Stefano e Gabriele Guida “Vederci chiaro è una scelta di qualità e rispetto per la propria salute”.

Quando si acquista un paio di occhiali da vista o da sole, competenza dell’ottico e garanzia di qualità fanno la differenza. Lo dimostra la lunga esperienza del centro romano Filottica, che per i titolari significa da sempre saper consigliare adeguatamente un cliente, “accompagnandolo nella  “visione” corretta del mondo e in tutta sicurezza, per la salute dei suoi occhi”.

Dagli occhiali ballerini di Papa Giovanni XXIII alle montature più trendy, il centro Filottica situato nello storico quartiere Parione di Roma, attivo da oltre 60 anni nella vendita al dettaglio di lenti da vista e occhiali da sole, mette a disposizione dei suoi clienti un ampio assortimento di montature e soprattutto una grande professionalità, che inizia con l’esperienza nel settore di Stefano Guida.

Signor Stefano, quando è diventato ottico?    

Ho iniziato a lavorare da ragazzo come ottico nell’azienda di famiglia, Filottica appunto, che esiste dal 1952. L’ho rilevata negli anni Settanta e da qualche anno mi affianca mio figlio Gabriele, divenuto prima ottico e poi optometrista. Abbiamo voluto preservare la caratterizzazione di azienda familiare. Il nonno di mio padre era ottico. Oggi con noi lavora mio fratello, optometrista anche lui, e Carlotta, che ha studiato ottica e che considero una persona di famiglia.

 Come è cambiato l’approccio delle persone alle lenti da quando ha iniziato ad oggi?

C’è un’attenzione diversa. Dall’idea degli occhiali come protesi si è passati ad identificarli come un accessorio di moda. Un tempo si utilizzavano quando vi era necessità, oggi si utilizzano per stile. Molto è cambiato nel prodotto, dalle materie prime utilizzate. Basti pensare che le lenti erano solo in vetro, la plastica non esisteva. Gli occhiali venivano realizzati a mano, oggi si utilizzano tecniche sofisticate e computerizzate. Aver imparato a lavorarli artigianalmente mi aiuta ancora oggi con qualche cliente che necessita di un riadattamento, in tempi veloci, delle lenti da una vecchia ad una nuova montatura. L’abilità di realizzare una lente in modo artigianale, con la bisellatura che cambia a seconda del tipo di montatura, è una delle abilità del nostro mestiere che nel futuro sparirà completamente.

Gabriele, tu sei diventato ottico e poi optometrista seguendo l’esempio del papà. Quali abilità e competenze richiede l’attività che svolgete?

Avere un centro ottico richiede prima di ogni cosa conoscenze tecniche e di settore. Dalla possibilità di saper misurare la vista all’applicazione delle lenti a contatto, dall’individuazione di ausili per l’ipovisione alla individuazione della montatura ideale rispetto al tipo di lente e alla forma del viso. Richiede anche competenze di tipo amministrativo, noi ad esempio siamo convenzionati con l’ASL. Bisogna avere poi attenzione alle nuove tendenze del mercato in termini di moda e di stile.

Che differenza c’è tra un ottico e un optometrista?

Optometrista è colui che si occupa della visione  e degli ausili visivi come occhiali o lenti a contatto, non si occupa invece della parte medica che concerne l’oculista. C’è bisogno della laurea in Optometria. Gli optometristi prendono tutte le misure necessarie per prescrivere gli occhiali correttivi. Quando si tratta di lenti a contatto, sono anche responsabili di determinare il corretto tipo di lente da utilizzare. Mentre un optometrista determina la corretta prescrizione, l’ottico aiuta il paziente nella scelta delle corrette montature per occhiali. Deve verificare che gli occhiali finiti siano stati realizzati correttamente e deve assicurarsi che siano adeguati al paziente. L’ottico in sintesi è quello che si occupa di  assemblaggio e di tutto ciò che riguarda gli occhiali.

Considerando anche le nuove tecnologie, si tratta di un’attività complessa?

L’ottica è divisa in due parti, per fare una sintesi. Da un lato c’è la vendita di occhiali da sole e di occhiali da vista. Dall’altro c’è la loro realizzazione che richiede professionalità e strumentazioni all’avanguardia. Quindi la parte laboratorio. Pensiamo ad esempio all’occhiale multifocale che necessita di una particolare strumentazione per effettuare la centratura delle lenti. Assicurare la qualità e buona resa significa utilizzare le migliori apparecchiature ma scegliere anche materie prime eccellenti. Le nostre lenti oftalmiche sono  Zeiss ed Essilor. La qualità va garantita anche nel caso in cui si debba acquistare un paio di occhiali da sole, per i quali trattiamo solo le più grandi marche (come come Armani, Gucci, Dolce & Gabbana, Persol, Oliver Peoples, Tom Ford, Alain Mikli, Ray Ban) che sono certezza di qualità.

Obiettivi per il futuro di Filottica?

Il nostro lavoro è prima di tutto passione. Una passione che vorremmo mettere al servizio di tutti gli amanti degli occhiali. Abbiamo un angolo nel negozio nel quale esponiamo montature antiche appartenute anche a personaggi storici, ritagli di giornale che raccontano la storia dell’occhiale, libri in tema, strumentazioni antiche. Ci piacerebbe realizzare una piccola esposizione permanente, per poter dare la possibilità ai nostri clienti di capire che, dietro a ciò che acquistano, c’è una tradizione fatta anche di storie personali. Pensiamo ad esempio alla ricetta originale degli occhiali che abbiamo realizzato per Papa Giovanni XXIII e che conserviamo nel nostro store. L’obiettivo è continuare a soddisfare la nostra clientela rendendo ancor più piacevole la visita da noi. Quando chiedi ad un cliente “Vedi meglio o vedi peggio?” e il cliente ti risponde “Lei che dice?”, significa che il cliente si fida. La nostra più grande soddisfazione è ridare alle persone la possibilità di vedere chiaramente il mondo. E continuare a farlo con sorriso e cordialità.

 

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Leggi anche  Filottica, gli artigiani della lente che guardano al futuro

Leggi l’approfondimento Ansa Occhiali da sole, una scelta consapevole per la salute dei propri occhi

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