Eleonora Sergio, Il divertimento è il sale della vita

A vederla interpretare ruoli drammatici e talvolta austeri, non si direbbe che l’attrice Eleonora Sergio, nella vita di tutti i giorni, è esattamente l’opposto: simpatica, schietta, cordiale, sorridente. Una donna che prende la vita con gusto e con divertimento “perché – spiega – “il divertimento è il sale della vita”.

Il suo sguardo intenso nasconde la passionalità tipica delle donne del Sud, della Puglia. Eleonora Sergio nasce proprio lì, sulla punta dello stivale, in un paesino chiamato Cavallino in provincia di Lecce. Ma dalla provincia pugliese ai set della capitale, è un attimo. Un provino, poi la scuola di recitazione, e così diventa attrice. Un esordio di successo sul grande schermo circa venti anni fa con il film Liberate i pesci! di Cristina Comencini, e una carriera scandita da costante impegno, studio, ricerca. Ha recitato in numerose serie televisive come Distretto di Polizia, Don Matteo, I bastardi di Pizzofalcone. Al cinema l’abbiamo vista nei panni della compagna di Carlo Verdone nel film “Sotto una buona stella” ed anche in “Che ne sarà di noi” di Giovanni Veronesi.

Chi è la vera Eleonora Sergio?

“Una donna piena di energia, un vulcano, che sorride alla vita, sempre. Una donna positiva, ottimista, che vive con naturalezza la realtà quotidiana, al di là dei set”.

Una donna autentica, ovvero?

“Essere autentici per me significa seguire e inseguire quello in cui si crede, oltre le mode, la società. Mi sento così”.

Tu nasci a Lecce: ti senti una donna del Sud?

“Mi sento una terrona, ma anche profondamente contemporanea e cosmopolita. A Roma vivo bene, anche se ancora oggi mi mancano gli affetti, la lentezza dei ritmi e la tranquillità della mia terra d’origine. Amo viaggiare e visitare posti nuovi e anche in Giappone riesco a sentirmi a casa”.

E cosa conservi di quando eri bambina?

“Osservare il mondo che mi circonda, le persone con cui parlo, il vecchietto che mi cammina davanti, il cielo stellato, il cagnolino che corre. E’ un approccio che mi è stato sempre molto d’aiuto, anche nel mio lavoro. E’ la vita che ti scorre davanti agli occhi”.

Per avere successo nel tuo lavoro, cosa occorre?

“Impegno, studio, volontà, passione, disciplina, pazienza (tanta), con l’incertezza di non sapere mai quando raggiungerai l’obiettivo. Però quell’obiettivo deve esserti ben chiaro. E il lavoro lo devi amare. Le scuole di recitazioni servono, ma devi trovare il metodo giusto per te per poter tirare fuori quello che hai dentro. E poi occorre tanta vita”.

Un lavoro difficile …

“Un lavoro tra i più complicati, perché non c’è posto per tutti. E perché la strada da percorrere non dipende tutto dalle tue capacità. Si cresce in fretta prendendo porte in faccia, delusioni, facendo continue battaglie, e sopportando continue attese. Devi avere un tuo equilibrio di fondo, è fondamentale”.

Non hai a volte la sensazione di perdere di vista chi sei, indossando nomi e personaggi sempre diversi?

“No, mai. Anzi, riesco ad entrare e uscire facilmente da un personaggio. Forse perché non amo le finzioni, preferisco sempre e comunque la naturalezza”.

Anche nel trucco?

“Si, anche nel trucco. Ci deve essere ma deve essere impercettibile. Il benessere per me è altro: è prendersi cura di sé praticando qualsiasi sport. Andare in palestra per me è inderogabile, mi piace sentirmi in forma. Io adoro mangiare, anche se tendenzialmente seguo un’alimentazione controllata. Fare movimento mi aiuta a scaricare energie ingombranti. Ma amo tutto ciò che fa bene al corpo e alla mente, anche un bel massaggio”.

Quest’idea di essere sempre naturali e se stessi ad ogni costo mal si concilia con la chirurgia estetica estrema?

“Non sono affatto contraria ad interventi estetici, ma sono contro lo stravolgimento di un volto, di uno sguardo o di un sorriso. Qualche difetto o imperfezione è indice di personalità. Ecco è il concetto dell’omologazione che proprio non mi appartiene”.

Una caratteristica, quella di essere autentica, che ti accomuna anche ai personaggi che hai interpretato?

“I miei personaggi sono stati finora tutti autentici ma sempre drammatici e austeri. Mi piacerebbe avere l’opportunità di interpretare un ruolo divertente, comico e giocoso”.

Stile Made in Sud?

“Stile Zelig, Made in Sud, Striscia la notizia, Le iene. La gente ha bisogno di ridere, il divertimento in fondo è il sale della vita”.

Quando si ride ci si lascia andare…

“Quando si ride, si è nudi, ci si scopre. Quando uno ride, vedi un po’ la sua anima. E poi quando si ride ci si muove, ci si scuote. Ci si scuote come un albero e si lascia per terra le cose che gli altri possono vedere e magari cogliere”.

Bella espressione.

“L’ho sentita da Benigni. Dimmi se non è così? Cosa c’è di più vero o di più autentico di una risata? E’ un po’ anche quello che mi ha lasciato mio padre:i suoi occhi ridenti e pieni di vita, oltre a tutto il resto”.

E cos’è che le persone devono ancora vedere e cogliere di Eleonora Sergio?

“La mia persona, la mia anima, la mia quotidianità. Per questo aprirò un blog”.

 

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Leggi l’approfondimento Ansa  Eleonora Sergio approda in rete con un suo nuovo blog

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