Simone Manferdini, esperto del settore, spiega come scegliere un professionista di fiducia in un mercato sempre più complesso

24Il mercato finanziario è un settore molto complesso. Dagli anni Novanta, quando bastava investire nei titoli di Stato per guadagnare, si è passati infatti a un terreno minato, legato ad eventi imprevedibili e bolle speculative che mettono in crisi le banche stesse. Il consulente Simone Manferdini, attivo da circa 20 anni nel settore, ha potuto analizzare le varie fasi storiche potendo ora consigliare a quale professionista rivolgersi, cosa richiedere e come proteggersi da truffe e investimenti a rischio.

Il mercato finanziario è sempre più complesso e si sente l’esigenza di affidarsi a un esperto per la gestione del proprio patrimonio. A cosa serve questa figura?

“E’ fondamentale affidarsi a un esperto: non esistono prodotti e investimenti migliori di altri, bisogna capire le esigenze del cliente e costruirne uno su misura. Bisogna valutare la quantità investita, il guadagno che si vuole ottenere, il rischio che si vuole assumere e soprattutto il tempo in cui si vuole rientrare. Il tempo soprattutto è un fattore fondamentale che incrementa il rendimento e la sicurezza”.

Quali sono le proposte di investimento che il mercato offre?

“Considerati i “tassi zero”, le operazioni a breve termine ormai non le consiglio molto, a meno che non si tratti di operazioni speculative, ma non è questo il mio lavoro. Per avere un portafoglio efficiente in termini di rapporto rischio-rendimento, bisogna valutare investimenti a medio-lungo termine, differenziando l’asset. Con un futuro aumento dei tassi, bisognerebbe tutelarsi (suona strano) aumentando un po’ la componente azionaria nei patrimoni. Infine, differenziando il portafoglio: gli eventi non si possono prevedere, ma bisogna capire come comportarsi quando accadono”.

Cosa bisogna cercare in un consulente finanziario?

“E’ importante offrire un servizio di consulenza ai clienti per controllare la loro emotività nei casi di eventi particolari come attentati e Brexit, con trasparenza e competenza. Assistenza, servizio e relazione sono elementi fondamentali: io i miei clienti ad esempio li incontro almeno una volta ogni 3 mesi”.

E’ un mercato in cui spesso compaiono truffe o bolle, come capire che si tratta di cose senza futuro e come difendersi?

“Posso consigliare di affidarsi a professionisti, meglio se referenziati, e al momento della sottoscrizione di un investimento utilizzare sempre mezzi di pagamento tracciabili.

Ritengo, poi, fondamentale la trasparenza del prodotto come variabile da considerare in fase di sottoscrizione”.

 Cosa consiglia invece?

“Consiglio di differenziare il proprio portafoglio in modo da non investire solo su un unico strumento. Sicuramente guardo con interesse il dollaro, che è sceso e potrebbe diventare un’opportunità di investimento. Consiglio anche il Pir, piano investimento individuale varato dallo Stato Italiano, il cui capital gain è defiscalizzato dopo 5 anni. Possono essere interessanti i fondi di investimento, che non rientrano nel Bail-In. Questa normativa prevede che una banca in crisi venga salvata dai suoi clienti, a partire dagli azionisti fino ad arrivare ai correntisti con giacenze superiori ai 100.000€. Ma ripeto, non c’è un investimento perfetto, bisogna valutare caso per caso”.

Il mercato finanziario è sempre più un’opportunità di business anche per chi diventa consulente. Che consigli dà a chi si avvicina a questo settore?

“Io mi occupo anche di selezione e formazione dei colleghi, non solo degli investitori. Posso dire che ormai il consulente deve offrire un multiservizio non solo vendita di prodotti. Deve assistere i propri clienti, capire di che soluzioni necessitano in base alle loro esigenze, farsi sentire presente. Il nostro lavoro è fatto del 30% di competenza e formazione, il resto è rapporto con il cliente”.

 

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