Radiologia diagnostica Valdera, dove il paziente è il centro

La dottoressa Giuse Lamesa, direttrice sanitaria della nuovissima struttura a Ponsacco, in provincia di Pisa, spiega l’importanza di una struttura diagnostica che abbia un mix di tecnologia e umanità: “La sanità deve muoversi su questo binario indissolubile altrimenti diventa solo industria e profitto”.

La porta che si è appena chiusa alle nostre spalle ci ha introdotti in una sala d’aspetto nuovissima, divani colorati e un ambiente curato nei minimi dettagli. Dottoressa Lamesa, più che una clinica sembra la hall di un hotel…

«Non è un hotel ma è il centro di radiologia diagnostica Valdera. E sì, siamo freschi di apertura. Abbiamo già iniziato con grande successo le prime visite mediche e i pazienti sono entusiasti»

E di cosa? In fondo è difficile essere entusiasti quando si va in una clinica…

«Partiamo dai macchinari. Grazie alla dotazione tecnologica e a un’equipe radiologica multidisciplinare, l’Unità Operativa di Radiologia è in grado di soddisfare tutte le richieste in campo di diagnostica radiologica generale e neuroradiologica. Abbiamo la  Risonanza Magnetica Aperta di ultima generazione che evita al paziente la brutta sensazione di claustrofobia perché appunto, è aperta. Il macchinario offre immagini ad alta definizione ed ha una intensità di campo di 0,3 Tesla…»

E che cosa vuol dire?

«Vuol dire che è in grado di favorire una analisi dell’esame più chiara e approfondita. Un vantaggio per medico e paziente. Ma c’è dell’altro. Abbiamo uno strumento nuovissimo per la radiologia digitale a basso impatto dosimetrico rispetto agli usuali modelli presenti in molte altre strutture. In soldoni: meno esposizione ai raggi X. Di altissimo livello anche i macchinari per l’ecografia e per la densitometria ossea. Siamo anche legati al sistema di prenotazione “CupSubito” che è semplice e veloce. Nei nostri ambulatori saranno presenti con cadenza settimanale medici specializzati in neurochirugia, reumatologia, endocrinologia, geriatria e cardiologia”.

I prezzi saranno altissimi…

«Si sbaglia. La sanità sta cambiando e quindi anche i servizi. In media, in questa zona di Toscana, in alcuni casi si deve attendere anche 200 giorni per fare una indagine diagnostica nel pubblico. Questo genera una disparità di trattamento tra chi si rivolge al privato perché ha disponibilità economica e chi invece deve subire questi tempi di attesa con grossi rischi. Il nostro servizio si inserisce tra queste due condizioni così da offrire a prezzi modici e se vogliamo “popolari” servizi di ultima generazione»

Il paziente al centro? Lo possiamo dire?

«Ritengo che il rapporto medico-paziente sia il fondamento sia nel pubblico che nel privato. Non solo come base per l’aspetto diagnostico e clinico ma sopratutto umano. Troppo spesso i pazienti vengono trattati in modo freddo e poco comprensivo delle emozioni di cui sono portatori. Chi varca quella porta qui nella nostra clinica troverà uno staff di tenici e dei medici che in primis ascolteranno il paziente. Medico e paziente fanno un percorso insieme e deve essere “mano nella mano”».

Il lavoro di cliniche come la vostra deve essere fatto in sinergia con il sistema sanitario pubblico…

«L’integrazione tra pubblico e privato  rappresenta la nuova frontiera della Sanità. È un’opportunità rilevante, come riconosce il Censis, per compensare una domanda cui la sola sfera pubblica non è più in grado di fare fronte. Ciò in quanto, il sistema pubblico, com’è attualmente strutturato, pur offrendo prestazioni di qualità, non può oggettivamente assicurare servizi di diagnosi e cura rapidamente accessibili. Diventa indispensabile quindi il ricorso alle strutture private, in una prospettiva di integrazione e collaborazione, mai di sostituzione, dal momento che la flessibilità e la snellezza organizzative e gestionali del settore consentono di ridurre i tempi di erogazione delle prestazioni sanitarie, nel rispetto delle esigenze di efficienza delle risposte».

Quali sono, dottoressa, i criteri per riconoscere un centro sanitario privato di livello?

«Si tratta di un insieme di fattori, tutti fondamentali e nessuno rinunciabile. Noi alla clinica radiologica Valdera ci siamo poggiati su cinque pilastri.  La tecnologia all’avanguardia, il valore umano, i prezzi sociali, la velocità nei tempi di attesa e la velocità nei tempi di refertazione».

Una ricetta vincente?

«Sì, le nostre agende sono già piene».

 

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Leggi l’approfondimento Ansa Clinica diagnostica Valdera, quando la risonanza magnetica non è più “claustrofobica

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