Edilizia Marchetti, quando l’edilizia è “sartoriale”

Rivendita edile affermata in tutto il territorio umbro. I titolari Stefano e Marco hanno ereditato e fatto crescere un negozio dove professionisti, imprese e privati trovano davvero di tutto: “Il nostro segreto? Siamo i primi ad offrire una consulenza sul materiale o sul prodotto da comprare, gratis”.

Stefano e Marco Marchetti, entriamo subito nel vivo. Verso dove sta andando l’edilizia?

«Ciò che è accaduto negli ultimi anni all’edilizia è noto a tutti: con la grande crisi economica che dagli Stati Uniti è arrivata fino all’Europa, l’edilizia ha ricevuto un duro colpo. Molte delle imprese di costruzioni hanno dovuto chiudere con il blocco del lavoro e con le poche speranze per la ripresa. Tuttavia, molto imprese si sono reinventate puntando sulla comunicazione e sulla propria immagine, oltre che facendo investimenti per il futuro».

Cioè?

«È cambiato-puntualizza Marco Marchetti- il pubblico di riferimento ed è cambiata la cultura attorno al settore edile. Dalle imprese di costruzioni ci si aspetta oggi una vasta conoscenza dei materiali, delle possibilità costruttive e dei metodi migliori per realizzare ogni tipo di costruzione».

Stefano, i materiali giocano quindi un ruolo centrale per negozi come il vostro?

«Non poteva che essere così: con i nuovi mezzi di comunicazione l’utente è più informato e, giustamente, si aspetta un partner adeguato che seleziona solo i migliori materiali e quelli più avanti a livello tecnologico. Spesso i muratori che bussano alle porte dei negozi che vendono materiali per l’edilizia cercano un “consulente”, mi si passi il termine, che aiuti quel professionista nella scelta. Un tempo sul mercato c’erano cinque tipi di intonaco o dieci tipi di tubi. Oggi sono centinaia, e il mercato si aggiorna in continuazione. Una buona rivendita deve saper consigliare e non solo voler vendere».

Marco, che altro non deve mancare?

«Può sembrare banale ma in realtà è un concetto fondamentale. La serietà. Occorre andare in strutture che hanno un nome, che ne gli anni si sono costruite una reputazione, una reputazione solida. L’edilizia degli anni ’70, ’80, e ’90 è stata esplosiva ma anche lasciato scoperti molti nervi. Oggi buona parte del lavoro è dedicato al ripristino dell’esistente. Un altro esempio posso?».

Certamente…

«I negozi che vendono prodotti per l’edilizia e per la casa soddisfano anche un numero crescente di privati. Semplici cittadini chiedono un consiglio. Nel nostro caso siamo ben felici di aiutarli. Statisticamente riscontriamo che se una azienda fa un preventivo del 40% più basso rispetto a quello di un’altra impresa, magari quest’ultima leader nel settore, quella differenza di prezzo si paga».

Quando?

«Nel tempo, con un eccessivo costo di manutenzione o guasti frequenti alle tubature, problemi con gli intonaci e così via. Insomma, dopo tanti anni nel settore, il mio consiglio è di spendere e spendere bene una volta».

Sta per arrivare l’inverno e vedo che voi qui vendete anche le stufe a pellet. Quali vantaggi? Ma  soprattutto, a cosa prestare attenzione?

«È importante- prende la parola Stefano- conoscere alcune nozioni di base, per sapersi orientare al momento della scelta della stufa a pellet adatta alla propria abitazione. La scelta del modello da acquistare deve essere valutata in base ad una serie di fattori legati all’abitazione stessa, come le caratteristiche della canna fumaria e del comignolo e la presenza di prese d’aria per garantire una efficiente combustione. Altri fattori da tenere in considerazione nella scelta sono l’isolamento termico e la dimensione dei locali da riscaldare, infatti stufe troppo potenti per locali troppo piccoli generano uno spreco di energia e combustibile non necessario».

Capitolo “pellet”, quale scegliere?

«Il faggio e l’abete sono i legni migliori per produrre pellet. La presenza di eccessiva polvere nel sacco è indice di bassa qualità in quanto indice di sgretolamento del prodotto che se non ben compresso brucerà troppo velocemente. Una volta scelto il tipo di legno occorrerà guardare la percentuale di residuo fisso che più e basso migliore è la combustione, dato che lo stesso è indice di purezza del prodotto, il valore non dovrebbe superare 1%. In conclusione è bene ricordare che per l’acquisto di una stufa a pellet è prevista la possibilità di accedere a due tipologie di agevolazioni e detrazioni fiscali. In entrambe i casi è prevista la possibilità di portare in detrazione l’Irpef al 50 o al 65% (ecobonus), ma per quest’ultima è necessario rispettare alcune condizioni e accorgimenti».

Marco, la domanda è diretta. Anzi non è una domanda, è un nome: il terremoto. Questa calamità ha portato una sensibilità diversa circa il settore dell’edilizia?

«Sicuramente sì. E’ stato un evento terribile, imprevedibile e drammatico. Oggi il tema dell’antisismicità è centrale. Ma quello che in molti si chiedono è se si  può trasformare le vecchie case in edifici antisismici? Lo si può fare e anche prezzi contenuti. Non occorre demolire e ricostruire ma solamente apportare piccole modifiche strutturali tali da rendere l’edificio ”dinamico” alle scosse sismiche. Questo ha cambiato la richiesta di prodotti e materiali in modo sostanziale come resine, malte, fibre in acciaio».

L’aggiornamento, Stefano, conta?

«Moltissimo. Nel nostro caso facciamo abitualmente meeting con progettisti ed aziende edili per restare al passo con i tempi che corrono».

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Leggi anche Saper cambiare restando gli stessi: il segreto della Marchetti Edilizia

Leggi l’approfondimento Ansa  Arriva l’inverno e quale pellet scegliere lo spiega Marchetti Edilizia

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