Al Castello di TorCrescenza conosciamo le persone e comprendiamo i loro desideri: così ogni evento diventa unico e irripetibile.

Per interpretare i sogni delle persone e trasformarli in realtà occorre essere psicologi. La pensano così al Castello di TorCrescenza in Via dei Due Ponti, l’unico vero castello (e ancora abitato) nella città di Roma, che molti personaggi noti hanno scelto come propria temporanea residenza o per una loro festa – da Totti al Principe Carlo d’Inghilterra, da Berlusconi a Briatore, da Leonardo di Caprio a Ray Charles – non lascia nulla al caso. “La cura dei particolari  – spiega Fabrizio Orsini, Direttore generale della struttura – fa sì che ogni evento assuma la personalità di chi ne è protagonista, personificando i desideri e i sogni. Che si tratti di un matrimonio, di un compleanno o di una convention aziendale, ogni evento deve essere unico e irripetibile”.

Si laurea in psicologia. Poi, quasi per caso, scopre la sua vera passione: organizzare eventi. E lo fa nella cornice incantata del Castello di TorCrescenza, la nobile e storica dimora che domina dall’alto di un colle panoramico la campagna romana situata tra la Via Cassia e la Via Flaminia, in prossimità di Corso Francia. Il giovane Fabrizio Orsini, Direttore generale della struttura, trascorre le sue giornate lì, tra le mura del Castello fatto edificare dal Marchese Francesco Crescenzi laddove sorgeva una torre dell’anno 100, ampliata nel corso del Medio Evo e negli anni a venire. Il castello è divenuto dal 1600 in poi ispirazione di pittori prevalentemente francesi. A partire da Puossin, Lorrain, Bourgeois, Landesio, Welker fino ad arrivare agli artisti che diedero vita al Circolo di Ponte Milvio (come Gogol, Cornelius, Andersen, Verner, Sabatier). Ovvero artisti che traevano spunto per i loro dipinti dalla campagna romana e dagli scorci intorno al castello di Tor Crescenza, ritraendone personaggi e particolari.

Come si fa, direttore Orsini, a conciliare la passione per la psicologia con quella di organizzare eventi?

 “Partiamo da un presupposto: chi vuol realizzare un evento ha esigenze precise. Da parte di chi organizza ci deve essere l’intenzione e anche l’ambizione di riuscire ad interpretare al meglio quell’esigenza, trasformando i desideri del cliente in realtà. Ecco perché essere un po’ psicologi aiuta. Devi avere l’attitudine a conoscere le persone per comprendere cosa desiderano. E’ un lavoro che, come spesso dico ai miei collaboratori, non puoi svolgere con il solo fine economico. Ti deve piacere, devi tendere alla perfezione e alla cura dei particolari, ricercare e scoprire continuamente le nuove tendenze del settore per offrire il meglio che il mercato offre e in ogni caso tutto ciò che un ospite desidera”.

Un evento richiede un’organizzazione complessa?

“Organizzare un evento richiede competenza, buon gusto, ma anche capacità gestionali e rigidità quasi militare. Come struttura, non siamo noi a gestire l’evento in prima persona ma diamo solo la disponibilità della struttura. Ciascun servizio, dall’addobbo floreale all’allestimento, dalla musica agli spettacoli, fino al catering sono affidati e gestiti da professionisti del settore che noi suggeriamo al cliente, in linea con quelle che sono le sue esigenze. Si tratta di professionisti con i quali siamo ormai abituati a lavorare, e dei quali ci fidiamo. Ciononostante, a parte i diversi sopralluoghi che vengono fatti nella fase di ideazione e organizzazione, anche se potrei non farlo, per assicurare che tutto proceda bene, quando si svolge l’evento sono il primo ad arrivare e resto fino alla fine. Solo con la supervisione continua e costante puoi rendere un servizio perfetto. L’imprevisto può essere dietro l’angolo e la presenza fisica costante e l’occhio vigile, anche per l’esperienza che ormai abbiamo acquisito, consente di avere la situazione sempre sotto controllo”.

Nella vostra struttura si organizzano tipologie diverse di eventi: matrimoni, feste di compleanno, convention aziendali, sfilate e mostre. Cosa preoccupa maggiormente chi deve realizzare un evento?

“Le condizioni metereologiche, la cosiddetta “questione tempo”. La data per un matrimonio ad esempio viene nella maggior parte dei casi stabilita un anno prima, è impossibile fare una previsione del tempo che ci sarà. Quando si cerca un luogo, spesso ci si imbatte in strutture molto belle all’esterno ma magari tristi all’interno o viceversa. Rivolgersi ad una struttura che offra, sia all’interno che all’esterno, spazi interni ed esterni belli ed esteticamente affascinanti, rasserena gli sposi. E’ uno dei primi elementi che tranquillizza maggiormente chi sceglie il Castello di Tor Crescenza. Molti chiedono se si può pernottare qui, soprattutto gli sposi per la prima notte di nozze. Oppure se può essere celebrata la cerimonia, soprattutto quando si tratta di cerimonie simboliche, nel caso di ospiti che vengono da fuori”.

