Walter Germini: «A ciascun brand il giusto espositore»

Il general manager di Italian Display – azienda perugina leader nella progettazione e realizzazione di espositori da banco e da terra – ci guida alla scoperta delle nuove frontiere della comunicazione: «perché ogni prodotto merita una veste personalizzata» – Intervista a Walter Germini

Italian Display è un’azienda che opera nel settore degli espositori durevoli: siete sul mercato da oltre 30 anni e collaborate sia con multinazionali come Barilla, Coca-Cola, Novartis e Cellular Line, che con le PMI italiane. Clienti diversi che chiedono la medesima cosa: valorizzare il loro prodotto. Ma quali sono le caratteristiche di un espositore vincente?

«Ogni prodotto, di qualsiasi settore merceologico, ha il suo espositore. Il quale è sia contenitore fisico che veicolo pubblicitario: le due dimensioni devono andare di pari passo.  Quando parliamo di materiali POP (Point of Purchase, ndr) ci riferiamo ai materiali di comunicazione utilizzati per e sul punto vendita. Devono conquistare il consumatore dando riconoscibilità e visibilità ad un brand, informare sulle promozioni ed incentivare gli acquisti di impulso».

Esistono soluzioni standard?

«Quasi mai, proprio perché l’espositore deve essere come un abito di sartoria: va cucito appositamente sul modello. La customizzazione è essenziale e deve tenere conto delle qualità intrinseche di ciò che ospiterà».

Può fare degli esempi?

«Prendiamo l’ambito della cosmetica: un profumo necessita di un espositore di assoluta eccellenza e tecnologia per esaltare il suo valore. In altri settori si possono cercare soluzioni più economiche, puntando sui materiali tradizionali. Il rapporto qualità/prezzo è determinante».

Parliamo sempre di espositori durevoli: quali sono le differenze con i cartonati?

«Questi ultimi fanno risparmiare all’atto dell’acquisto, ma non sono più economici in quanto monouso. Mi spiego meglio: non possono garantire la resistenza dei durevoli, con i quali inoltre è possibile sbizzarrirsi sulla combinazione di materiali. Ad esempio realizzando un telaio in ferro che sarà poi rivestito con fibre plastificate. Inoltre possono essere riutilizzati e resi più accattivanti».

…Il tutto in vista dell’acquisto del consumatore finale. Ecco, ma un buon espositore riesce sempre a fare la differenza e ad incentivare l’acquisto?

«Sì e lo dico a ragion veduta: può cambiare il contesto, ma non l’obiettivo. Con gli espositori da banco si punta sul colpo d’occhio immediato e sul posizionamento strategico, mentre quelli da terra consentono maggiore spazio per la comunicazione e per informare sulle caratteristiche del prodotto. In entrambi i casi c’è uno studio da fare a monte della realizzazione del progetto».

Voi collaborate con aziende di ogni settore: dal farmaceutico, al pet food, passando per l’elettronica o la cosmetica. Ma come si articola una commessa?

«Sono necessarie delle competenze trasversali per gestire il progetto a tutto tondo. Se grafici e tecnici concorrono a sviluppare un’idea, si occupano della produzione e della consegna, prima di tutto deve esserci una chiacchierata libera con il cliente in cui si fonde il suo punto di vista con i consigli di chi opera nel mercato da molti anni».

Quanto tempo ci vuole per realizzare un espositore?

«Dalla consulenza alla realizzazione finale generalmente non più di cinque settimane».

Davvero un lasso di tempo ridotto. Inoltre Italian Display mette a punto anche marchi, loghi, cartellonista e insegne luminose..

«Tutto ciò che può implementare la comunicazione. Anche in questo caso è fondamentale personalizzare la scelta e puntare forte sulle risorse tecnologiche per essere al passo con i tempi».  

Walter Germini, chiudiamo con una domanda ad ampio respiro: come vede il futuro del settore?

«Il mercato cinese offre soluzioni a prezzi stracciati soprattutto per quanto riguarda i cartonati. Per questo è importante mantenere un rapporto qualità/prezzo competitivo, senza dimenticare che la qualità del Made in Italy e la capacità di operare artigianalmente sono due prerogative difficilmente copiabili. Sono questi i due perni che alimentano il nostro futuro».

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Leggi l’approfondimento Ansa Italian Display, ecco come nasce l’espositore perfetto

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