Luca Baldan: “Il segreto di una valida consulenza finanziaria? Pazienza, conoscenza e sartorialità”

Luca Baldan è un Consulente Finanziario che opera da quasi 30 anni al servizio di famiglie con patrimoni rilevanti e complessi, composti da beni materiali e non. Un’attività, quella della consulenza finanziaria e patrimoniale, che oggigiorno è più che mai richiesta per conservare e trasmettere in modo ottimale le ricchezze di una famiglia e della sua storia. E Baldan, dal 1989 professionista del settore nel territorio padovano per diversi clienti e realtà, è tra i più qualificati esperti su scala nazionale.

Nell’ambito dell’attività di consulenza finanziaria e patrimoniale, quanto è importante conoscere a fondo la storia e le dinamiche interne ad un preciso nucleo famigliare? 

“È fondamentale, perché permette di comprendere gli aspetti emotivi e psicologici che regolano i rapporti interni, evitando di conseguenza le situazioni più insidiose per l’equilibrio interno alla famiglia. Tutto questo perché non si può decidere di patrimonio, denaro e beni se non si parla prima di famiglia e rapporti e, viceversa, è necessario essere consapevoli del fatto che gli aspetti di gestione patrimoniale e finanziaria possono diventare molto rischiosi e distruggere un nucleo per generazioni”.

Il patrimonio, inoltre, non sempre viene considerato nel suo valore a lungo termine… 

“Certamente, perché si cade nell’errore di guardare il dito che punta alla Luna, senza soffermarsi realmente ad ammirarla. Accade se ci si dimentica che non siamo detentori di qualcosa ricevuto dai nostri padri, ma semplicemente prendiamo a prestito dai nostri figli. Un Consulente Finanziario affidabile deve proprio far capire ai propri clienti questo concetto e ragionare su una gestione similare a quella aziendale, tanto che, se non si sa che direzione prendere, è sempre meglio rimanere fermi e riflettere”.

Parlando proprio di gestione aziendale e famiglie, soprattutto in Veneto le aziende sono a gestione famigliare: quali sono i rischi del ricambio generazionale in termini di patrimonio?     

“Questa tematica è sicuramente una delle parti più delicate nella gestione di un’impresa di famiglia che, se persa in parte o totalmente, rischia di mandare in crisi lo stesso nucleo e di creare un grave danno alla storia delle sue radici e del suo operato. Ed è proprio qui che entra in gioco il Consulente Finanziario, che deve saper parlare alla pancia del Dominus per convincerlo a sviluppare la propria realtà e il proprio patrimonio con l’obiettivo di trasmetterlo alle generazioni future, conservando e impreziosendo le sue peculiarità”.

In molti casi, inoltre, si ha a che fare con un’eredità patrimoniale ricca di opere d’arte la cui gestione è sicuramente complessa e delicata… 

“La fiscalità e la gestione delle opere e di un patrimonio artistico sono tra gli aspetti più interessanti in questo tipo di attività di consulenza. È necessario sensibilizzare il cliente, qualora ce ne sia bisogno, alla cultura e all’importanza del collezionismo, senza cadere nel facile tranello del preferire una liquidità immediata. Bisogna, al contrario, considerare e stimare tutto il patrimonio artistico e il suo valore economico conferendogli un senso, ad esempio, nella costituzione di una Fondazione, capace di lavorare non solo nella tutela e conservazione delle opere ma anche, attraverso queste, raccontando dell’azienda, della famiglia o della società attraverso le arti e il gusto estetico”.

Quando si parla di consulenza finanziaria e patrimoniale, quali sono i tempi minimi che ci si può aspettare?

“Dai 3 ai 5 anni in media prima di vedere concretamente il patrimonio investito come da consulenza del professionista. Questo perché dal momento della conoscenza approfondita del cliente e della sua situazione, all’inquadramento delle sue esigenze e dei suoi desideri fino all’ideazione strategica di una prospettiva concreta in termini di investimento, ci sono tempi tecnici da non sottovalutare”.

E, oggigiorno, dovendo consigliare ad un cliente come impiegare il proprio patrimonio, cosa suggerirebbe?

“Sicuramente di investire almeno per il 50% in beni reali e produttivi, dagli immobili alle aziende. Questo sia per evitare che il patrimonio si dissolva nell’arco di un paio di generazioni, sia perché, per tenere unita una famiglia, è sempre consigliabile portare avanti un obiettivo comune e al di sopra degli interessi dei singoli”.

D’altra parte, però, le aziende sono in continua evoluzione e investire in imprese non è semplice in Italia… 

“Negli anni ’70 lo era sicuramente di più, con meno concorrenza e più facilitazioni. Oggi ci sono molti players, i settori più appetibili continuano a variare e la digitalizzazione cambia alla velocità della luce le dinamiche e spesso incide anche nelle decisioni che sarebbe bene mantenere più neutrali e non viziate da letture online e consigli discutibili. Ma l’azienda, a differenza di titoli e obbligazioni ad esempio, permette di unire un nucleo famigliare grazie ad una missione da tramandare ai posteri, ed è una sfida sicuramente più affascinante del cercare di guadagnare attraverso investimenti finanziari molto penalizzati da tassazione e interessi non favorevoli”.

In sintesi, cosa deve fare un buon Consulente Finanziario?          

“Deve essere capace di comprendere il cliente e infondere la cultura di una nuova gestione del tempo e del patrimonio, che deve a sua volta puntare all’eternità e non essere visto come semplicemente temporaneo. Un buon consulente è come un medico, non come un farmacista”.

 

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