Trento, Fiorenza Caliari: “insegno ad apparire e a comunicare in modo armonico ed efficace”

“Con il mio metodo ApparirEssere, le persone diventano autonome ed abili nel comunicare il proprio lato migliore, attraverso una cura dell’aspetto che valorizza i punti di forza fisici e caratteriali e che supporta l’espressione delle competenze e dei talenti”.

Abbiamo incontrato Fiorenza Caliari, titolare di FC BRANDING & COACHING PROFESSIONALE a Trento. Fiorenza è Consulente e Coach per la gestione del Brand Personale e Professionale: si rivolge alle donne, in particolare alle professioniste e imprenditrici ed opera principalmente in Trentino Alto Adige e Nord Italia.

Per chi vuole emergere nel mondo del lavoro e del business, oggi molto competitivo ed in continuo divenire, è fondamentale gestire in modo efficace e proficuo la comunicazione del proprio Brand, specialmente quanto sintetizza l’identità personale e professionale.

Fiorenza Caliari ci parla di come riuscire ad essere distintivi ed efficaci nella professione e nel business.

Fiorenza, cosa fa una personal brand coach?

“Una coach per il Personal Brand, guida e assiste nella cura e nella gestione armonica ed efficace della comunicazione di Sé. L’immagine personale si compone e si sviluppa su tre livelli: l’auto-percezione (quello che si pensa di Sé), la percezione presunta degli altri (quello che si presume pensino gli altri), la percezione effettiva degli altri (cosa pensano gli altri); questi tre livelli devono poi fare i conti con un quarto: la realtà dell’Immagine. Quanto più questi tre aspetti sono in armonia tra di loro, tanto più l’Immagine reale risulta credibile e solida. E’ dunque fondamentale che l’essenza (identità) e l’apparenza (aspetto/atteggiamento) siano coerenti e si supportino a vicenda”.

Ci può fare un esempio?

“Presentarsi ad un convegno in veste di relatore con un outfit molto curato, ma essere poi carente nelle competenze e nella comunicazione, provoca una discrepanza che confonde gli interlocutori e compromette la loro percezione positiva nei confronti della persona e della sua prestazione.  Allo stesso modo, quando un oratore possiede competenze e capacità comunicative buone, ma si pone esteriormente in un modo poco adeguato, può succedere che la sua identità e credibilità siano sminuite, perché sono poco supportate da un aspetto che appare distonico, rispetto al complesso della performance comunicativa.

Ognuno di noi deve considerarsi come un gioiello che sta all’interno di una custodia, che deve anticipare e confermare in modo coerente ed adeguato, il valore del gioiello che contiene”.

Ci può fare qualche esempio di “incoerenza” tra essere e apparire?

“Ci sono persone che sottostimano il proprio potenziale e per nascondere questa debolezza si preoccupano molto dell’aspetto; viceversa, spesso accade che chi si attribuisce molto più valore di quello effettivo, ritiene che curare il look sia un accorgimento del tutto ininfluente. Ci sono poi casi in cui, a causa di una forte timidezza/insicurezza, molte persone assumono un atteggiamento poco espansivo che, se è abbinato ad una presenza fisica importante, può essere recepito come espressione di arroganza o superbia. Questi sono alcuni esempi di “incoerenza” che chiariscono l’importanza di esprimere la propria immagine in modo armonico, specialmente nelle relazioni interpersonali della sfera professionale e pubblica, per evitare fraintendimenti e pregiudizi che possono compromettere il buon esito della comunicazione.

E l’immagine è così importante?

“L’immagine è molto importante perché è contemporaneamente oggetto e strumento di espressione personale; la nostra immagine infatti siamo noi che entriamo in rapporto di comunicazione con gli altri. L’Essere e l’Apparire devono viaggiare in parallelo, supportarsi e confermarsi a vicenda; l’aspetto esteriore deve essere l’espressione dell’aspetto interiore, nella sua versione migliore.  Solo così ci percepiamo e di conseguenza veniamo percepiti come persone gradevoli e credibili.

Come è strutturato il suo metodo “ApparirEssere”?

