Onoranze funebri Emidio e Alfredo De Florentiis (Pescara). Perdita di un familiare: la professionalità di un’impresa funebre aiuta

Organizzare un funerale, quando si perde un proprio congiunto, è una situazione difficile da gestire, sul piano emotivo e sul piano logistico. E la burocrazia non aiuta, anzi. Quali sono i primi passi da muovere? Da dove cominciare? Occorre rivolgersi ad un’impresa di onoranze funebri che può farsi carico di incombenze talvolta cavillose. Emidio De Florentiis che a Pescara è nel settore da 35 anni ed è titolare di un’impresa funebre da oltre vent’anni, spiega come e cosa fare: “il primo passo è contattare appunto un’impresa funebre di fiducia che renda meno gravoso il saluto al proprio congiunto defunto, diffidando da “consigli” che spesso non sono affatto disinteressati ”.

Signor Emidio, nessuno in un momento di dolore e sconforto ha la forza e la volontà di occuparsi di pratiche burocratiche?

“Nessun familiare coinvolto in un lutto può farlo, almeno non mantenendo la lucidità che occorre. E’ un momento delicato, nel quale un’agenzia funebre può invece alleggerire la famiglia di una serie di compiti gravosi e fastidiosi, occupandosi anche di dettagli apparentemente marginali della preparazione di un funerale”.

Dettagli: facciamo qualche esempio?

“Si interviene nel luogo della perdita il prima possibile, recando con sé tutti gli oggetti e la documentazione necessaria. I familiari, intanto, dovranno preparare gli abiti con i quali vorranno vestire il caro estinto, se ne sono sprovvisti, la nostra impresa è in grado di provvedere, abbiamo a disposizione una vasta gamma di vestiario sia maschile che femminile. A quel punto, il nostro personale, altamente qualificato e preparato, si occuperà della ricomposizione della Salma”.

Quando la ditta arriva a casa o in ospedale, di cosa si occupa?

“Si occupa dell’allestimento della sala del commiato, sia che si tratti di una camera mortuaria dell’ospedale che di un’abitazione. Una volta ricomposta, la salma verrà adagiata nella bara e portata nella sala dedicata. Verranno collocati candelabri, tavolino per le firme, fiori, a seconda del rito e dei gusti dei familiari o delle richieste per il funerale che il defunto aveva espresso prima di lasciare i suoi cari”.

Questo allestimento si definisce  camera ardente?

“Si, ed è tipico della tradizione religiosa cristiana, anche se viene poi esteso anche ad altri riti religiosi o funerali laici. E’ un modo per permettere a tutti, anche a coloro che magari non possono partecipare al funerale, di poter salutare un’ultima volta il defunto in una veglia funebre”.

Veniamo alla burocrazia.

“Un nostro addetto compilerà tutta la documentazione finalizzata alla richiesta delle autorizzazioni al Comune ed eventualmente al Cimitero, per completare le quali servono i documenti personali del defunto ma anche di un parente prossimo che assuma il compito di garante delle operazioni mirate ad organizzare il funerale”.

C’è la messa (o altra cerimonia in base al rito) da organizzare, e poi?

“Espletate tutte le pratiche e stabilito se e dove celebrare la Messa in suffragio del defunto, che solitamente è la parrocchia di appartenenza, il feretro viene portato al cimitero per mezzo del carro funebre. A seconda delle richieste della famiglia e della disponibilità del cimitero, sarà possibile effettuare la tumulazione o l’inumazione. In alcuni casi, a causa dei tempi burocratici e tecnici, potrà verificarsi la possibilità di dover lasciare pochi giorni il feretro in sosta presso le sale cimiteriali. Se il defunto, in vita, aveva espresso la volontà di essere cremato, si procede con la cremazione.

Sollevare una famiglia da queste incombenze è una grande responsabilità.

“E’ una grande responsabilità perché noi siamo i custodi degli ultimi momenti di intimità dei familiari con la persona defunta, ne siamo testimoni. Ma per noi è rendere un servizio utile ad una famiglia in un momento delicato e di grande vulnerabilità. Il contributo nostro è fondamentale ed è importante essere chiari e trasparenti”.

Come si assicura la trasparenza?

“Innanzitutto presentando alla famiglia un preventivo scritto sui costi da affrontare. Tutti gli oneri vengono stabiliti prima, incluso ciò che verrà realizzato e i materiali che verranno utilizzati, ad esempio il legno delle bare, se sono di fabbricazione italiana (cosa che, per la nostra azienda, è assolutamente imprescindibile) e così via. Per noi che facciamo impresa nel settore sono scelte etiche”.

Scelte etiche e socialmente responsabili, che nel suo caso, hanno condiviso anche sua moglie Laila e le vostre figlie, Federica e Giorgia, che hanno scelto di affiancarla in questa attività.

“Per noi è stato il lavoro di famiglia. Richiede spirito di abnegazione, affrontare le imprevedibilità, rinunciare ai propri impegni per non lasciare solo chi soffre quando ha un lutto, sacrificare il proprio tempo libero per rendere meno triste il tempo di altre persone. Condividere sofferenze e ricordi. Ed è per questo che con molte famiglie che conosciamo proprio in momenti tragici paradossalmente nascono poi sincere amicizie”.

 

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