Antifurti Satellitari, Raffaele Grimaldi: «Durante l’installazione anche un filo può fare la differenza»

A spiegarci l’importanza di interventi professionali e a regola d’arte, anche in aftermarket, è il fondatore e titolare del Centro Grimaldi Antifurti Satellitari, realtà di Milano dal 1989 specializzata nel campo dell’elettronica al servizio delle quattro ruote, con particolare attenzione all’installazione e assistenza di antifurti satellitari ma anche navigatori, sensori parcheggio, dispositivi viva voce in bluetooth e sensori di tracciamento. Una realtà diventata oggi un punto di riferimento per concessionarie e proprietari di auto, dalle utilitarie alle auto di lusso fino a quelle d’epoca, alla ricerca della migliore soluzione di prevenzione contro i furti.

Signor Grimaldi come è cambiata la tecnologia degli antifurti satellitari?

«È cambiata notevolmente, sia nelle dimensioni delle centraline, oggi più piccole di una mano e con antenne Gps e Gsm integrate, sia negli assorbimenti e quindi nei consumi sulla batteria. Logicamente sono migliorate anche le prestazioni: ci sono, infatti, antifurti satellitari che hanno anche le funzioni dell’antifurto sonoro, cioè vuol dire che nel momento in cui si rompe un vetro o si apre una portiera scatta automaticamente una sirena all’interno dell’abitacolo che allarma il proprietario del veicolo e la centrale operativa».

Lei è esclusivista per Milano e hinterland di LoJack: è un prodotto top di gamma?

È un sistema di recupero all’avanguardia che si differenzia totalmente da tutti gli altri satellitari per tre aspetti. Per prima cosa lavora in radiofrequenza e non in Gps: in questo modo può funzionare nei container blindati e nei garage sotterranei, dove un satellitare classico normalmente non funziona, e non è soggetto a jamming, il disturbo di segnale. È poi un prodotto autoalimentato con una propria batteria separata che ha una durata di 7 anni e non interferisce sull’impianto elettrico e non fa decadere la garanzia originale dell’auto. Infine, essendo autoalimentato, può essere posizionato e nascosto in almeno 20 punti diversi della vettura a differenza dei tradizionali satellitari ed è direttamente in contatto con la Forze dell’Ordine».

A proposito di interferenze elettriche, quanto conta la professionalità dell’installatore?

«È basilare. Ogni installazione deve essere fatta a regola d’arte, a prescindere dal valore dell’auto, e ogni filo deve essere saldato a stagno per non interferire sull’impianto elettrico. Poi anche i piccoli dettagli come i nastri isolanti possono fare la differenza: per garantire una maggiore sicurezza è infatti fondamentale che i componenti per l’installazione rispecchino le caratteristiche e la conformità della vettura. Si deve cercare inoltre di utilizzare accessori e ricambi il più possibile uguali a quello dell’impianto elettrico originale».

Quali sono le responsabilità dell’installatore?

«La responsabilità dell’installatore è tutta nel lavoro svolto a regola d’arte perché se un antifurto viene installato male può interferire sullo start/stop se non addirittura sull’airbag. Oltre a installazioni ex novo, infatti, mi è capitato di dover rimediare a interventi mal effettuati in precedenza da altri installatori. In ogni caso bisogna sempre fornire il certificato di collaudo che attesta che il lavoro sia funzionante».

E in caso di furto?

«Installando antifurti LoJack il recupero del veicolo avviene nella maggioranza dei casi in tempi brevissimi, prima che la vettura venga smontata o portata all’estero all’interno di un container. In caso di mancato ritrovamento, l’installatore non ha una responsabilità diretta sul furto ma quel che è certo è che in base a dove e come viene installato l’antifurto c’è più probabilità che l’auto venga ritrovata».

Lei opera anche sulle auto d’epoca?

«Abbiamo un prodotto dedicato e specifico per le auto d’epoca che è sempre autoalimentato. Per questo tipo di vetture offriamo inoltre un servizio a domicilio andando direttamente a casa del proprietario, anche per un discorso di tutela della privacy».

Come rispondere, invece, ai furti dei navigatori?

«A Milano sono soprattutto auto di alta gamma come Mercedes e Bmw dotate di navigatori incorporati a essere le più colpite. La prevenzione migliore consiste nell’installare un antifurto sonoro la cui funzione, soprattutto negli ultimi anni, è proprio quella di “proteggere” gli accessori e gli oggetti che teniamo nelle auto più che le vetture stesse. I furti di smartphone, navigatori e vari dispositivi bluetooth hanno infatti in pratica sostituito i furti di autoradio degli anni Ottanta e Novanta».

E riguardo alla clonazione del segnale radio?

«Per “hackerare e “duplicare” una chiave elettronica bastano un “transponder decodificatore”, un’antenna, una chiave universale ed essere abbastanza vicino a chi sta chiudendo l’auto per decodificare la frequenza radio con cui la centralina dell’auto e la chiave comunicano, sia al momento dell’apertura o chiusura delle porte che a quello dell’accensione. Il problema è risolvibile inserendo le chiavi in custodie specifiche, commercializzate anche da LoJack con il nome di KeyJack, che “proteggono” le chiavi e impediscono che il segnale venga clonato».

E riguardo alle «cimici» in auto?

«I dispositivi di localizzazione satellitare sono prodotti sempre più diffusi che tramite l’ausilio di satelliti e del sistema Gsm sono in grado di individuare la posizione esatta di un veicolo, giorno e notte. Questi sistemi di monitoraggio Gps possono memorizzare la posizione di un veicolo ogni secondo, raccogliendo informazioni sulla velocità, il periodo di passaggio, e anche l’indirizzo esatto in tempo reale. Possono essere più piccoli di un mazzo di carte da gioco e devono essere installati a regola d’arte e nelle posizioni più consone».

Installazioni a regola d’arte anche per i sensori parcheggio?
«
Certamente, anche perché è un servizio sempre più richiesto su auto non dotate di sensori di serie. L’importante è però rivolgersi ai giusti canali aftermarket e affidarsi ad un installatore professionale in grado di configurare i sensori a filo del paraurti. Il mio consiglio è quello di evitare il “fai da te”: oltre al rischio di rovinare la carrozzeria del veicolo, infatti, i sensori di parcheggio posizionati in modo maldestro e non configurati perfettamente possono funzionare male e creare quindi falsi allarmi nelle manovre di parcheggio».

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