Il decreto Milleproroghe (D.L. 31 dicembre 2025, n. 200), convertito nella Legge 27 febbraio 2025, n. 26, interviene su numerosi ambiti di interesse per il settore edilizio, immobiliare e produttivo, introducendo proroghe e sospensioni di termini che ridefiniscono il calendario normativo dei prossimi anni. Le misure riguardano titoli abilitativi, contratti di locazione, autorizzazioni paesaggistiche, impianti da fonti rinnovabili, trasporti e obblighi assicurativi.
Tra le disposizioni centrali figura l’estensione a 48 mesi della proroga straordinaria per permessi di costruire, Scia e convenzioni urbanistiche. Il beneficio si applica ai titoli rilasciati o formatisi fino al 31 dicembre 2025, ampliando la precedente soglia temporale. Sono interessati i termini di inizio e fine lavori dei permessi di costruire, la conclusione delle Scia presentate entro la stessa data e la validità delle convenzioni urbanistiche e dei piani attuativi. L’intervento garantisce maggiore margine operativo in una fase caratterizzata da rallentamenti procedurali e criticità economiche.
Rilevante anche la misura sul fronte delle locazioni passive della Pubblica amministrazione. Fino al 31 dicembre 2026 viene sospesa l’applicazione dei tagli obbligatori del 15% o 30% ai canoni di locazione, previsti dalla spending review del 2012. La sospensione riguarda i contratti stipulati tra il 21 dicembre 2021 e il 31 dicembre 2026, purché gli immobili rispettino determinati requisiti: adeguata classe energetica, limiti di superficie per addetto oppure rinegoziazione del canone a importo inferiore rispetto al precedente.
Sul versante abitativo, il decreto conferma la proroga automatica fino al 31 dicembre 2026 dei contratti di locazione agevolata in essere al 29 novembre 2023, con mantenimento delle condizioni originarie. È inoltre prorogato il diritto di prelazione dell’inquilino, esercitabile entro la stessa data. Anche per i contratti già scaduti prima del novembre 2023 il diritto di prelazione resta valido fino a fine 2026, a condizione che l’immobile sia ancora occupato, non siano intervenuti atti di trasferimento e siano stati rispettati gli obblighi di pagamento.
In materia paesaggistica, slitta al 27 febbraio 2027 il termine per esercitare la delega di revisione del Dpr 31/2017. L’obiettivo è riordinare e ampliare le categorie di interventi esclusi o soggetti ad autorizzazione semplificata, introducendo ulteriori snellimenti procedurali.
Per quanto riguarda le energie rinnovabili, viene prorogata al 31 dicembre 2026 la possibilità di utilizzare la Dichiarazione di inizio lavori asseverata (Dila) per specifici impianti fotovoltaici installati presso strutture turistiche e termali, con potenza fino a 1.000 kWp e destinazione prevalente all’autoconsumo. Dal 1° gennaio 2027 si applicherà invece il regime ordinario previsto dal decreto legislativo 190/2024, che non contempla più la Dila.
Il decreto interviene anche sul Codice della strada, stabilendo il blocco dell’aggiornamento delle sanzioni per tutto il 2026, e proroga al 31 dicembre 2027 il regime transitorio sulle Linee guida per i trasporti eccezionali, con slittamento al 30 giugno 2027 del Piano nazionale dedicato.
Novità anche per la revisione delle macchine agricole e operatrici. In assenza del decreto attuativo previsto dal 2015, vengono fissate nuove scadenze progressive in base all’anno di immatricolazione, con termini compresi tra il 31 dicembre 2026 e il 31 dicembre 2028, mentre per i mezzi immatricolati dal 2024 la revisione è prevista al quinto anno.
Infine, viene differito al 31 marzo 2026 l’obbligo di stipulare polizze contro le calamità naturali per le imprese turistico-ricettive, per bar e ristoranti e per i settori pesca e acquacoltura. Per le altre micro e piccole imprese resta invece confermata la scadenza del 31 dicembre 2025.