Porfidia Ingegneria: «In edilizia i particolari fanno sempre la differenza»

Dalle costruzioni ex novo agli interventi sugli immobili esistenti: per Luca Porfidia, amministratore unico della società di Bergamo fondata nel 1985, il fondamento di ogni progetto edile è sempre legato alla progettazione e al controllo meticoloso di ogni fase dei lavori

«Come per un vestito anche per un manufatto edile i particolari, i dettagli, fanno la differenza»: a tracciare un filo conduttore tra moda e ingegneria è Luca Porfidia, amministratore unico di Porfidia Ingegneria, società di Bergamo che dal 1985 offre servizi d’ingegneria integrata ad aziende, privati, enti, pubbliche amministrazioni e imprese di costruzione con un’esperienza specifica maturata in centinaia di interventi in tutto il Nord Italia.

Come nasce la vostra attività?

«Siamo uno studio di ingegneri, architetti e geometri e operiamo per conto di committenti pubblici e privati per ogni esigenza ingegneristica. Siamo specializzati oltre che in nuove edificazioni in manutenzioni straordinarie, come modifiche interne, facciate e tetti, e ristrutturazioni complete con eventuale consolidamento strutture e recupero sottotetti».

Cosa intende per servizi di ingegneria integrati?

«Non uno ma più know how: grazie al nostro bagaglio di competenze diversificate, siamo infatti in grado di gestire una commessa edile nella sua completezza offrendo un’alta specializzazione nel coordinamento di tutti i singoli settori. Siamo strutturati per diventare anche il general contractor del progetto».

«Chiavi in mano» quindi?

«Si possiamo seguire lo sviluppo dei progetti in modo completo: dalle prime soluzioni progettuali fino alla realizzazione architettonica, strutturale e impiantistica. Parte integrante del lavoro è anche la direzione dei lavori e il coordinamento della sicurezza, la consulenza tecnica, gli studi di fattibilità, le perizie e le stime, fino all’energetica, alle agevolazioni fiscali e a tutti gli adempimenti burocratici necessari».

Quale è la vostra unicità?

«Quella di fornire un ciclo di pianificazione degli interventi per fasi con modi, tempi e costi predefiniti. L’esperienza specifica maturata in decine e decine di interventi in tutto il Nord Italia si traduce nella pianificazione di ogni singola fase, con know-how specifici, affinati e collaudati. Progettando al nostro interno anche le strutture, inoltre, evitiamo possibili conflitti tra professionisti e operatori. Troppo spesso, infatti, ci troviamo tra le mani pacchi di carta enormi e dai contenuti scarsi. Un buon progetto deve essere l’esatto opposto, ovvero esauriente e il più contenuto possibile per essere letto tutto e compreso al meglio».

Che tipo di conflitti?
«Di prassi avviene che il committente incarichi un tecnico per redigere il progetto che una volta pronto viene trasmesso all’impresa conoscente o legata al progettista. Manca quasi sempre invece la pianificazione e la contrattualistica, l’accettazione di progetti e capitolati, tempi e penali, lasciando di fatto spazio all’impresa per una serie quasi infinita di possibili dilazioni, aumento costi e contestazioni».

È vero che ristrutturare è più complesso che costruire ex novo?
«I problemi risiedono proprio in una progettazione incompleta o non sufficientemente esecutiva. Oltre a omissioni, mancanza di particolari costruttivi e materiali, spesso non c’è una regia e una comunicazione tecnica tra committente e progettisti, e tra questi e le imprese incaricate. A questo si aggiungono contratti assenti o sommari, per cui non è chiaro chi fa cosa, quando, comprese tutte le opere e i servizi necessari al completamento dell’intervento».

E la soluzione?
«La soluzione giusta richiede una pianificazione attenta e condivisa, di cui il progettista è il regista essendo l’esperto in materia incaricato dal committente. La pianificazione consente di non dimenticare passaggi chiave per ottenere progetti e contratti completi sia sotto l’aspetto tecnico che legale».

Riguardo alla manutenzione straordinaria nei condomini?

«Gli amministratori dovrebbero rivolgersi sempre a un professionista, anche solo per una consulenza telefonica, e non lasciare ai condomini il compito di trovare le imprese per interventi anche apparentemente semplici. Una prassi abbastanza diffusa è infatti quella di richiedere preventivi a varie imprese per risparmiare i costi della progettazione ma ponendo in capo ai condomini la scelta finale. Occorre al contrario un approccio serio da parte di un professionista qualificato che, esaminate le parti di edificio interessate, i luoghi e le condizioni, sia in grado di tradurre in progetto le esigenze del fabbricato, rispettando le specificità del caso e ovviamente le normative in essere».

