Claudio Venturini della OMV: «Macchine legatrici semplici, robuste e su misura per ottimizzare i processi di confezionamento»

«È la macchina che si deve adattare al cliente non il contrario»: parola di Claudio Venturini, titolare insieme a suo cugino Sergio della Officine Meccaniche Venturini, azienda di Brescia che costruisce ed esporta in tutto il mondo legatrici, impianti per movimentazione e sistemi per confezionatura di prodotti finiti o materiali di laminazione in ferro, acciaio e ottone per impianti di laminazione e trafilatura, in particolare per il settore siderurgico.

Che tipo di macchine proponete sul mercato?

«Le nostre sono macchine speciali che servono per la legatura di tutti i prodotti della siderurgia, partendo dal tondo per cemento armato a pacchi di profili fino ai coils di matassa. Ci poniamo alla fine della catena produttiva e le nostre macchine garantiscono il confezionamento finale, una parte fondamentale dell’impacchettamento del materiale».

Perché la legatura è importante?

«Perché rappresenta l’ultimo e strategico anello della filiera produttiva. Se la legatura non è corretta va infatti a ostacolare tutta la filiera di produzione. Operando con una velocità di funzionamento elevata, le legatrici sono quindi macchine fondamentali che devono garantire la continuità del ciclo produttivo»

Quanto conta la personalizzazione?

«Oltre alle macchine standard è fondamentale saper realizzare legatrici ad hoc sulle necessità del cliente e con una progettazione personalizzata. Questo consente di poter risolvere le problematiche a monte e fornire legatrici in grado di operare al meglio e in condizioni sempre più performanti».

Macchine legatrici su misura quindi?

«Sì perché ogni processo aziendale ha le sue esigenze produttive anche a seconda della destinazione d’uso. Il mercato richiede infatti determinati tipi di legature o dimensioni dei pacchi: in Italia, ad esempio, i fasci devono pesare 2.5 tonnellate ed essere legati 7 volte, mentre in Medio Oriente devono essere di 2 tonnellate e legati 6 volte. Se poi un cliente opera più su più mercati ha bisogno di macchine dalle prestazioni diverse e con una tipologia di filo legante specifico per il player di riferimento»

Come soddisfare queste esigenze?

«È fondamentale fornire fin da subito la consulenza e capire insieme al cliente cosa bisogna legare, in quanto tempo, a che temperatura e per che mercato. In pratica occorre capire il prodotto finito che uscirà dalla legatrice e realizzare una macchina in funzione delle singole necessità produttive».

Perché semplicità e robustezza sono due concetti chiave?

«Rappresentano i veri punti di forza delle macchine legatrici. Robustezza perché il cliente deve poter contare su una macchina in grado di sopportare stress produttivi e operare il più a lungo possibile. La semplicità è invece una convenienza in quanto consente di ridurre al minimo i tempi di interventi di manutenzione anche da parte di personale qualificato».

Come sta cambiando il mercato?

«I costi contenuti delle macchine realizzate nei Paesi emergenti, anche del 50%, rappresentano un rischio sia in termini di performance ridotte che di eventuali danni o fermi di produzione. A volte i clienti non sono competenti in materia di laminazione e quindi si devono fidare del supporto di un’azienda specializzata come la OMV. Il mio consiglio è di non fermarsi mai solo al prezzo ma di essere consapevoli delle caratteristiche e delle performance delle macchine e del servizio di ricambistica e assistenza tecnica anche in loco che un’azienda con una storia alle spalle può garantire».

È un valore aggiunto essere un’azienda a conduzione famigliare?

«Le altre realtà sul mercato mondiale sono ormai state inglobate in gruppi internazionali mentre noi forniamo ancora un servizio su misura, versatile e personalizzato: andiamo direttamente dal cliente per capire le sue esigenze e studiare una macchina specifica, non standardizzata, e con il miglior supporto nell’ottimizzare la gestione continuativa dell’impianto».

Per questo è importante anche il revamping?

«Assolutamente sì. In un paio di mesi siamo in grado di effettuare revisioni complete e inclusive di garanzia per i macchinari che hanno sostenuto ritmi di lavoro intensi e necessitano di risettaggi e aggiornamenti tecnologici. Concettualmente la macchina rimane la stessa ma arricchita di nuovi materiali e componenti meccanici ed elettronici che la rendono più performante».

A questo si aggiunge la manutenzione programmata

«Se con il revamping il cliente riduce in extremis il rischio di fermi di produzione è fondamentale anche tenere monitorato preventivamente lo stato di salute delle macchine. Noi, ad esempio, forniamo legatrici con un pannello operazionale che segnala le tempistiche di cambio d’olio, filtri e verifica dei componenti consentendo al cliente di programmare interventi di manutenzione preventivi ed evitare che macchina vada in riparazione per rottura».

Che vantaggi comporta?

«Vantaggi economici e di costi: chi fa alte produzioni su larga scala ha infatti la necessità di conoscere il tempo di vita della macchina e di poter contare sulla velocità di intervento per ridurre al minimo i rischi di fermo produttivo».

Anche le legatrici possono entrare nella «Fabbrica Intelligente»?

«Sì anche le legatrici rientrano in questo scenario e ci stiamo adattando per aggiornare le macchine in modo che possano corrispondere alle normative dell’industria 4.0 e per consentire ai clienti italiani di usufruire delle agevolazioni fiscali in vigore come l’iper-ammortamento del 250% per gli investimenti in beni materiali nuovi, dispositivi e tecnologie abilitanti la trasformazione in chiave 4.0».

 

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Leggi anche  Officine Meccaniche Venturini: macchine legatrici costruite sulle esigenze del cliente

Leggi l’approfondimento Ansa  Officine Meccaniche Venturini lancia le legatrici 4.0

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