Mauro Locatelli: «Una fotografia deve sempre emozionare chi la guarda»

«Capacità tecnica, bravura ed esperienza sono fondamentali ma a far la differenza è sempre l’aspetto emotivo che ogni scatto suscita nelle persone»: parola di Mauro Locatelli, giovane fotografo di Bergamo dalla lunga esperienza professionale in vari ambiti della fotografia, dai matrimoni ai ritratti fino alla nuova tendenza del «Newborn»

 Come ha cominciato e in cosa è specializzato?

«Ho cominciato nel 1987 e dieci anni dopo ho aperto il mio studio fotografico a Brembate di Sopra, in provincia di Bergamo, realizzando vari servizi fotografici tra cui copertine di cd musicali e libri e servizi sportivi. Mi sono poi specializzato in ritratti e servizi per matrimoni dove sono sempre alla ricerca di innovazioni per la creazione di immagini emozionali utilizzando attrezzature di ultima generazione».

Ha vinto anche un premio a riguardo?
«Qualche anno fa ho partecipato a un concorso nazionale organizzato da Album Epoca, famosa per i suoi fotolibri da matrimonio. Eravamo in 160 fotografi da tutti Italia sottoposti al giudizio di tre esperti: il canadese Sam Sciarrino, lo statunitense David Beckstead e il torinese Flavio Bandiera. È stato proprio il giudice italiano, che presiedeva la sezione più romantica, a ritenere il mio scatto il migliore di tutti».

«Il fotografo delle tue emozioni» è il suo slogan: ci spieghi meglio

«Le protagoniste della mia fotografia sono la naturalezza e la spontaneità. Il primo obiettivo di un fotografo per matrimoni deve essere infatti quello di rendere gli sposi ancora più felici e indimenticabile il ricordo di quel giorno con scatti capaci di regalare emozioni da vivere e ricordare per sempre. La fotografia deve immortalare momenti che servono a far rivivere alle persone l’emozione di quell’attimo, documentando e raccontando la giornata in tutti i suoi particolari. Il successo dei servizi matrimoniali è proprio quello di saper cogliere la luce che brilla negli occhi delle persone: quella scintilla che il fotografo farà riflettere nelle foto e nei video che saranno conservati nel tempo».

In che modo?

«Curando nel dettaglio ogni fase della giornata che è fatta di momenti diversi, tutti speciali e unici. Per questo ogni servizio comincia fin da subito: dalla preparazione della sposa e dello sposo all’arrivo in chiesa con la discesa dall’auto, l’ingresso in chiesa o in Comune, l’incontro con lo sposo, le promesse d’amore, il riso, i petali. E poi ci sono le fotografie durante la festa e i balli con parenti e amici. Se realizzare una fotografia per fermare un ricordo è da tutti, farne una che ne racchiuda tutte le emozioni è infatti un lavoro da professionisti»

Come scegliere un bravo fotografo?

«È la persona che fa la differenza ed è importante scegliere sulla base della personalità di chi scatta e della sua sensibilità. Il cliente, infatti, dà per scontato la bravura e la capacità tecnica e per questo è fondamentale curare non solo gli scatti durante il servizio ma anche la fase preparativa e quindi l’approccio umano con i clienti: bisogna saper capire esigenze, bisogni e aspettative».

L’aggiornamento professionale è importante?

«Certamente. Per raggiungere questi obiettivi frequento corsi di formazione con docenti di fama internazionale come David Beckstead o Flavio Bandiera. C’è sempre da imparare a livello tecnico e confrontarsi con colleghi e professionisti di alto livello e diverse culture consente di trovare nuovi stimoli e nuovi punti di vista».

È quindi la tecnica a far la differenza..

«È importante ma non è tutto. Dietro alla macchina c’è un professionista ma anche una persona e a me piace lasciare un ricordo positivo sul lavoro: il fotografo non deve essere il protagonista e non deve rubare la scena agli sposi o ai soggetti fotografati. Capita anche che durante la cerimonia in chiesa mi dicano di non avermi visto: questo per me è lavorare con professionalità, passione e umiltà».

Come può un fotografo diventare imprenditore di se stesso?

«Facendo capire il tipo di servizio che propone. Un bravo professionista deve dare tutto: nel mio caso, ad esempio, offro un servizio fotografico ai futuri sposi per la realizzazione della partecipazione personalizzata con una loro fotografia stampata su carta perlata. Al termine del matrimonio, inoltre, monto subito il video della giornata su supporto Usb da consegnare a tutti gli invitati».

E per il post matrimonio?

«Cerco di creare wedding album originali dove racconto la storia del matrimonio con un mix di foto particolari, ideali anche per essere stampate come poster per la casa. È importantissimo anche il materiale scelto e la tecnica di impaginazione che eseguo personalmente con software dedicati».

Meglio lavorare in team o da soli?

«Quando si lavora in team si hanno punti di vista e punti di ripresa diversi dello stesso momento. Quando si è da soli è fondamentale saper organizzare bene le tempistiche, gli spazi e le luci perché bisogna gestire tanti aspetti in poco tempo».

Come fidelizzare la clientela?

«Cercando di offrire servizi fotografici che possano accompagnare i clienti per tutta la vita: dal matrimonio alla gravidanza fino alle fasi più importanti della crescita dei figli».

Tra questi servizi c’è anche il «Newborn»?

«Si tratta di un fenomeno nuovo di origine americana e che si sta diffondendo sempre di più anche in Italia. Il servizio fotografico “Newborn” ritrae neomamme e bambini appena nati ed è dedicato esclusivamente ai neonati tra i 5 e i 15 giorni di vita. Ci sono anche corsi dedicati che consiglio perché i bambini piccoli sono tra i soggetti più difficili da fotografare».

Come mai ci sono sempre meno negozi di fotografia?

«A volte avere un negozio per servizi di sola stampa rappresenta un ostacolo all’attività professionale. Per me è stata invece l’occasione per farmi conoscere: nel 2014 sono stato infatti uno dei primi ad entrare nel circuito PhotoSi e nel giro di due anni sono riuscito a rilanciare anche l’attività di stampa».

Quanto conta un’attrezzatura all’avanguardia?

«Aggiornarsi è fondamentale perché i prodotti e le macchine di ultima generazione permettono di ottimizzare i tempi e ottenere una qualità di stampa superiore. L’attrezzatura da sola, però, non basta: è sempre chi è dietro la camera a far la differenza».

 

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Leggi l’approfondimento Ansa  Foto Mauro, la fotografia «Newborn» per accompagnare la nascita di un figlio

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