Onoranze funebri Regazzi: «Anche il funerale può portare serenità»

Rendere il rito funebre un evento meno doloroso è il valore aggiunto dell’agenzia di onoranze funebri di Calusco d’Adda, in provincia di Bergamo, guidata oggi da Carmine Punzi che ha scelto di puntare su servizi innovativi per mantenere un ricordo emotivamente sereno: dal parco mezzi di auto bianche all’uso dei social network fino alla scelta di cofani e paramenti chiari.

Rendere un funerale un evento meno tragico e più sereno: è questo il fil rouge che accompagna l’organizzazione di ogni cerimonia di commiato del defunto firmata da Onoranze Funebre Regazzi, agenzia di Calusco d’Adda con sedi anche ad Ambivere, Pontida, Mapello e Madone, sempre in provincia di Bergamo, che da oltre 50 anni mette a disposizione competenze tecniche e la garanzia di un servizio svolto con discrezione, umanità e rispetto del cliente: un mix di tradizione e innovazione che comincia dal supporto morale e umano che ruota attorno al rito funebre e si conclude con un insieme di servizi che vanno dalla tradizionale organizzazione a 360 gradi fino alla gestione delle pratiche burocratiche per la cremazione. Fondata negli anni Sessanta da Gian Battista Regazzi, oggi l’agenzia è guidata da Carmine Punzi che dal 1997 ha preso in mani le redini dell’attività arricchendola di servizi innovativi e all’avanguardia come il trasporto del feretro su auto bianche o la condivisione dei necrologi sulla pagine Facebook aziendale.

Come si deve scegliere un’agenzia di onoranze funebri?
«Nel nostro settore la differenza è tra chi offre un servizio solo per lavoro e chi invece lo fa con professionalità e dedizione. Valori come la professionalità e l’elevata qualità del servizio ci hanno reso un’agenzia seria e affidabile, con una struttura alle spalle e capace di ascoltare anche le esigenze economiche dei famigliari senza approfittare del loro momento di sconforto».

Come ci riuscite?

«Il nostro staff, formato da 4-5 persone, è reperibile 24 ore su 24, anche nell’eventualità di emergenze e situazioni difficili da gestire. Garantiamo sempre un intervento immediato mentre in ospedali, Rsa e hospice ci atteniamo ai tempi stabiliti dalla legge o dalle strutture stesse. L’obiettivo è quello di far pesare il meno possibile le incombenze burocratiche e organizzative ai familiari che hanno invece la necessità di stare vicini al proprio caro per l’ultimo saluto e che non sanno come destreggiarsi, a livello pratico, nell’organizzazione di un funerale».

Quale è il vostro valore aggiunto?

«Quello di fornire un ventaglio completo di servizi funebri coerenti con le ultime volontà del defunto e con il budget messo a disposizione. Abbiamo cominciato negli anni Sessanta e ancora oggi sono in tanti a ricordarsi di mio suocero Gianbattista Regazzi, noto a tutti come Ninì: questo vuol dire che la fidelizzazione è fondamentale. L’esperienza di oltre 50 anni ci ha permesso di costruirci un nome e una reputazione che ci hanno portato a gestire centinaia di funerali in più paesi di questa zona della provincia bergamasca nella quale siamo operativi in 5 sedi diverse».

Quanto è importante scegliere un’agenzia presente fisicamente sul territorio?

«Consente di diventare un punto di riferimento per le famiglie. La presenza di una sede fisica diventa infatti un valore aggiunto per chi abita in un paese dove ancora oggi si preferisce venire di persona in ufficio per conoscere i servizi offerti, vedere i cofani e ottimizzare i tempi e le risorse».

Anche la conoscenza delle tradizioni locali fa la differenza?

«Certamente. Usi, costumi e tradizioni accompagnano sempre il rito funebre che è diverso per ogni persona ma anche per ogni paese. A Madone, ad esempio, ci chiedono che il corteo sia accompagnato dai cantori gregoriani. In altri paesi, invece, si preferisce portare il defunto in parrocchia o in piccole chiese del territorio a cui la comunità è legata da una profonda devozione religiosa».

