Autorevolezza

Ipse dixit” (“lo ha detto egli stesso”) è la massima espressione dell’autorevolezza, basti pensare che in passato ci si riferiva ai concetti formulati secoli prima da Pitagora e Aristotele, indiscutibilmente veri solo perché appartenenti a “colossi” del pensiero antico.

Oggi l’autorevolezza la si deve conquistare sul campo, il proprio campo, quello dove si esercita la professione e che genera la reputazione di buon imprenditore e di valido professionista.

Essere autorevoli significa rappresentare un punto di riferimento per il settore di appartenenza e per il proprio territorio, una persona da osservare e ascoltare, da imitare e seguire, da avere a tutti i costi come fornitore, consulente, cliente, amico.

Lo status di persona autorevole viene decretato dagli altri che ci “leggono”, s’interessano delle nostre idee, che vorrebbero carpirci i segreti del nostro successo, che desiderano avere informazioni preziose in quanto ci considerano “esperti del settore”, che sono catturati, infine, da una strategia di comunicazione che metta al centro il contenuto piuttosto che il messaggio spot o autoreferenziale.

Per i personaggi autorevoli, “informare” è più efficace che semplicemente “promuovere”, perché trasferisce contenuti, posiziona come leader, “fa cultura” sulle tematiche che interessano i loro pubblici e, nel caso di imprenditori e professionisti, i potenziali clienti.

Oggi è possibile essere autorevoli senza farsi pubblicità o cadere nelle subdole trappole dell’autocelebrazione.

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