. Le operazioni hanno incluso il consolidamento delle strutture murarie, il recupero delle pitture e dei mosaici, l’installazione di un nuovo impianto di illuminazione e la realizzazione di un percorso di visita progettato per garantire sicurezza e piena comprensione degli ambienti. L’intervento ha inoltre introdotto sistemi di monitoraggio ambientale, fondamentali per assicurare nel tempo la corretta conservazione delle superfici decorate e delle strutture archeologiche.

L’azione è stata realizzata dal ministero della cultura attraverso il Parco archeologico dell’Appia Antica, nel cui territorio ricadono la Basilica di San Sebastiano e le ville sottostanti appartenenti al FEC. Il finanziamento, pari a un milione di euro, è stato garantito attraverso i fondi del PNRR, nell’ambito dell’Investimento 4.3 “Caput Mundi. Next Generation EU per grandi eventi turistici – La città condivisa”. Si tratta di una linea di intervento destinata a rafforzare l’attrattività culturale di Roma in vista dei grandi appuntamenti internazionali, migliorando infrastrutture e percorsi di visita.

L’accordo tra i due ministeri si inserisce in una più ampia strategia di valorizzazione del patrimonio storico-artistico nazionale, con particolare attenzione ai beni di proprietà pubblica legati alla tradizione religiosa. L’obiettivo è promuovere una gestione integrata che coniughi tutela, accessibilità e promozione culturale, favorendo al tempo stesso la collaborazione tra enti statali, istituzioni ecclesiastiche e realtà territoriali.

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