Anselmo e Simona Santolini “Vendere case è il lavoro più bello del mondo”.

Di generazione in generazione, la famiglia Santolini, con la sua agenzia Romimmobiliare, conquista la clientela con serietà, affidabilità, chiarezza di informazioni, servizi di consulenza integrata nell’intermediazione immobiliare. Nella convinzione che il passaparola di un cliente, che sia un privato che acquista o un’impresa che vende, sia sempre la migliore strategia di marketing.

In un Paese in cui la “cultura del mattone” conta, Romimmobiliare, presente a Roma con due sedi, si impegna da sempre a fornire servizi immobiliari di qualità. Tradizione familiare e lunga esperienza si uniscono ad uno sguardo attento alle nuove dinamiche di un settore in continua evoluzione che richiede, oggi più che mai, servizi collaterali a supporto ed integrazione della semplice intermediazione immobiliare.

Ing. Anselmo Santolini, fondatore di Romimmobiliare, quando nasce l’agenzia?

“L’attività dell’agenzia è stata una naturale evoluzione di esperienze vissute sul campo in prima persona, da ingegnere e costruttore per proseguire una tradizione di famiglia legata al settore delle costruzioni. Mio nonno era Rettore dell’Università di Ingegneria San Pietro in Vincoli e Professore in Scienze delle Costruzioni. Mio padre era Ingegnere Capo Responsabile dell’ufficio tecnico presso il Comune di Roma. Una tradizione che le mie figlie, con ruoli e competenze diverse, stanno rinnovando. Simona, che è Amministratore Unico di Romimmobiliare, dopo la laurea in Giurisprudenza e l’abilitazione alla professione forense, ha deciso di dedicarsi all’attività dell’agenzia. L’altra mia figlia Barbara è architetto e si occupa prevalentemente di architettura d’interni. L’Agenzia Romimmobiliare, che ho fondato nel 1988, nasce dall’esigenza di poter commercializzare gli immobili che costruivo avvalendomi del supporto di una società avente un alto grado di professionalità e correttezza difficile da trovare nelle altre agenzie”.

Da quando ha iniziato ad occuparsi di immobili ad oggi, il settore immobiliare ha subito notevoli trasformazioni…

“Dagli anni Settanta al Duemila si vendeva con facilità estrema. Con prezzi bassi e accessibili e molta disponibilità di liquidità. Eravamo nel pieno del boom edilizio, si vendeva bene anche sulla carta a differenza di oggi. Gli aspetti ai quali porre attenzione sono diventati molteplici, anche di tipo legale. I contratti di compravendita, che si componevano di poche pagine, sono diventati volumetrici. Ciò è dovuto all’evolversi della normativa in materia, dal d.lgs 122/2005 a tutela degli acquisti da impresa di costruzione, al moltiplicarsi di convenzioni urbanistiche e titoli autorizzativi, alla più nota legge sulla privacy, solo per citare qualche passaggio della storia dell’immobiliare degli ultimi cinquant’anni. L’avvento di internet ha modificato anche le regole del marketing e della compravendita degli immobili. Altro elemento di distinzione rispetto al passato, forse il più importante, è la complessità degli aspetti legali di un atto di compravendita. Complessità che, tuttavia, consente di premiare chi svolge il lavoro di intermediario sulle compravendite con dedizione, scrupolo, serietà e competenza”.

Gli aspetti legali, chiedo a Simona che è amministratore della società, sono una priorità per voi?

“Aspetti tecnici, legali e contrattuali sono ugualmente prioritari per noi, tutti da valutare con attenzione, anche quando si prende in carico un immobile da vendere o da far acquistare. Da intermediari ci sentiamo di dover tutelare sia chi compra che chi vende. Vogliamo che il cliente abbia un livello di informazione elevato, che faccia una scelta consapevole e in assoluta serenità. Acquistare un immobile, che sia la casa della vita o un semplice investimento, è sempre un momento delicato. E’ un investimento anche psicologico, e poco importa se il cliente possieda maggiori o minori disponibilità finanziarie”.

Se si trova di fronte ad un cliente “distratto” o “superficiale”, come si comporta?

“Insisto affinché al cliente sia chiaro ogni singolo documento. Dal primo incontro all’istruttoria della pratica, dalla valutazione della fattibilità dell’acquisto alla lettura del preliminare, incluso i diversi allegati che compongono l’atto. E’ nostra abitudine consegnare la documentazione completa al cliente per dare loro la possibilità di confrontarsi con il loro legale di fiducia. Non è un caso che i notai siano nostri grandi alleati, oso dire sponsor. Poiché rendere l’acquirente e il venditore più consapevoli significa assicurare affidabilità e garanzia di fattibilità dell’atto che, al contrario, rischia di saltare se il cliente ha dubbi oppure non è stato sufficientemente informato. La firma non deve essere un’occasione di stress. Al contrario, vogliamo che i clienti lo vivano come un momento di gioia. Stanno coronando un sogno, quello appunto della casa dei desideri, o dell’investimento dei desideri”.

Qual è invece il sogno di Anselmo e Simona Santolini?

“Un sogno ambizioso, ma realizzabile. Intendiamo ampliare innanzitutto l’offerta di nuove costruzioni, mercato nel quale siamo già ben posizionati sul territorio di Roma, grazie alla fiducia che ci siamo guadagnati sul campo con le imprese costruttrici. Contemporaneamente cominciare a guardare con maggiore attenzione anche agli immobili da ristrutturare, che oggi rappresentano circa il 20% della nostra offerta. Nel futuro dell’agenzia c’è la previsione di aprire nei prossimi anni nuove agenzie, non in franchising ma nostre dirette filiali. In sostanza, vorremmo crescere mantenendo la centralità della gestione e la professionalità che riusciamo a garantire oggi. Diventare grandi di per sé non è difficile, lo è crescere mantenendo gli alti standard che assicuriamo oggi. Ci teniamo ai clienti. Ci piace prenderli per mano e accompagnarli in un percorso che va ben oltre il cosiddetto rogito. La loro soddisfazione è anche la nostra.  Il passaparola resta sempre il nostro canale di marketing migliore”.

Nelle vostre parole emerge, al di là di tutto, una grande passione per il lavoro che svolgete.

“Il nostro lavoro, diciamo spesso, è il più bello del mondo. Soprattutto poiché viviamo in un Paese in cui la “cultura del mattone” conta. La casa è un bene importante. Dietro ad una casa c’è la vita delle persone, fatto di momenti significativi, da una nascita ad una separazione o un lutto. In alcuni casi abbiamo iniziato a seguire un atto quando in una famiglia c’erano bambini piccoli, che nel frattempo sono diventati grandi. Ritrovare i loro disegni in un faldone è emozionante e gratificante. Come lo è il mondo di relazioni che si innesca e la fiducia che la gente ripone in noi”.

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Leggi l’approfondimento Ansa Le nostre case sono sempre più “tech”.

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