Antonella Angerame: “Se non ti senti viva, non devi per forza distruggere tutto. Ma hai bisogno di ascoltarti”

Ritrovare contatto con il proprio corpo, con ciò che si prova davvero, con ciò che si desidera e si è: è questo l’obiettivo del metodo “A Tuo Piacere”, percorso esperienziale dedicato alle donne e nato a Segrate (MI) dall’esperienza di Antonella Angerame, counselor, educatrice ciclica, sex coach e formatrice. Dopo vent’anni di lavoro nell’infanzia e nella relazione madre-figlio, Antonella ha scelto di dedicarsi alle donne adulte che si sentono spente o bloccate, spesso all’interno di relazioni stabili ma non più vitali. L’obiettivo? Aiutarle a riscoprire una piena connessione con il proprio corpo e il proprio desiderio, e scegliere di nuovo, con consapevolezza. 

Antonella, partiamo da una domanda diretta: da dove viene davvero, secondo lei, quel senso di stanchezza e disconnessione che molte donne riportano?

Viene da lontano. Da modelli familiari, culturali e relazionali che ci hanno insegnato a essere brave, disponibili, accomodanti, spesso a discapito di ciò che sentiamo. Viene da migliaia di anni di repressione delle donne. Viene da una sessualità vissuta come tabù o pornografia. Viene da relazioni in cui non ci si è mai sentite viste davvero. Viene da una scissione profonda tra cuore e corpo, tra amore e desiderio. E questo, con il tempo, spegne la vitalità.

Qual è la frase che sente dire più spesso quando una donna arriva da lei?

“Sto bene, ma non mi sento viva.” Oppure: “Non sento più nulla.” O ancora “ non riesco mai a lasciarmi andare completamente nell’intimità, è come se mi vergognassi”. Sono frasi semplici ma potentissime. Perché non è detto che ci debba essere un trauma o una crisi evidente. A volte è solo un silenzio interiore che diventa troppo ingombrante.

Qual è il primo errore da evitare, quando si percepisce questo disagio?

Pensare che sia normale. Che sia solo stanchezza, o l’età, o il lavoro. Quando si spegne il desiderio – o non si è mai veramente acceso – per la vita, per il corpo, per l’altro, non bisogna aspettare che tutto crolli. Bisogna fermarsi ad ascoltare, e capire cosa sta cercando di dirci quella parte di noi che non si sente più e che ha paura.

E qual è, invece, il primo passo utile da fare?

Tornare al corpo. Non per modificarlo o giudicarlo, ma per abitarlo. Riconnettersi alle sensazioni, al respiro, al piacere. Non si può cambiare niente, se prima non si sente. Per questo il mio metodo unisce lavoro fisico, emozionale e credenze inconsce: perché la trasformazione non parte dalla testa, ma da come ci sentiamo dentro.

Nel suo percorso, si lavora anche con tecniche non convenzionali. Le può descrivere brevemente?

Certo. Lavoriamo con il respiro, il movimento, il suono, ma anche con strumenti energetici millenari come le uova minerali vaginali, che aiutano a risvegliare la sensibilità, il piacere e a sciogliere blocchi profondi. Utilizziamo anche il Metodo IWAY, o Via di integrazione delle Coscienze, ideato dal formatore e scrittore Antonio Origgi: una forma di rieducazione emozionale profonda che permette di dialogare con quella parte istintiva inconscia che spesso sabota il nostro benessere. Le tecniche usate nel Percorso permettono il rilascio delle memorie cellulari che ci tengono ancorate al passato e di creare nuove potenzianti connessioni neuronali.

A chi si rivolge principalmente il percorso “A Tuo Piacere”?

A donne generalmente tra i 30 e i 55 anni, in particolare a chi si sente bloccata in una relazione che non soddisfa e non sa come ripartire; ma anche a chi è single e, in qualche misura, anche se la desidera scappa dalla relazione per paura. A chi ha già fatto altri percorsi ma sente che manca qualcosa. A chi si è allontanata dal proprio corpo, e vuole tornare a sentirsi presente, desiderabile, viva.

Ci sono pregiudizi o luoghi comuni che ostacolano l’accesso a questi percorsi?

Sì, molti. Il primo è che se la relazione funziona “sulla carta”, allora non ci si può lamentare. Il secondo è che cercare il piacere sia un atto egoistico o superficiale. In più la donna crede di essere rotta lei, che ci sia in lei qualcosa di sbagliato. Ma non è così. È proprio l’opposto: quando una donna è in contatto con sé stessa, riesce a portare verità, presenza e amore anche nella relazione. Ma se si spegne, alla lunga si spegne tutto.

Parliamo di relazioni: cosa succede, concretamente, quando una donna torna a sentirsi viva?

Succedono due cose. O la relazione cambia, si rinnova, si riaccende. Oppure finisce, ma in modo consapevole, senza distruzione. Il punto non è salvare o rompere, ma capire se quella relazione può ancora crescere con noi. Quando una donna torna ad ascoltarsi davvero, sa scegliere. E quella scelta cambia tutto.

Qual è l’effetto più profondo e duraturo che nota nelle sue clienti?

Un senso di radicamento. Di sicurezza interna. Di libertà. E di magnetismo. Non devono più compiacere, né dimostrare nulla. Si sentono finalmente bene nel loro corpo. Possono dire sì, possono dire no, possono scegliere. E in questo, diventano donne più forti, più leggere e anche più autentiche. È come se finalmente si dessero il permesso di esistere per come sono davvero. E di desiderare!

In una frase, qual è la missione di “A Tuo Piacere”?

Restituire a ogni donna il diritto di sentirsi pienamente sé stessa. Di accedere alla propria Regalità e di abitare il proprio corpo, il proprio desiderio, la propria verità. Di sapere che non deve per forza distruggere tutto per cambiare, ma che non può più permettersi di ignorarsi. Mettersi al centro e ritrovare piacere fisico e gioia di vivere!

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