Ugo Belcari: “Nelle onoranze funebri la differenza la fanno sensibilità e rispetto del lutto. In molti interpretano la professione solo come un business”

Affrontare la perdita di un congiunto può trasformarsi in una situazione difficile da gestire, sia sul piano emotivo che su quello logistico e burocratico. L’organizzazione di un funerale, infatti, riserva spesso una serie di complicazioni che una famiglia, presa dall’emotività del momento, non sempre riesce a gestire. Quali sono i primi passi da muovere? Da dove cominciare? A chi rivolgersi? Ecco che allora, affidarsi ad un professionista del settore, in grado di farsi carico di tutte le incombenze, comprese quelle più cavillose, può rivelarsi la scelta più giusta, capace di lasciare a noi la possibilità di elaborare il lutto. Ugo Belcari, che a Cecina è nel settore da oltre 20 anni, con la sua Impresa Funebre Belcari, spiega cosa è necessario fare, quando viene a mancare una persona a noi vicina.

Qual è il primo passo che occorre fare, quando ci troviamo nella necessità di organizzare un funerale?

“Il primo passo è contattare un professionista che sia in grado di rendere meno gravoso il saluto al proprio congiunto defunto, diffidando da “consigli” che spesso non sono affatto disinteressati. È utile, in questo caso, farsi fare un preventivo dettagliato dei servizi offerti e compresi nel costo, per non evitare brutte sorprese: dalla vestizione del defunto, al trasporto, dai servizi extra che sempre più agenzie svolgono, come ad esempio adempimenti burocratici, che la famiglia presa dal lutto spesso non riesce a fare, fino alla provenienza della cassa, che deve rispettare la certificazione europea, altrimenti si può incorrere in problemi”.

Quali?

“Alcune casse, soprattutto quelle di dubbia provenienza, non certificate, possono presentare problemi strutturali. Così, se si sceglie la sepoltura o la locazione in loculo, si può correre il rischio che la struttura ceda con il peso del terreno. Per non parlare delle sostanze nocive che possono sprigionare, se il defunto viene cremato. Meglio spendere un po’ di più, ma garantirsi un prodotto di qualità”.

Una volta scelta l’agenzia alla quale rivolgersi, cosa è giusto aspettarsi?

“Anzitutto la garanzia di un lavoro svolto con qualità e serietà. È importante che il professionista sia in grado di rispettare il dolore dei familiari che stanno vivendo il lutto, proponendosi come una figura umanamente vicina e sulla quale poter contare. È importante, infatti, capire le esigenze dei familiari ma anche saperli ascoltare, consigliarli e confortarli. Una buona agenzia, poi, non esaurisce il suo compito una volta terminato il funerale, ma supporta la famiglia anche negli adempimenti burocratici, se c’è la necessità. Ad esempio, nella compilazione del 730, nella disdetta della pensione, ecc. L’attenzione al cliente passa anche da piccoli dettagli, come ad esempio l’abbigliamento. Personalmente non vado mai vestito in giacca e cravatta, perché si crea subito un distacco emotivo con le persone, invece cerco di presentarmi come uno di loro”.

Un approccio etico quindi

“Assolutamente si. Per tanti anni ho fatto il volontario nella Croce Rossa e da quell’esperienza ho imparato ad applicare i princìpi del fratellanza e della vicinanza anche nel mio lavoro. È importante cercare di essere il più sensibile possibile con le persone, accompagnandole in questo momento di difficoltà. Non dobbiamo dimenticarci che “onoranza funebre” significa onorare un defunto, rispettare le sue volontà. Ricordo che una volta una signora lasciò scritto che non voleva essere vestita da un uomo e quindi ci siamo attrezzati per trovare una donna che la sistemasse, rispettando così la sua volontà. Possono sembrare piccole cose, ma per me fanno la differenza”.

Pensa che ci sia una mancanza di professionalità in questo settore?

“Sicuramente la concorrenza ha lasciato spazio ad agenzie che spesso tralasciano l’aspetto umano, per privilegiare quello economico. Anche questo è sicuramente importante, ma non deve essere quello principale, perché sensibilità umana e il saper porsi con educazione e rispetto verso i nostri clienti, devono essere princìpi alla base di ogni servizio”.

È vero che la cremazione è sempre più richiesta ?

“Si, oggi è una soluzione scelta da 4 persone su 10. Principalmente perché è più facile da gestire. Nella provincia di Livorno c’è uno dei forni crematori il forno tra i più evoluti d’Italia, che in 15 minuti completa una cremazione”.

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Leggi l’approfondimento Ansa: Impresa Funebre Belcari di Ugo Belcari, il “ritorno alle origini” dell’onoranza funebre

 

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