Dott. Carmine Ciccarini: «Così è possibile contrastare maculopatie a malattie rare dell’occhio»

Oggi parliamo con il Dott. Carmine Ciccarini, oculista di fama nazionale con vaste esperienze all’estero, che opera negli ambulatori di Perugia e Chiusi.  Ci racconterà le nuove frontiere terapeutiche: «Per qualsiasi problema, l’importante è agire in tempo e scegliere lo specialista giusto» – Intervista a Carmine Ciccarini, medico oculista

Dott. Ciccarini, lei ha un lungo curriculum costellato da studi all’estero, da New York a Parigi e Londra. Ma dove ha affinato gli studi sulle malattie rare?

«Mi sono specializzato a Parma, in un centro che si occupava di malattie poco comuni. Oltre ad aver lavorato per la mia tesi presso la Mount Sinai School di New York, che è un’autentica istituzione in tale ambito».

Pare che nei prossimi anni aumenterà l’incidenza di maculopatie, retinite pigmentosa e atrofie ottiche del tipo Leber e dominante. Si possono combattere queste malattie?

 «Saranno i genetisti e probabilmente l’uso dell’ENGF a dare la svolta. In ogni caso è bene che i pazienti affetti non arrivino in condizioni disperate, quando non vi è più nulla da fare».

Mi risulta che lei, tra l’altro, si occupi molto dell’atrofia ottica di Leber. Ci spiega cos’è?

«È una neuropatia ottica ereditaria mitocondriale, che porta a morte le cellule nervose per un deficit di ATP, l’ossigeno delle cellule nervose. I pazienti nel giro di poche settimane diventano ciechi per la presenza di una macchia che impedisce di vedere, che noi chiamiamo scotoma centrale».

 Come avviene la diagnosi?

 «Facilmente. Innanzitutto esistono spesso altri casi in famiglia, poi si nota un rigonfiamento del nervo ottico. In ogni caso la diagnosi è su base clinica. Anche se l’OCT del nervo ottico nei primi tempi è normale  e le risposte dei PEV non sempre sono certe all’esordio».

Però ho letto che lei cura bambini ed adulti con successo da oltre dieci anni..

«La chiave è il Raxone associato al CoenzimaQ10, da veicolare in un ambiente grasso che permetta un maggior assorbimento e permetta di bloccare gli acidi che uccidono l’ATP. Poi uso anche sieri come il serocytol e altri farmaci naturali».

Vediamo ora malattie con un alto tasso d’incidenza: accennavamo alle maculopatie: davvero saranno le patologie del futuro?

«Si prevede che nei prossimi 50 anni avranno un aumento del 200% sulla popolazione italiana anche per cause che derivano da malattie come il diabete ed altri fattori esterni. Questo è un dato che mi trova d’accordo, per questo ai pazienti consiglio di non sottovalutare mai propri dubbi: anche se non dà dolore, ed inizialmente il problema visivo può non venire notato, con il tempo tende a coinvolgere entrambi gli occhi».

Insieme alle maculopatie, con i nuovi mezzi diagnostici si nota un aumento delle membrane epiretiniche o Pucker. Cosa ci dice a riguardo?

«Non sempre bisogna intervenire, se è il caso si fa una vitrectomia in cui si asporta la membrana. In ogni caso negli Stati Uniti hanno trovato un farmaco che può riassorbirle nel 40% dei casi».

Continuando a parlare di terapie di chirurgia oculare, vediamo il laser ad eccimeri che oggi ha un notevole successo…

«Il laser ad eccimeri è un lampo di luce che può risolvere miopia, astigmatismo, ipermetropia e presbiopia in pochi minuti. Le tecniche sono diverse e vanno individualizzate.

Ci sono stati problemi durante gli interventi?

«In oltre 5000 casi trattati non ricordo eventi drammatici, al massimo qualcuno che ha residuato una piccola parte del difetto che comunque si può ritoccare dopo sei/dodici mesi per raggiungere la perfezione».

Ma anche difetti visivi come miopia, astigmatismo e ipermetropia sono in aumento?

«Certamente, ci sono fattori esterni, tra cui la radiazione cosmica, la radioattività e il sempre maggiore inquinamento ambientale. Alla base c’è però una mutazione quasi antropologica: se prima chiedevamo ai nostri occhi una visione periferica, oggi siamo sempre più impegnati con dispositivi elettronici, spesso a distanza troppo ravvicinata».

E allora che consigli darebbe ad un genitore per preservare la vista del figlio?

«Ridurre l’uso di tablet e videogame, che tendono ad affaticare gli occhi e oltretutto se impiegati a lungo possono persino ostacolare il riposo notturno».

Continuiamo con i consigli: molte persone spesso “bypassano” la figura medica dell’oculista e vanno dall’ottico per una visita. Cosa ne pensa?

«L’ottico per quanto valido non ha reali conoscenze oculistiche e mediche. È come far costruire un palazzo di 10 piani da un muratore anziché da un ingegnere. Non si tratta di scegliere una montatura o un paio di lenti: con una visita medica si possono conoscere difetti e patologie allo stato embrionale e una diagnosi rapida è spesso il primo passo per intervenire in tempo».

Ma come riconoscere il giusto specialista?

«Dal curriculum e dal passaparola. Oggi le persone usano internet e questo crea una grande confusione. Quelli che hanno esperienza, laboratori attrezzati  e una reputazione di almeno 20 anni di attività sono la strada giusta».

 

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