Sono circa trenta anni che la struttura ospita eventi, con un incremento nell’ultimo decennio…

“Negli anni da noi sono stati realizzati eventi di vario tipo, non solo matrimoni ma anche molte convention aziendali o feste private di compleanni e anniversari. Il castello è stato “dimora” di personaggi politici e vip come Berlusconi, il principe Carlo d’Inghilterra, Putin, Leonardo Di Caprio. Le mura del castello hanno ospitato la voce di Ray Charles ma anche il matrimonio e poi il 40° compleanno di Francesco Totti. Anche Briatore ha voluto festeggiare qui il suo compleanno. La notorietà ne precede la fama e il passaparola, visto che parliamo di una dimora storica. Il castello ha una sua visibilità e un suo indiscusso appeal artistico fin dal 600 vista l’attenzione di tanti pittori francesi. Molte volte è stato scelto anche come location cinematografica. Mi riferisco ad esempio ad un film di Vanzina, per la fiction con Gabriel Garko “Non è stato mio figlio”, per uno spot pubblicitario con Panariello, per uno spot di Cavalli, e proprio di recente per la fiction “Le tre rose di Eva”. Oltre alla fama conquistata proprio per le feste vip, c’è una certezza che oggi spinge a ricercare un luogo del genere, ovvero l’esclusività.

Cosa intende per esclusività?

“Intendo esclusività dell’evento prima che del posto. Ognuno cerca non solo un posto unico e bello ma anche la possibilità che il proprio evento sia unico e personalizzato. La nostra clientela proviene nel 50% dei casi dall’Italia e nel 50% dall’estero. Non tutti i clienti sono uguali, ciascuno ha aspettative diverse e si pone in modo diverso. Nel nostro settore conta la flessibilità per riuscire a interpretare al meglio i sogni delle persone e ideare un evento su misura. E’ nostra prassi organizzare un solo evento alla volta, poiché non siamo una fabbrica di matrimoni.  Un solo evento ma fatto bene e curato nel dettaglio. Recentemente abbiamo ospitato la festa di compleanno del produttore Nando Moscariello. Da napoletano, per i suoi 40 anni, gli abbiamo costruito, sotto la direzione artistica della wedding planner Eva Presutti, una festa che vedesse protagonista la città di Napoli, a partire dalla rappresentazione di aspetti come i banchetti del mercato. Cerchiamo di essere elastici e fantasiosi. Anche per i matrimoni, cerchiamo di evitare cerimonie sempre uguali.  Ci è capitato anche di trasformate la nostra sala dei quadri in una pasticceria francese”.

Per far questo è necessario che le persone si fidino e si affidino a chi organizza il loro evento?

“Il servizio non può ridursi a fornire la disponibilità di spazi. Cerco sempre di dare consigli che vanno oltre. A me in primis piace dare un’impronta diversa ad ogni evento, poiché dopo averne organizzati e visti tanti, sviluppi un occhio critico e cogli anche le sfumature più impercettibili nelle richieste dei clienti che cerchi di tradurre in realtà.  Dietro ad un evento c’è una mole di lavoro, di studio e di ricerca incredibile.

Questione anche di empatia?

“Questione di empatia e di rapporto umano. Ci sono persone alle quali ti leghi, con le quali si instaura un rapporto umano che va oltre la cerimonia, che si ricordano del tuo compleanno. Talvolta ci troviamo trascinati nelle dinamiche che si innescano in una coppia di futuri sposi, quando l’uomo ti chiede di mediare nei confronti della donna che manifesta esigenze e desideri quasi impossibili da realizzare. Eppure facciamo di tutto per soddisfarli”.

Direttore, sta dicendo che non tutti i sogni sono irrealizzabili?

“La maggior parte delle persone che scelgono il castello sono amanti del sogno, della favola, cercano l’atmosfera fiabesca, hanno un approccio romantico tendenzialmente. Una volta mi ha colpito una ragazza di Parigi che lavora nel mondo dell’alta moda, che era venuta a Roma a fare il sopralluogo di alcune strutture tra le quali la nostra. Mentre le stavo mostrando la struttura, ha iniziato a piangere – da bambina avevo sempre sognato un posto così e ora l’ho trovato nel mondo – sono state le sue parole. In casi come questo senti di avere una specie di bacchetta magica e speri davvero di poter salutare gli sposi, quando lasciano il castello, con l’augurio e la speranza del “vissero felici e contenti. Soddisfatto per aver contribuito, con la magia del Castello di Tor Crescenza, a realizzare almeno il primo o comunque uno dei loro sogni”.

 

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