Luca Viganò, Autotrasporti Viganò: «Per muovere un pianoforte è fondamentale poter contare su un’orchestra di soluzioni»

Il pianoforte è uno strumento prezioso e delicato, ma allo stesso tempo anche pesante e ingombrante, il cui spostamento «improvvisato» senza le adeguate conoscenze e competenze tecniche può causare rischi anche gravi. Ne parliamo con Luca Viganò, titolare insieme al fratello Emilio di Autotrasporti Viganò, azienda di Lomagna, in provincia di Lecco, specializzata nei traslochi di pianoforti e strumenti musicali voluminosi con una lunga esperienza nel settore e con centinaia di commesse al mese in tutto il Nord Italia e non solo.

Quanto conta l’esperienza in questo settore?

«Trasportare un pianoforte non è semplice: significa avere delle competenze specifiche per evitare di creare danni importanti allo strumento e all’ambiente circostante. Per questo bisogna saper offrire un’orchestra di soluzioni. Sulle gambe avremo centinaia e centinaia di piani di scale fatte e migliaia di pianoforti spostati e questo ci consente di essere un punto di riferimento per chi cerca professionalità, competenza e attenzione. Non a caso, operiamo da anni per gli stessi negozi e scuole di musica oltre che per teatri, maestri, orchestre e privati».

Chiamarlo un lavoro di forza e basta non vi rende giustizia…

«Esatto. Per prima cosa ci avvaliamo di personale qualificato e formato per garantire un servizio svolto nella più totale sicurezza. Un pianoforte verticale supera i 200 kg, uno a mezza coda si aggira intorno ai 350 kg e quello a gran coda arriva a pesare più di 500 kg. Ma non è solo una questione di forza: ogni movimento è valutato con attenzione e ogni spostamento ponderato. I nostri clienti dicono che non ci sentono passare per le scale perché la forza conta quanto la massima delicatezza: l’operazione di trasporto per le scale è tutta una questione di affiatamento nei movimenti e di un gioco di sguardi per evitare azioni brusche ma calibrate e coordinate»

Quante persone e quali attrezzature sono necessarie?

«Per trasportare un pianoforte verticale ci vogliono almeno 4 persone, due davanti e altrettante dietro, oltre a cinghie specifiche in caso di pianerottoli stretti, scale in legno o a chiocciola. Se il pianoforte non passa per il vano scale si utilizzano piattaforme di lavoro o autogru per i piani più alti. È possibile anche utilizzare un trasportatore chiamato pianoplan, appositamente concepito per il trasporto di pianoforti»

E riguardo ai mezzi?

Occorrono mezzi e strumentazioni che variano a seconda delle esigenze, dai più tradizionali ai più tecnologici, grazie ai quali è possibile trasportare e sollevare qualsiasi tipo di strumento musicale di grandi dimensioni. Mi riferisco a furgoni e autoveicoli speciali, attrezzature robotizzate, elevatori esterni di varia capacità, camion con gru, pedane: insomma mezzi e furgoni completamente attrezzati»

Sono allestiti in modo particolare?

«I mezzi di trasporto devono essere dotati di kit particolari che comprendono rivestimenti isolanti, coperture, protezioni imbottite e cinghie e teli rinforzati per il sollevamento e il carico degli strumenti musicali. È fondamentale, inoltre, utilizzare furgoni coibentati con il vano di carico climatizzato e riscaldato e con stabilizzatore di umidità, protetti anche da antifurto satellitare. Il legno è molto sensibile e all’interno del furgone temperatura e umidità devono essere mantenute a valori costanti».

Come cambia il servizio per i concerti?
«Il servizio riguarda il trasporto e la movimentazione di qualsiasi tipo di strumento musicale: lavoriamo infatti per orchestre che necessitano di trasportare organi, clavicembali arpe, percussioni. In questi casi è fondamentale la puntualità e la disponibilità: bisogna aspettare la fine del concerto e fornire assistenza in loco per eventuali spostamenti dello strumento sul palco».

Anche all’estero?

«Ci chiamano spesso per trasporti internazionali. In questo periodo (febbraio ndr) stiamo seguendo il Maestro Maurizio Pollini nel suo tour in Svizzera. Negli anni abbiamo poi trasportato i pianoforti dei migliori pianisti al mondo».

Come garantire custodia e deposito in totale sicurezza?

«Con magazzini climatizzati e videosorvegliati perché per il deposito e la custodia di pianoforti è fondamentale individuare spazi adeguati. I pianoforti, in particolare, sono strumenti musicali molto sensibili agli sbalzi termici: proprio per questo bisogna disporre di magazzini climatizzati a una temperatura costante di 16-17° durante l’anno, dotati anche di antifurti e sistema di videosorveglianza di ultima generazione».

Che rischi ci sono a rivolgersi a un’impresa sbagliata?

«Per prima cosa l’errore più grande è improvvisare con soluzioni fai da te: i pianoforti sono strumenti delicati e voluminosi che richiedono attenzione durante tutte le operazioni di movimentazione ma anche mezzi adeguati e misure di sicurezza. Oggi purtroppo molte imprese si improvvisano. Una volta ci hanno chiamati e abbiamo trovato un piano abbandonato sulle scale: attenzione, quindi, a rivolgersi a un’azienda specializzata e anche dotata di tutte le coperture assicurative necessarie a garanzia dello strumento».

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