Aldo Liquori: «Tradizione ed innovazione, così nascono i vini toscani d’eccellenza»

Nella piccola DOC “Valdarno di Sopra”, sorge la Fattoria Casabianca storica azienda vitivinicola e agriturismo di vecchia concezione. «Facciamo riscoprire la natura, l’ecosostenibilità è il futuro dell’uomo» – Intervista ad Aldo Liquori, titolare della Fattoria Casabianca

Aldo Liquori, quando ha scelto di gestire in prima persona la storica azienda fondata da suo nonno, lo ha fatto con un obiettivo preciso: continuare a coltivare l’eccellenza senza smarrire le radici della ruralità. Come stanno insieme questi due aspetti?

«Il connubio tra tradizione ed innovazione è la base fondante del lavoro di agricoltori. La meccanizzazione di alcuni processi è un aspetto rilevante, ma non potrà mai sostituire completamente la saggezza dei contadini. Per questo è importante garantire che operazioni essenziali come la potatura e la vendemmia avvengano manualmente. Solo così il futuro può coniugarsi alla ruralità».

È questa la forza delle PMI del settore vitivinicolo come la Fattoria Casabianca?

«Direi che è anche questa, perché nella bottiglia che acquista il consumatore ci sono ingredienti non immediatamente visibili, come il sudore e il rispetto per la natura, che sono un valore aggiunto. Credo sia essenziale per un cliente incontrare il produttore, scambiare due chiacchiere, partecipare ad una degustazione in loco, visitare liberamente la cantina. In una parola, toccare con mano il prodotto».

Ed è un aspetto fondamentale visti i sempre più frequenti scandali che investono il settore agroalimentare. Che cosa ne pensa?

«Che chi opera nel settore vitivinicolo non deve mai dimenticare la strada percorsa, il passato. Nel nostro piccolo ci impegniamo a disintossicare la zona: pensi che la DOC Valdarno di Sopra sarà la prima al mondo ad essere completamente biologica. L’attenzione all’ambiente è un valore non negoziabile ed ora anche tra i clienti c’è maggiore consapevolezza».

A proposito dei consumatori: com’è evoluto il mercato?

«I clienti sono mediamente più informati rispetto a prima. Soprattutto i giovani che bevono  responsabilmente e si interessano alle caratteristiche organolettiche dei prodotti. Certo, i gusti stanno cambiando ed è difficile intercettarli, ma credo sia indispensabile non inseguirli a tutti i costi. Impegnarsi a fare un vino di assoluto livello è la strategia migliore».

Parliamo ora dei soggiorni in agriturismo. Fattoria Casabianca dispone di 4 poderi e 34 posti letto. Dall’alto della sua esperienza, cosa cerca chi sceglie l’agriturismo per le proprie vacanze?

«Tranquillità, natura, autenticità e privacy. C’è stata una proliferazione di agriturismi, ma taluni usano questo nome in modo improprio. L’aspetto bucolico deve essere predominante, o almeno è la nostra filosofia. Chi sceglie l’agriturismo non vuole un albergo a 5 stelle, non è interessato alla Spa o all’aria condizionata. Alle comodità antepone la genuinità».

Sarà questa la carta vincente del futuro?

«Sì, riuscire a mantenere inalterata la genuinità di questa terra è l’unica soluzione per non smarrire le nostre radici. Nel futuro l’ospitalità sarà sempre più legata alle varie fasi di lavorazione del settore vitivinicolo, così si permetterà la partecipazione diretta dei cittadini. Per agevolare la congiunzione tra i due elementi – produttore e consumatore – della filiera abbiamo ideato un’apposita associazione (Club Amici della Fattoria Casabianca)».

Fattoria Casabianca investe da sempre nella ricerca scientifica: con un agronomo siete impegnati a sviluppare un orto sinergico, mentre state raccogliendo informazioni per la coltivazione della canapa ad uso farmaceutico. Ci sono progetti specifici per l’olio?

«Con il Comune di Bucine stiamo finanziando un progetto del CNR legato agli olivi perché in questa zona ci sono cultivar unici al mondo. Il nostro olio extravergine di oliva completamente biologico è un fiore all’occhiello da tutelare e promuovere».

La produzione di olio e vino d’eccellenza toscano può essere replicata all’estero?

«No, perché alcune cose, come il microclima, non si possono copiare. Poi c’è il lavoro dell’uomo che nasce da saperi millenari. Anche per questo ho notato che la vendita online  dei prodotti di eccellenza (attraverso il canale di e-commerce dell’azienda, ndr) ha avuto un incremento rilevante, soprattutto nel Nord Europa. I consumatori riconoscono il valore della qualità».

Accennavamo in apertura che lei è subentrato alla guida della Fattoria Casabianca per una precisa scelta di vita. Sentendola parlare, emerge una grande passione: qual è l’aspetto che più le piace del suo lavoro?

«La mancanza di una routine predeterminata: vivere la campagna a tutto tondo significa adoperarsi quotidianamente di fronte a situazioni sempre nuove. E poi l’affiatamento con lo staff che mi accompagna tutti i giorni, la preziosa collaborazione di mia figlia. Non ultimo, il contatto con i turisti, a cui cerco di trasferire il mio amore per la ruralità. Tutto ciò fa passare in secondo piano i sacrifici».

 

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