La prima parte è dedicata alla cura dell’aspetto, perché il modo in cui una donna si trucca, porta i capelli e si veste, oltre a sottolineare la fisicità, rivela la sua identità personale e sociale, oltre al suo stato d’animo, le sue aspettative e i suoi obiettivi. Inoltre, l’uso strategico dell’aspetto esteriore in funzione comunicativa agevola la performance professionale; l’abito giusto, rende il ruolo e la persona, maggiormente riconoscibili e credibili agli occhi degli interlocutori. Successivamente si prosegue con l’approfondimento dei linguaggi applicati al ruolo ed al contesto: conoscenza e perfezionamento del linguaggio del corpo, linguaggio verbale e public speaking, per ottimizzare la performance nelle relazioni interpersonali, nel team working e nell’espressione assertiva della propria leadership.

Quali sono i risultati raggiunti alla fine del percorso?

“Al termine del percorso di formazione e coaching, la persona diventa autonoma ed abile nella gestione del proprio Brand, nei diversi ruoli e nei vari contesti del proprio quotidiano ordinario e straordinario”.

Oggi per un professionista è importante essere presenti anche online?

“Assolutamente sì. Oggi la vita personale e a maggior ragione quella professionale e sociale, si attuano vis a vis e in rete; quindi è fondamentale essere presenti, in modo chiaro e coerente, sia offline che online. Specialmente per le persone che hanno un’identità professionale, sociale e pubblica, si rende necessaria un’attenzione particolare a quello e a come si comunica su tutti i media a disposizione, ma soprattutto su quelli online. Quando si pubblica su Facebook, Twitter e specialmente su Linkedin, social network professionale per eccellenza, è bene ricordare che si sta rappresentando un brand che è il simbolo di una professione, di un’attività imprenditoriale o di un interesse pubblico; è importante essere consapevoli che ogni frase o foto, insieme al suo contenuto, invia un messaggio subliminale che arriva ad un pubblico, il quale guarda, decodifica, giudica ed agisce.”

Quali sono le principali difficoltà nell’occuparsi di personal branding?

“La difficoltà maggiore a volte sta nel superare la diffidenza iniziale di chi si rivolge al coach; ci sono persone maggiormente consapevoli e motivate ad affrontare questo tipo di percorso, mentre altre invece, per vari motivi, pur se desiderose di migliorare, allo stesso tempo temono il cambiamento. Per questo motivo, prima di iniziare qualsiasi viaggio è importante un colloquio esplorativo di ascolto, finalizzato a comprendere le aspettative e a stabilire il rapport.”

Ci sono dei punti fondamentali che una persona deve capire prima di affrontare questo percorso?

“Torniamo al primo punto dell’intervista: è molto importante che la persona comprenda come a volte l’auto-percezione e la realtà non coincidano e di quanto invece sia importante che questi due aspetti aderiscano, o perlomeno siano in armonia. In altre parole: quello che una persona pensa di sé stessa, deve essere armonico con quello che gli altri pensano di lei, perché in questo modo si crea un allineamento che favorisce la comprensione fra le parti e agevola il buon andamento delle relazioni.

Imparare ad avere più consapevolezza in noi è faticoso?

“Prendere consapevolezza di Sé richiede prima un lavoro di ascolto e ricerca interiore, al fine di scoprire o risvegliare le nostre risorse; il secondo step consiste nell’esercizio costante di applicazione al quotidiano: ogni giorno, in funzione di quello che dobbiamo affrontare, dobbiamo valorizzare i nostri punti di forza, potenziare le energie dormienti e fare amicizia con i difetti, fino a farli diventare i nostri elementi distintivi. In questo modo, ognuno di noi può piacersi in modo consapevole e attivo. Piacersi, pur se faticoso è molto gratificante, perché piacersi significa sentirsi sempre in agio con sé stessi e con gli altri e mette in uno status permanente e costante, molto potenziante e performante.

I corsi sono di gruppo o personali?

“I corsi sono individuali e personalizzati. Per questo, in un tempo ragionevolmente breve si raggiunge l’obiettivo desiderato; per quantificare, si va da un minimo di 1 sessione a un massimo di 4, a seconda del percorso e dell’obiettivo da raggiungere.”

 

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Leggi anche Fiorenza Caliari: “comunicazione e immagine per professioniste e imprenditrici”

Leggi l’approfondimento Ansa Fiorenza Caliari: la prima coach per l’Immagine che “allena le persone a piacersi”.

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