Mario Petracca “Crioterapia selettiva, un metodo combinato per curare le emorroidi”

I due terzi della popolazione mondiale soffre di noduli emorroidari, comunemente conosciuti come emorroidi. Non sempre però il problema diventa invasivo e richiede l’intervento del medico. Accade nel 50% dei casi e prevalentemente in età adulta, dopo i 40 anni. Con una leggera incidenza in più nella popolazione femminile, essendo la gravidanza uno dei diversi fattori in grado di influenzare la comparsa o l’aggravamento di questa patologia. Prevenire è meglio che curare, si sa. Ma come? Con un’alimentazione ed uno stile di vita equilibrati, una dieta ricca di fibre e liquidi, evitando gli sforzi. Eppure non sempre tutto ciò è sufficiente. In quel caso allora si ricorre al proctologo. “Non esiste una specializzazione in proctologia – spiega il dott. Mario Petracca che però alla proctologia ha dedicato tutta la sua carriera professionale – Si diventa medico chirurgo e poi ci si specializza nel trattamento della patologia”.

 Dott. Petracca, quando ha iniziato ad occuparsi di emorroidi?

“Quaranta anni fa. Ho iniziato ad occuparmene seguendo un gruppo di medici americani dai quali ho appreso la tecnica”.

Che differenza c’è tra emorroidi e malattia emorroidaria?

“Il disturbo è comunemente conosciuto come emorroidi, ma sarebbe più corretto parlare di malattia emorroidaria, poiché le emorroidi sono presenti anche in un organismo sano. Non sempre però diventano fastidiose tanto da essere considerate una vera e propria patologia”.

Tutti quindi abbiamo le emorroidi?

“Le emorroidi sono dei piccoli cuscinetti di tessuto spugnoso e vascolarizzato, posizionati nel canale anale.  Diventano malattia, quando, a causa di fenomeni degenerativi dei tessuti, il tessuto prolassa progressivamente verso l’esterno”.

In questo caso bisogna intervenire?

“Va fatta sempre una valutazione attenta delle condizioni del paziente, prima di intervenire. Poi spetta al paziente decidere. In ogni caso, una volta che la malattia si è presentata, suggerisco di intervenire tempestivamente”.

Il paziente indugia per timore o per imbarazzo?

“Per imbarazzo soprattutto. Ma anche avere le emorroidi all’esterno può creare imbarazzo e dolore. Perché i noduli sono antiestetici, fastidiosi, poco igienici e possono anche dar luogo a fenomeni di emorragia, quando meno ce lo aspettiamo”.

In questi casi occorre l’intervento chirurgico?

“Io pratico un metodo diverso, la crioterapia selettiva combinata alla legatura elastica del nodulo emorroidario”.

E’ un metodo nuovo? In cosa consiste?

“E’ una tecnica che utilizzo da quando faccio questo lavoro, dal 1977. Non è una tecnica nuova, ma nel tempo si è evoluta. E’ diventata meno traumatica e più sicura. Si effettua in ambulatorio con sedute di un’ora ciascuna. Dopo un’anestesia localizzata su ogni nodulo (o emorroide) da trattare, come fa ad esempio il dentista su ciascun dente, si procede prima con la legatura del nodulo, e successivamente con la crioterapia con la sonda”.

Quindi non solo crioterapia, si tratta di un metodo combinato?

“Isolare le emorroidi dalle pareti sane, mediante la legatura, consente di lavorare su un solo nodulo alla volta, senza toccare le pareti vicine. Quando ho iniziato non avveniva così. Il trattamento di crioterapia avveniva su tutta la zona. La metodica di oggi essendo assolutamente mirata alla patologia interessata, evita la formazione di cicatrici interne che possono restringere il canale anale. Il risultato è meno invasivo e più efficace. Con tre minuti di congelamento, la parte trattata si riassorbe (o si scioglie) naturalmente. La legatura inoltre non dà problemi di emorragia, poiché funge da tappo”.

Un lavoro completo senza alcun rischio per il paziente?

“E’ un metodo che consente una veloce ripresa. Ed essendo effettuato in assenza di anestesia, è possibile praticarlo su anziani, cardiopatici, diabetici, donne in gravidanza, anche a persone con patologie gravi. Senza alcun rischio, lasciando funzionalità invariata del canale anale, senza pericoli di stenosi o di incontinenze. Come tutti i metodi, è efficace solo se praticato con esperienza. Un’ovvietà che è sempre bene precisare”.

 

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