Ritiene ci sia una mancanza di professionalità nel settore?

«Ci sono agenzie low cost che non fanno ad esempio il disbrigo di pratiche comunali e si occupano solo del trasporto a volte anche con cofani di bassa qualità. Dopo un lutto i famigliari non sono in grado di pensare a tutto ciò che ruota attorno al funerale e quindi serve affidarsi all’esperienza di un’agenzia funebre seria e affidabile che fornisce un servizio completo».

Come alleggerire il rito funebre?

«Facendo attenzione a ogni minimo dettaglio. La differenza oggi è nell’estetica e la tendenza è quella di rendere il funerale meno lugubre per mantenere un ricordo emotivamente sereno: la prima cosa che ci chiedono è proprio il colore chiaro del cofano. A questo segue l’allestimento del salottino: nelle camere ardenti i clienti preferiscono paramenti chiari e l’imbottitura della bara non di raso ma con linee sartoriali di qualità maggiore. Anche il parco mezzi che abbiamo scelto è composto da auto bianche e non nere».

Come avviene invece il saluto finale?

«Il servizio che si conclude con la stretta di mano e l’album di firme non basta più. Bisogna innovare e distinguersi sulla parte emotiva che si concretizza in piccoli gesti: noi ad esempio regaliamo alla famiglia del defunto una rosa Swarovski».

La cremazione è sempre più richiesta vero?

«Vent’anni fa ne facevamo un paio all’anno mente ora su 150 servizi almeno 40 sono cremazioni. Sta cambiando la mentalità, i costi sono più bassi e gli stessi Comuni incentivano la cremazione con un contributo economico per la mancanza di spazi nei cimiteri. Da qualche mese, inoltre, anche la Chiesa cattolica ha ribadito il suo sì alla cremazione a condizione che l’urna venga portata al cimitero».

È consentita la dispersione delle ceneri?

«Si a patto che il defunto abbia lasciato in vita la sua decisione per iscritto. Alcuni decidono l’affido al famigliare in casa mentre sono ancora pochi quelli che scelgono la dispersione delle ceneri nella terra, in acqua o nell’aria».

E riguardo al trasporto?

«Due anni fa abbiamo avuto l’idea di dotarci di una Fiat 500 e attrezzarla per il servizio di trasporto fino al cimitero come se fosse feretro: in pratica è un carro funebre per urne cinerarie vero e proprio che oltre a evitare il trasporto a mano consente di garantire maggior rispetto nei confronti della famiglia del defunto che ha scelto di essere cremato».

SCOPRI DI PIÚ

Leggi l’approfondimento ANSA Onoranze funebri Regazzi, l’urna cineraria si trasporta in auto

Post Correlati

Articoli recenti

MielePiù “Accompagnare il cliente nelle scelte di arredo bagno ai tempi dell’e-commerce”

Oltre 20mila abitazioni arredate, più di 45mila famiglie soddisfatte. Il cliente di MielePiù, azienda presente dagli anni 40 ad Atripalda...

Lorenzo Donadel: «L’impresario funebre? Più che un mestiere, una missione»

Il titolare delle Onoranze Funebri Donadel di Belluno spiega come il servizio funebre non sia mai una procedura stereotipata, ma...

Dott. Carmine Ciccarini: «Così è possibile contrastare maculopatie a malattie rare dell’occhio»

Oggi parliamo con il Dott. Carmine Ciccarini, oculista di fama nazionale con vaste esperienze all'estero, che opera negli ambulatori di...

Mino Riccio: «Integratori sì, ma con l’aiuto di un esperto»

Intervista al titolare del Vitamin Store di Pavia, un luogo dove il benessere della persona è al centro. Da più...

Donatella Bertozzi: “Il chiudicancello pedonale “Porter”? Un’invenzione fatta da mio padre che dura da oltre 30 anni”

E’ tutto dentro una scatola in lamiera alluminata che pesa meno di sei chili. Si può montare in ogni tipo...