MM Lampadari: Versatilità, affidabilità, tradizione e innovazione, ecco le parole chiave del settore dell’illuminazione

I segreti di unazienda solida e del successo di un artigianato aziendale svelati da MM Lampadari.

 “Creare empatia con il cliente e poter garantire una versatilità anche a livello tecnico sono requisiti fondamentali per il settore dell’illuminazione”: parola di Lenzia Mondin, dagli anni ’80 al comando di una delle realtà più importanti nel panorama internazionale, MM Lampadari con sede a Pederobba (Tv) e che opera nell’ambito degli interni unendo tradizione, innovazione e design.

Quanto è importante riuscire a creare un equilibrio tra la tradizione antica, le novità e i trend nel mondo dell’illuminazione?

“L’innovazione e il design devono riuscire ad incontrare la storia e il “saper-fare” artigianale in maniera efficace. L’antica usanza della lavorazione dei metalli e quella del vetro soffiato, ad esempio, hanno un valore inestimabile e vanno conservate nel rispetto delle tradizioni soprattutto nell’ottica di offrire al cliente la possibilità di avere prodotti unici. Tutto questo oggi deve mescolarsi alle nuove tecnologie, come l’illuminazione a led e le normative di risparmio energetico, e con il gusto del design contemporaneo che solo i più esperti e apprezzati designer possono donare a ciascun progetto”.

Tutto questo porta inevitabilmente a pensare all’importanza del Made in Italy…

“Il Made in Italy è garanzia di qualità e bellezza, nel nostro paese come all’estero, ma bisogna sempre prestare attenzione perché per la normativa corrente si può considerare tale un prodotto realizzato anche in bassa percentuale in territorio italiano, e questo va a scapito delle aziende che producono tutto in queste terre, spesso non correttamente riconoscibili dal cliente finale. Il Made in Italy, inoltre, va inteso nell’accezione più completa che incorpora anche l’innata capacità degli italiani di riuscire a garantire ottimi prodotti in linea con le regolamentazioni di settore del nostro paese, sicuramente più limitanti di quelle estere”.

Qual è la sua idea di autentico Made in Italy?

“Nella mia concezione, il vero Made in Italy è interamente realizzato in Italia, con fornitori del territorio e garanzia di certificazioni e qualità eccellente”.

Parlando di fornitori, quanto sono importanti i rapporti con questi players?

“Sono fondamentali e devono essere duraturi e di reciproco scambio. I fornitori devono diventare collaboratori per la realizzazione di uno specifico progetto. I nostri sono vicini alla sede produttiva dell’azienda, dal laboratorio di lavorazione dei metalli alla vetreria fino al fornitore di ceramiche, e questo sicuramente aiuta”.

La filiera produttiva, dunque, deve essere sempre sotto controllo?

“In questo settore è necessario monitore tutto, dall’idea, quindi dal designer coinvolto nel progetto, ai fornitori fino alla produzione finale, affinché si possa tenere sotto controllo anche la velocità di questi attori interni o esterni per evitare rallentamenti importanti”.

Quello della velocità è quindi da considerarsi un aspetto chiave nel vostro settore?

“Certamente, ed è da intendersi sia da parte nostra che del cantiere, ad esempio, nel quale un prodotto andrà ad inserirsi”.

E cosa succede se un cantiere si blocca?

“Capita spesso, magari questioni burocratiche o impedimenti legislativi e se un cliente, architetto, contractor o azienda che sia, rientra al comando di un progetto, avrà urgenza di concluderlo in breve tempo. Di conseguenza pretenderà che la sua commissione sia realizzata in tempi brevi. Poco importa se poi il suddetto cantiere si blocca nuovamente e con esso anche il processo di pagamento della commessa realizzata. Un’azienda solida di questo settore deve essere in grado di rispondere positivamente anche a questa richiesta, e questo è possibile solo se c’è una concreta solidità economico-finanziaria in grado di rispondere anche a lunghe attese”.

Parliamo di tecnologia: prima si diceva che la tradizione deve sposare l’innovazione di settore, ma quale tipologia di evoluzione c’è nell’ambito tecnologico e come si può essere al passo con i tempi anche su questo fronte?

“Il mercato viaggia parallelamente sui binari dell’estetica e su quelli dell’evoluzione tecnologica e oggi, ad esempio, le maggiori richieste di questo settore sono in ottica di risparmio energetico, led e sistemi di domotica. Al contempo, un’azienda deve riuscire ad essere al passo di queste trasformazioni e richieste di mercato, e questo è possibile solamente affidandosi ad esperti, sempre aggiornati, di questo micro-settore interno. L’ufficio tecnico, quindi, è importantissimo per una realtà di questo ambito ed è importante che anche le aziende nate da maestrie artigiane riescano ad avere al proprio interno consulenti e professionisti incaricati di occuparsi di uno specifico segmento. Solo così ogni progetto sarà garanzia di successo”.

E poi ci sono le normative tecniche…

“Bisogna essere attenti e aggiornati in materia normativa, anche estera per chi, come noi, lavora molto con l’esportazione. La legislazione italiana è differente da quella di altri paesi, ed è fondamentale essere in regola con le certificazioni richieste da ciascun paese, cosa che diventa un plus importante nell’ottica di un committente, ad esempio un architetto, che deve scegliere un’azienda produttrice per uno specifico progetto. Agli artigiani, quindi, è necessario affiancare professionisti esperti in grado di fornire le competenze necessarie per essere al passo con i tempi anche in questa area”.

Fornitori, professionisti, ma anche – e soprattutto –  clienti: quanto conta la versatilità?

“Queste sono le parole chiave del nostro settore. La versatilità, intesa come la capacità di far fronte alle differenti richieste ed esigenze del cliente, è in cima ad un’ipotetica classifica che si potrebbe stilare circa le caratteristiche importanti per un’azienda di illuminazione. Oggi sono pochissimi i produttori che possono vantarla, perché la maggior parte delle realtà non è in grado di sostenere anche la sfera produttiva. Gli artigiani, anche aziende come nel nostro caso, stanno lentamente scomparendo, pertanto quelli che rimangono sono più che mai richiesti e capaci di offrire una produzione aziendale ma con qualità artigianale. Cosa rara da trovare, dentro e fuori i confini italiani.

E circa l’affidabilità, invece?

“È necessario essere un’azienda artigianale sì, ma affidabile, capace cioè di creare empatia con il cliente e prima ancora con le persone, grazie alla presenza di personale fidato, alla versatilità tecnica, alla garanzia di essere capaci di progettare e personalizzare secondo le richieste. Perché? Semplice, per evitare di arrivare ad aprire e chiudere bottega tante volte. Cosa che capita ormai troppo spesso”.

 

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