Rosita Miani: «Lavoro e Futuro: la ricetta per il rilancio di Todi»

«Nella mia professione aiuto ogni giorno gli imprenditori a raggiungere gli obiettivi di business», spiega l’esperta consulente web marketing di Pagine Sì Spa, ora candidata a consigliere comunale per Movimento Civico Todi. «È il momento di impegnarsi per il bene collettivo, perché Floriano Pizzichini sarà il sindaco di tutti»

Rosita Miani, nel suo lavoro incontra ogni giorno decine di imprenditori ed artigiani. In un certo senso lei ha un osservatorio privilegiato sulla città…

«È vero ed è l’aspetto che amo di più della mia professione: stare a contatto con il tessuto imprenditoriale, conoscere persone che quotidianamente si battono per realizzare la loro vision. Io offro il mio contributo con il servizio di consulenza, un vero e proprio supporto: calibrare insieme strategie ed opportunità di crescita in un percorso da sviluppare insieme. Perché, come in ogni settore, la politica del tutto e subito non funziona. Ci vuole perseveranza».

Ecco, entriamo subito nel merito del discorso politico: lei è un volto nuovo sullo scacchiere cittadino: perché ha deciso di candidarsi a consigliere comunale per il Movimento Civico Todi nelle prossime elezioni dell’11 giugno?

«È stato un approdo naturale, l’apice di un progetto preciso nato oltre due anni fa. Floriano Pizzichini è riuscito a costruire un gruppo solido, in cui ogni lista rappresenta uno spaccato della vita cittadina, è ambasciatrice di  determinati valori. Le parole d’ordine sono confronto e capacità di risolvere le problematiche, come in una vera famiglia».

Infatti oltre al già citato Movimento Civico Todi, troviamo altre due liste (Progetto Todi e Todi Cambia) che appoggiano il candidato sindaco. Qual è il vostro orizzonte politico?

«L’intero progetto appare sganciato dalle vecchie logiche politiche e questo è il grande merito di Floriano Pizzichini: aver rotto gli schemi di amministrazioni stantie, essersi allontanato da anacronistiche dinamiche partitocratiche. Ora abbiamo persone coese per un unico progetto ad ampio respiro: il bene di Todi, da perseguire con etica e contenuti non negoziabili. Un movimento trasversale che si batterà a favore dei cittadini».

Quali sono le vostre priorità?

«Il lavoro, in ogni sua declinazione, inteso come dignità della persona. Poi il rilancio turistico, le politiche per i giovani ed una rinnovata attenzione sociale. Nessuno sarà escluso».

Iniziamo dal lavoro: dicevamo che anche in virtù della sua professione conosce il territorio meglio di molti altre persone. Come si deve agire?

«Investendo sulle industrie, spesso dimenticate dalle ultime giunte. Le fabbriche hanno chiuso una dopo l’altra, ed è ora di invertire la rotta, anche perché abbiamo ancora delle eccellenze da salvaguardare. Todi non finisce con le mura che racchiudono monumenti unici al mondo: là fuori ci sono le frazioni, con il loro tessuto, le piccole e grandi imprese che vanno tutelate».

Quindi arte ed industria possono coesistere?

«Devono farlo. È giusto dare lavoro alla periferia per permettere ai monumenti, alle bellezze artistiche, di vivere meglio. Il turismo va aiutato, va inserito in un discorso più ampio».

Com’è possibile rilanciare il turismo negli anni post-terremoto?

«Fortunatamente Todi non ha subito danni diretti dal sisma. Eppure ne ha avuti molti indiretti, la maggior parte dei quali nascono da un approccio comunicativo sbagliato. Abbiamo un patrimonio artistico meraviglioso, si tratta solo di riuscire a comunicarlo, renderlo fruibile».

Per quanto riguarda giovani e politiche sociali?

«I primi vanno coinvolti maggiormente nella vita cittadina: solo così si può arrestare una pericolosa diaspora. Un giovane gratificato è una risorsa irrinunciabile per il territorio. Lo stesso discorso vale per coloro che hanno delle difficoltà: è tempo che la politica inizi a dare il buon esempio occupandosi di tutti».

Dalle sue parole traspare un grande amore per l’Umbria: lei è nata a Spoleto, ha vissuto a Roma ed ora è tuderte d’adozione. Qual è la cosa che le piace di più della sua città?

«Todi ha un perimetro che ricalca le geometrie della regione, così se l’Umbria è il cuore verde d’Italia, Todi ne rappresenta il fulcro. Ci sono anche dei rammarichi, perché vedo grandi potenzialità inespresse: Todi era considerato uno dei luoghi più vivibili del mondo: è ora che torni ad esserlo».

Leggi anche “Rosita Miani: «Un’azienda in crescita? Ha coltivato la giusta reputazione»”

 Guarda l’intervista a Rosita Miani:

 

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