Emilio Gasparro: “L’analisi preventiva del contesto aziendale è il primo passo per la tutela del patrimonio”

Il fondatore di Capta, società di intelligence e investigazioni aziendali, ha sviluppato in Italia l’intelligence for business. Ecco quali sono i rischi per le imprese e gli strumenti a disposizione per contrastarli

Dottor Gasparro, lei ha introdotto il concetto dell’intelligence for business, cambiando l’approccio generale verso il tema. In cosa consiste?

«Provengo dal mondo della consulenza aziendale e conosco bene i rischi e le difficoltà per gli imprenditori. Nel corso degli anni mi sono reso conto che non era più sufficiente limitarsi all’esecuzione di un’attività. In Italia mancava una società che desse consulenza nella tutela del patrimonio informativo ed economico attraverso uno strumento innovativo e pratico».

Può approfondire il suo concetto?

 «Le aziende sono esposte verso molteplici fattori esterni che hanno delle conseguenze sul patrimonio. La contraffazione, l’assenteismo, la vulnerabilità informatica incidono tanto da mettere a repentaglio la salute aziendale. Ma per contrastare questi fenomeni non basta un approccio settoriale. È, invece, necessario uno studio concertato che garantisca la lettura della problematica da varie professionalità: l’aspetto tecnico informatico, quello giurisprudenziale, il lavoro dei periti, consulenziale e formativo».

È questo che fa l’intelligence for business?

«Tale approccio richiede tanto studio ed approfondimento della materia. Le problematiche degli imprenditori vengono analizzate matematicamente, sviscerandole grazie agli esperti dei vari campi. Sta qui l’innovazione del servizio proposto da Capta: l’imprenditore generalmente si rivolge ad ogni singolo professionista mentre con noi ha un supporto su tutti i fronti».

Ci può fare un esempio concreto del modo in cui operate?

 «Se il titolare di un’azienda ha il dubbio che un suo dipendente è colpevole di assenteismo è portato erroneamente a pensare che il pedinamento sia una tecnica risolutiva. Invece no: sono molteplici i fattori da considerare, in primis i dati. Una volta analizzati, realizzate le statistiche e presa visione della contrattualistica, si può formulare una soluzione. Tutto ciò viene curato dai professionisti della nostra società: dall’avvocato, dal perito, dall’informatico e dagli agenti sul campo».

Essere al passo coi tempi cosa significa per l’intelligence for business?

 «Le sfide per le aziende sono in continua crescita. E le imprese hanno bisogno di partner per superare gli ostacoli che i tecnicismi rendono sempre più irti. Un’azienda che ha a cuore i propri interessi, con la giusta consulenza, affronta le problematiche a priori e non nel momento del bisogno. La prevenzione è fondamentale».

Come ci si può tutelare?

 «Con l’analisi approfondita del sistema. Un errore nella contrattualistica, una falla nell’apparato informatico, il clima aziendale non favorevole: sono tutti elementi che rischiano di far andare alla deriva il business di un’impresa. Lo studio dei vari settori permette di adeguarsi al giusto standard e di risparmiare ingenti somme di denaro. Dover metter mano a un problema ampio ha costi superiori rispetto all’analisi anticipata. Ci sono, poi, sintomi prodromici che suonano il campanello d’allarme».

Il mondo informatico è costantemente sotto attacco dagli hacker. Qual è la soluzione in questo caso?

«Affidarsi agli ethical hacker è importante. Questi sono coloro i quali ragionano come gli hacker malintenzionati, intenti a rubare dati e informazioni. Gli ethical hacker pensano come loro ma, al contrario, mettono a disposizione le doti informatiche di cui sono dotati per la protezione e non per l’attacco. Da qui il concetto di vulnerability assessment».

Di cosa si tratta?

«Il vulnerability assessment racchiude l’insieme delle analisi e dello studio del flusso dei dati, svolto per ricercare eventuali comportamenti sospetti che potrebbero significare furto di dati. In questo modo si possono scoprire falle nel sistema informatico aziendale, che rischiano di compromettere la tutela dei dati sensibili».

Quali sono le principali paure degli imprenditori?

 «Recentemente è stato pubblicato uno studio chiamato Allianz Risk Barometer, realizzato da Allianz Global Corporate & Specialty, che racconta le paure dei titolari d’impresa. Dalla ricerca emerge che i principali rischi aziendali a livello globale sono rappresentati dalla interruzione di attività, dai rischi informatici e dal danno reputazionale e d’immagine. Il dato per l’Italia si attesta in torno al 51%, in crescita rispetto al 36% dell’anno precedente. Purtroppo tali rischi vengono spesso sottovalutati, con conseguenze disastrose sui costi».

 

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Leggi anche Con Capta la tutela del patrimonio informativo ed economico cambia paradigma

Leggi l’approfondimento Ansa Emilio Gasparro di Capta: “Con l’intelligence for business si può risolvere l’assenteismo”

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