Emiliano Ros: il futuro guarda alle biomasse

Tra incentivi statali e politiche europee, le stufe e caldaie a pellet sono un’alternativa agli idrocarburi, come spiega il direttore generale dell’azienda trevigiana Green Puros

Ecosostenibilità, abbattimento delle emissioni di anidride carbonica e risparmio energetico: le forme alternative di approvvigionamento energetico e le biomasse nel futuro sempre più giocheranno un ruolo di primo piano. Ne è convinto Emiliano Ros, direttore generale di Green Puros, azienda trevigiana che dal 2016 è stata rilevata e ristrutturata e produce stufe e caldaie che riscaldano grazie alla combustione di pellet. «Questo è l’indirizzo delle politiche europee, e non può che essere così se pensiamo al cambiamento climatico, sebbene sulle biomasse ci siano alcuni falsi miti che andrebbero sfatati» racconta Ros.

Cosa intende?

«Ci sono studi statistici che dimostrano che alla domanda cosa siano le biomasse, gran parte delle persone rispondono ad esempio l’energia eolica, il solare termico, il fotovoltaico; nell’immaginario comune pellet e legno sono assimilati agli idrocarburi perché si pensa producano pari inquinamento. Ma non c’è niente di più falso: il pellet è molto meno inquinante dei combustibili fossili. Per entrare nello specifico, la quantità di anidride carbonica emessa dalla combustione del pellet è pari a quella assorbita dalla natura nella fotosintesi, e fa parte del ciclo di vita della pianta. Il legno è la prima energia rinnovabile (40% nel mondo 33% in Italia)».

Quando si riferisce alle politiche europee, in termini questo si traduce nella vita di tutti i giorni?

«L’Italia al fine di promuovere le Direttive, attraverso il Gestore Servizi Energetici, ed il Conto Termico 2.0 prevede che per la sostituzione di specifici impianti esistenti con una caldaia a biomassa, ci siano incentivi fino al 65% (per importi fino a 5mila euro con rimborso entro 90 giorni). I rivenditori specializzati sanno ben consigliare e gestire attraverso dei professionisti l’espletamento delle pratiche e della gestione dell’impianto».

Oltre all’ecosostenibilità ambientale, perché scegliere questa forma di riscaldamento?

«Per un vantaggio in termini economici: sebbene il prezzo del gas stia ancora diminuendo, il pellet consente un risparmio energetico rispetto al metano e rispetto al gasolio: permette fino al 75% di risparmio sulla bolletta rispetto alle fonti fossili. La sostituzione della caldaia è un cambiamento radicale, ma ad esempio accostare al sistema tradizionale di riscaldamento anche una stufa a pellet può essere utile ad esempio nelle mezze stagioni».

A chi consiglierebbe questo tipo di riscaldamento?

«Paradossalmente l’utente che potrebbe avvantaggiarsene maggiormente è la famiglia che abita in aree dal clima temperato, dove non ci sono inverni troppo rigidi. E questo proprio perché la stufa a pellet è più malleabile, l’accendo e la spengo quando voglio senza costi fissi di bolletta»

Che consiglio darebbe a chi sceglie questa strada?

«Di non farsi attirare solamente dal prezzo, l’acquisto di questo prodotto non deve essere fatto d’impulso, ma va ponderato perché implica una garanzia di qualità del servizio, di assistenza e di qualità del prodotto stesso. Ci sono stufe che hanno un valore aggiunto, dovuto al fatto che sono costruite con standard qualitativi superiori ad esempio gli spessori della parte metallica; questo si traduce in una maggiore durabilità del prodotto nel tempo poiché la struttura è sottoposta ad elevate temperature. Apparentemente sembra una maggiore spesa iniziale, che tuttavia viene ammortizzata proprio perché la stufa dura di più nel tempo. Il secondo consiglio basilare è la cura nell’utilizzo, la pulizia quasi ed il mantenimento contribuiscono a una maggiore durata nel tempo».

Come scegliere se installare una stufa a pellet o sostituire la caldaia?

«Dipende dalla propria abitazione, nel caso di una caldaia chiaramente deve esserci un impianto autonomo. Occorre una valutazione anche rispetto a dove si vive, a quanti ambienti si vogliono riscaldare. Le stufe e caldaie di ns produzione vanno da 6 a 35 chilowatt  di potenza, significa che possono scaldare aree tra i 50 e 300 metri quadrati. Perciò è bene rivolgersi a un rivenditore specializzato: la nostra politica aziendale è di valorizzare proprio la rete dei rivenditori specializzati, che sono interlocutori fondamentali proprio per garantire un servizio più accurato, conoscono meglio le esigenze specifiche e sanno dare la soluzione più funzionale, offrendo anche un servizio agevolato in termini di modalità di pagamento».

Il marchio Green Puros nasce nel 2016, un’azienda di piccole dimensioni che tuttavia si confronta con il mercato estero…

«Noi piccoli abbiamo enormi opportunità oggi, non dobbiamo avere timori di ricavarci fette di mercato, perché proprio il mercato globale sta cambiando, basti vedere cosa ci permettono internet e il web. La chance per noi deriva proprio dal fatto che abbiamo strutture più agili e snelle, sia nella produzione sia nel servizio. Riusciamo ad essere più flessibili e rispondere al mercato. Da poco abbiamo lanciato una nuova linea di prodotti rinnovati; tra cui la nuova Bioslim termostufa a pellet salvaspazio a 5 stelle. Sono tutte scelte atte a completare il catalogo e l’offerta».

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Leggi anche: Green Puros, il calore ecosostenibile e a risparmio energetico

Leggi l’approfondimento Ansa: Green Puros lancia la nuova linea di prodotti: la termostufa salvaspazio a cinque stelle

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