Gianluca Romele dell’Armeria Sebina: «Mai acquistare a catalogo: ogni mano ha la sua arma»

Il fondatore e titolare dell’Armeria Sebina di Costa Volpino, in provincia di Bergamo, storico negozio specializzato nella vendita, assistenza e riparazione di armi da fuoco nuove e usate, ci spiega le regole e le ultime tendenze di un settore in crescita

Il suo negozio è come un «museo», con armi del Novecento e altre più moderne: questo è un valore aggiunto per un’armeria?
«Ho in pronta consegna centinaia di armi, alcune risalenti al periodo della Prima e Seconda guerra mondiale, altre di nuova generazione come le pistole in tecnopolimeri. Il vantaggio è che qui le armi non sono su catalogo ma si vedono dal vivo, si possono tenere in mano, tastarle e osservarle».

Quali armi storiche tiene in negozio?
«Ne ho diverse. Dal Mosin Nagant, fucile di precisione utilizzato dall’armata russa negli anni Quaranta, al moschetto con tromboncino mod. 91 Ts (Truppe speciali) con lanciagranate integrato. In esposizione ho anche un Bazooka inertizzato e la mitragliatrice Maxim russa risalente alla Seconda guerra mondiale».

E sulle armi moderne?

«Ho armi da caccia, piattello, rigate e armi corte per poligono e difesa: pistole, revolver, fucili, doppiette, semiautomatici. Gli ultimi modelli sono tutti costruiti in tecnopolimeri che garantiscono potenza e versatilità rendendo l’arma tecnologica e totalmente affidabile».

Armi ma non solo
«Una buona armeria deve essere dotata non solo in armi e munizioni. Per questo nel mio negozio c’è tutto quello che segue un’arma: dai visori notturni ai coltelli militari, dalle telecamere termiche alle ottiche, passando per giubbotti anti-proiettili e abbigliamento tecnico e tattico per la caccia e non solo».

Quale è l’identikit del compratore di armi?
«Tanti cacciatori e appassionati, ma anche sportivi che sparano al poligono e collezionisti, senza dimenticare guardie giurate, addetti alla sicurezza e logicamente tutti coloro che hanno un porto d’armi».

Questione soprattutto di passione e di collezionisti?
«Ho clienti che hanno anche 600 armi e a loro le armi devi portagliele. In questo settore ci vuole tanta competenza e passione: io qui monto e smonto armi tutti i giorni, leggo manuali e seguo corsi di formazione che mi hanno portato a diventare un intermediario di fiducia per i collezionisti di tutta Italia».

L’aumento di furti in casa ha cambiato la sua clientela?
«Decisamente. Tra i nostri clienti adesso figurano anche parecchie donne che vivono da sole e non si sentono più sicure in casa e quindi decidono di fare il porto d’armi per acquistare pistole non troppo pesanti e ingombranti».

Che armi consiglierebbe per la legittima difesa?
«La pistola perché è la più pratica nell’uso, semplice e piccola. Anche il fucile a pompa è un’ottima arma di difesa: è veloce e pratico anche se un po’ scomodo e dal rinculo elevato».

L’arma più pericolosa?
«Le armi sono tutte pericolose e per questo vanno usate con la testa. Paradossalmente è la troppa praticità che mette a repentaglio la sicurezza di chi detiene un’arma. Anche quando un cliente entra in negozio chiedo e verifico sempre che la sua arma sia scarica».

È difficile acquistare un’arma?
«La legge impone il possesso di un’autorizzazione di Polizia anche a chi riceve un’arma in eredità o da un privato. Attualmente sono quattro i titoli che abilitano all’acquisto di un’arma: il nulla osta, il porto di fucile per l’esercizio del tiro a volo, il porto di fucile per l’esercizio dell’attività venatoria e il porto di pistola o rivoltella per difesa personale».

Chi rilascia questi titoli?
«Nei primi tre casi a rilasciare la licenza è la questura della provincia in cui il richiedente ha la residenza, mentre il porto per difesa personale è di competenza della prefettura. Una volta acquisita l’arma o le munizioni, queste devono essere denunciate entro 72 ore in questura o in commissariato. Il porto d’armi e il nulla osta permettono l’acquisto, il trasporto e la detenzione dell’arma e delle munizioni mentre la denuncia è una comunicazione obbligatoria per informare l’Autorità di pubblica sicurezza dove le armi e munizioni verranno custodite».

Trasporto e custodia non sono quindi da sottovalutare
Assolutamente no perché si rischia di essere denunciati per abbandono d’arma, senza contare i rischi per la sicurezza pubblica. Il trasporto è infatti lo spostamento delle armi fuori dalla proprietà privata, senza averne la disponibilità all’uso. A differenza del porto che consiste nell’avere con sé l’arma carica e pronta all’uso, il trasporto impone di trasferire da un luogo a un altro l’arma scarica in custodia, eventualmente smontata o, comunque, privata del serbatoio caricatore (se ne è munita) e, in ogni caso, in una situazione tale da non consentirne l’uso immediato».

C’è un numero massimo per l’acquisto di armi da fuoco?
«Molti non sanno che c’è un numero limitato. Si possono infatti acquistare al massimo 6 armi “sportive”, 3 “comuni”, cioè armi corte o lunghe classificate non sportive e non da caccia, e 8 armi antiche o rare, prodotte prima del 1890, mentre per armi lunghe per uso venatorio, sia a canna liscia che rigata, non c’è nessun limite».

E se voglio armi ad aria compressa?
«Non occorre alcun titolo per acquistare e detenere le armi a modesta capacità offensiva e non sono soggette a denuncia di possesso e a limiti di quantità. Per acquistare armi ad aria o gas compresso con potenza inferiore ai 7,5 joule basta essere maggiorenni».

C’è l’imbarazzo della scelta quindi

«Nella mia armeria possiedo tante tipologie di armi diverse proprio perché tutte le armi sono belle ma ogni mano ha la sua. Il mio consiglio è di rispettare sempre le armi, mai essere troppo sicuri di se stessi e mai sottovalutarne l’efficacia. Se uno compra un’arma per difesa deve avere la consapevolezza di poterla e saperla usare e non di nascondersi dietro al mirino».

Lei fa anche manutenzione e assistenza vero?
Io vendo l’arma e la seguo fino alla fine: dalla riparazione all’assistenza, dalla pulizia alla demolizione finale. Il fai da te è pericoloso e tutti i mesi consiglio ai miei clienti di effettuare in armeria la pulizia, il controllo e la taratura delle ottiche. Offro anche un servizio di deposito armi per chi deve andare in ferie».

 

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