Antonio Belsole: “Energia pulita e per tutti. Questo il futuro. E nel 2019 ci sarà una rivoluzione nel settore”

Il titolare di Pef Italia, azienda nata nel 2006, oggi fornitrice di energia pulita e consulente per famiglie e imprese nell’efficientamento energetico spiega: “Tra un anno e mezzo arriverà la vera liberalizzazione con 30 milioni di contatori che arriveranno sul libero mercato”.

Andiamo con ordine, Belsole che cosa succederà nel 2019?

«E’ molto facile, dopo anni di incertezza, arriverà anche in Italia un vero mercato libero dell’energia, sia ad uso domestico che industriale. Non esisterà più un unico soggetto a gestire quasi tutto il mercato che lascia a poche e piccole realtà private una parte dei contatori degli italiani, ma ogni abitazione dovrà, dal luglio 2019, stipulare un nuovo contratto energetico con i soggetti che sono sul mercato».

E questo che cosa comporta?

«A dire il vero il primo passo verso l’apertura del mercato risale addirittura al 1999, con il famoso Decreto Bersani che ha assestato i primi colpi di piccone al monopolio della filiera elettrica, accompagnati dall’avvio degli incentivi per il comparto delle rinnovabili.  Ma tra circa un anno e mezzo ci sarà una forte concorrenza e gli italiani potranno finalmente scegliere con chi stare. Se stare dalla parte di chi fa energia pulita, che non solo riduce il costo delle bollette, ma che ripensa a come una casa debba essere “alimentata” a livello energetico».

Ma esiste davvero una energia pulita oppure è solo una delle tante “narrazioni” commerciali?

«Esiste e noi di Pef Italia siamo la testimonianza. L’Italia, anche se ha ancora molta strada da fare è il paese del G7 con la più bassa emissione di anidride carbonica pro-capite e il secondo, dopo il Canada, per la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili. L’Italia è stata per molti anni tra i Paesi a più rapida crescita nella produzione di energia pulita e in questa direzione deve andare. Posso dare qualche numero?»

Prego…

«A marzo 2017 la performance del fotovoltaico è stata buona, aumentando sullo stesso mese del 2016 del 28%…»

Come districarsi però nella giungla delle offerte sulla bolletta energetica?

«Io le posso spiegare da cosa stare alla larga.  A chi legge questa intervista vorrei dare alcuni suggerimenti…»

Certamente…

« Scegliete una azienda fornitrice che vi si presenta in casa come un vero consulente, magari anche che voi conoscete di vista o per la sua buona reputazione. Diffidate, inoltre, da chi vi promette sconti o riduzioni poco realistiche. Quello che deve essere cambiato è l’approccio all’energia. Meglio se una casa o una azienda viene resa autonoma con dei pannelli solari e l’installazione di una batteria per conservare quanto si è ricavato dal sole. Per questo serve una sorta di consulente che segue poi quella realtà per tutto il tempo necessario. Così facendo si può dire quasi addio alla bolletta del gas. Se poi si ristruttura una casa secondo i criteri della bio-edilizia, a quel punto si dice addio per davvero».

Questo vuol dire che una azienda lungimirante deve preparare personale e collaboratori che poi stipulano i contratti…

«La rete vendita non può e non deve essere lasciata a sé stessa. Vanno fatti corsi di formazione e master costantemente, sia per aggiornare sulle tendenze del settore sia per migliorare l’approccio verso il cliente. Sono ormai 11 anni che sono nel settore e posso dire con sicurezza che le aziende serie sono quelle che sacrificano un dato margine di profitto in nome del rispetto e della serenità del cliente che li sceglie».

Cosa ne pensa della così detta “imprenditoria di rete”?

Che rappresenta il futuro, oserei dire di ogni azienda. L’era del posto fisso è finita. Purtroppo o per fortuna conta riuscire in qualcosa, fare centro, ottenere dei risultati. Per network marketing si intende una rete di collaboratori che a loro volta hanno altri collaboratori secondo un principio “a cascata”. C’è una legge che tracci i confini di questo modo di fare business ed è la legge 173 del 2005. Mi preme però ribadire che non è giusto pagare per lavorare. La cosa fondamentale, come avviene da noi in Pef, è che non ci sia alcuna quota di ingresso. Solo un corso che viene fatto gratuitamente dal nostro staff. Non bisogna fare soldi sul reclutamento, semmai dell’onesto profitto su quello che viene venduto».

Lei ha fatto del rispetto dell’ambiente un approccio alla vita e al business. Una altra data centrale è quella del 2030, perché?

«Il quadro per il clima e l’energia 2030 fissa tre obiettivi principali da conseguire entro l’anno indicato: una riduzione almeno del 40% delle emissioni di gas a effetto serra,  una quota almeno del 27% di energia rinnovabile, un miglioramento almeno del 27% dell’efficienza energetica.

Il quadro contribuisce a progredire verso la realizzazione di un’economia a basse emissioni e a costruire un sistema che assicuri energia a prezzi accessibili a tutti, riduca la dipendenza europea dalle importazioni di energia e sopratutto crei nuove opportunità di crescita e posti di lavoro».

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Leggi l’approfondimento Ansa  Pef Italia, a gennaio due giornate per ripensare il futuro energetico

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