 Qual è il vostro metodo di lavoro?
«Spesso nelle ristrutturazioni e lavori edilizi insorgono problemi in merito ai costi e ai tempi, oltre che sulla qualità dei lavori. Grazie all’esperienza specifica maturata in decine e decine di interventi nel Nord Italia, abbiamo messo a punto un sistema di pianificazione semplice, chiaro ed efficace che ci permette di ridurre al minimo gli imprevisti ed arrivare così ad avere velocemente un buon lavoro al giusto prezzo».

 Ci può sintetizzare le fasi principali?

«Uno volta fatto lo studio preliminare e ottenuto l’affidamento dell’incarico, si passa alla progettazione architettonica, strutturale quando serve, e della sicurezza sul cantiere. Dopo la gestione della gara e il contratto d’appalto, le fasi successive riguardano l’esecuzione e direzione lavori, il coordinamento e sicurezza dei cantieri e, infine, la chiusura dell’iter dei lavori».

C’è più attenzione al prezzo o alla qualità del lavoro?

«Tutti sono condizionati dall’importo e attenti al budget ma diamo sempre un limite al di sotto di cui non si può spendere. Bisogna avere coraggio di dire di no e per questo i nostri clienti ci scelgono per la qualità del servizio e per la scelta degli obiettivi da raggiungere al di là della parcella finale».

Come riuscite a evitare la logica del prezzo al ribasso?

«Un approccio serio ai costi diviene possibile solo dopo aver compiutamente definito le opere da eseguire e le condizioni locali in cui ci si troverà a eseguire il lavoro. La progettazione è sempre il primo passo di un lungo percorso che si articola dopo aver approntato il cosiddetto “capitolato” che identifica l’oggetto dell’intervento ed è l’insieme dei documenti, descrittivi e grafici, necessari e sufficienti a descrivere il lavoro da fare in ogni suo aspetto».

Quanto contano le referenze?

«La scelta di un’impresa non va fatta solo per il numero dei cantieri fatti ma occorre verificare sempre l’idoneità con il progetto, l’affidabilità e puntualità, il modo di lavorare. Se di norma l’impresa la sceglie il committente, noi consigliamo le imprese più adatte a seconda del tipo di intervento e della localizzazione del cantiere».

Il passaparola fa ancora la differenza?

«Il passaparola è sempre più necessario anche perché è specchio della professionalità raggiunta. L’ingegnere riceve un incarico sulla fiducia e il cliente soddisfatto diventa una referenza che diventa di riflesso uno sponsor gratuito».

La burocrazia rappresenta sempre un problema?

«Spesso i costi sono difficilmente preventivabili perché la stessa norma viene letta e applicata in misura diversa da Comune a Comune. Per questo ritengo più utile e proficuo avere un confronto diretto con il committente per la gestione di pratiche su misura che possono snellire il procedimento e accorciare i tempi, per mezzo di abboccamenti preventivi con i tecnici comunali».

Dove sta andando la professione?

«Anche se abusata la parola qualità rappresenta sempre il valore aggiunto. Nel nostro lavoro bisogna certificare ogni fase del processo per fare garanzie, durabilità del prodotto, funzionalità, manutenibilità».

Si parla sempre di più di vulnerabilità sismica: qual è il suo pensiero lei che è un esperto?

«Per migliorare la sicurezza del patrimonio immobiliare italiano si deve puntare sulla prevenzione e sull’analisi della vulnerabilità sismica tramite la qualità della progettazione e dei componenti. L’imminente uscita delle linee guida per la classificazione sismica dei fabbricati rappresenterà un supporto di grande importanza all’azione di riduzione del rischio».

E riguardo agli interventi sul patrimonio esistente?

«Il patrimonio immobiliare esistente è il valore aggiunto per la nostra professione e la messa in sicurezza sismica è un’emergenza attuale solo per il fatto che gli edifici in Italia sono soprattutto in muratura. Occorre però distinguere tra miglioramento e adeguamento sismico perché ogni tipologia strutturale richiede interventi specifici in funzione delle caratteristiche meccaniche e tipologiche costruttive. Per miglioramento si intende l’aumento della capacità sismica, mentre per adeguamento il raggiungimento della capacità sismica richiesta dal corpus normativo».

 

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Leggi anche Porfidia Ingegneria, una cabina di regia per l’edilizia

Leggi l’approfondimento Ansa Porfidia Ingegneria: «La sicurezza antisismica come priorità del costruire»

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