Patrizio Faraci: una parrucca può diventare il simbolo di rinascita per i pazienti oncologici

Farcaphair è diventato con gli anni il brand italiano che coniuga immagine e qualità ad un prodotto moda e al tempo stesso medicale. Come è possibile?

“Indossare una parrucca significa dare la possibilità ai pazienti oncologici di riprendere in mano la propria immagine e con essa ritrovare un sorriso per effettuare un passo in più verso un percorso di rinascita individuale. E’ questa la filosofia che da trent’anni ci contraddistingue nell’impegno con le  protesi tricologiche. Tra gli effetti più comuni di chi si sottopone a terapie oncologiche e chemioterapiche vi è infatti  la perdita dei capelli, potete immaginare come ci si possa sentire nel vedere la propria immagine priva della chioma cui tanta cura ha dedicato. Per questo consideriamo l’uso delle parrucche come un balsamo, una fortificazione verso la via della guarigione.

Oltre alle patologie oncologiche vi sono altre problemi che interessano i pazienti?

“Si, ci sono persone che presentano problemi di alopecia o di calvizie totale e parziale che desiderano utilizzare le parrucche. Anche in questi casi si possono trovare presidi che si   caratterizzano per una qualità estrema. In generale le donne sono più propense ad utilizzare le parrucche tuttavia sta crescendo anche il numero degli uomini: la capigliatura più folta è da sempre associata ad un’immagine vincente di conseguenza sempre più uomini alle prese con problemi di capelli decidono di migliorare la propria immagine. Non a caso molti personaggi pubblici utilizzano una protesi capillare in modo del tutto naturale”.

Trapianto di capelli o parrucca?

“Il trapianto è una delle soluzioni che possono essere individuate per risolvere il problema della perdita di capelli, tuttavia vanno sottolineati i costi maggiori e la possibilità che il trattamento possa risultare meno efficace. Con la parrucca e le protesi tricologiche è possibile ottenere una risultato migliore e duraturo e a costi decisamente inferiori”.

Come sono fatte le protesi di capelli?

“Esistono diverse basi. I materiali generalmente utilizzati per produrre un impianto di capelli sono il monofilamento, il Lace, oppure le basi polimeriche o quelle al silicone. Su queste basi vengono applicati i capelli che possono essere innestati o annodati. I primi  sono inseriti manualmente e spinti dall’alto verso l’interno della calotta e risultano molto più morbidi rispetto ad una protesi annodata. Non avendo il vincolo del nodo alla base, permette al capello di essere decisamente più libero e di conseguenza maggiormente morbido al tatto. Le protesi ad innesto sono sempre lavorate su basi chiuse o gommate per cui meno traspiranti. Tutte hanno un peso che si attesta tra i 30 e 70 grammi, interamente realizzate a mano. Leggermente diverso è il discorso che riguarda le parrucche realizzate in capelli naturali, che considero prodotti assolutamente eccelsi anche se hanno costi superiori a causa delle scorte che vanno ad assottigliarsi”.

E poi ci sono i turbanti.

“Si, sono anch’essi protocollati come dispositivi medico-tecnici grazie anche ai materiali naturali con cui vengono prodotti che non rilasciano sostanze tossiche come da certificazione”.

Esiste dunque una certificazione di qualità?

“Si tratta di medical-device: ogni prodotto ha una sua certificazione di qualità emessa da un “Ente Certificatore” che stabilisce la correttezza dei trattamenti cui sono stati sottoposti: la cosiddetta “fumigazione” e soprattutto la sterilizzazione di ogni parrucca. Le ASL, attraverso i propri uffici sanitari, effettuano un ulteriore controllo sulla documentazione di ogni presidio. E’ importante sapere che l’acquisto della protesi capillare da diritto ad agevolazioni fiscali”.

Ci sono delle limitazioni all’uso delle parrucche?

“Casa, lavoro, svago, sport, non ci sono limitazioni: con le opportune raccomandazioni si può condurre una vita assolutamente normale. Ogni parrucca viene fissata con prodotti appositi o legata ai capelli rimasti. Naturalmente è necessaria una certa manutenzione. Va poi considerato il tempo di utilizzo: esistono parrucche che vengono usate solo per alcuni mesi, il tempo delle cure, e altre che invece si adoperano per tempi più lunghi: ogni prodotto ha una sua vita ed è importante trattarlo con ogni cura”.

Quali consigli si sente di dare a chi ha necessità di avvicinarsi all’uso della parrucca?

“Innanzi tutti quello di informarsi. Esistono in commercio numerosi tipi di parrucche diverse, più o meno economiche, ma la differenza principale la fa l’approccio di chi propone la protesi: ci vuole competenza, che si acquisisce attraverso corsi di formazione, e ci vuole empatia. Un errore comune è  quello di seguire le mode del momento: la parrucca non deve cambiare la persona o alterarne la fisionomia. Per essere perfetta, la parrucca non dev’essere solo bella, ma deve passare inosservata,  rappresentare la naturale espressione del viso della persona e personale appositamente formato aiuta le persone nell’effettuare la scelta migliore”.

Per l’acquisto della parrucca c’è anche l’opportunità della vendita on-line?.

“Certamente si. L’e-commerce offre l’opportunità di risparmiare trovando al tempo stesso prodotti di qualità. In questo caso è importante scegliere quei portali che oltre alla vendita possano offrire anche una consulenza a distanza. Fondamentale è essere certi di cosa si vuole, in caso contrario è opportuno essere seguiti personalmente per avere il parere di un esperto: il suggerimento è di non guardare esclusivamente al prezzo ma anche a tutti i servizi in più che solo  i centri tradizionali possono offrire”.

 

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Leggi l’approfondimento Ansa Moda e salute: un momento di rinascita per le pazienti oncologiche, tornare a sentirsi belle con la parrucca Farcaphair

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