Come si è evoluto il settore del tank cleaning negli ultimi anni?
È diventato molto più strutturato e normato rispetto al passato, perché oggi non si parla più di semplice lavaggio ma di processi documentati con parametri definiti e certificazioni riconosciute a livello europeo, considerato che ogni errore può avere conseguenze sanitarie, ambientali ed economiche rilevanti. L’evoluzione riguarda sia le tecnologie utilizzate sia l’approccio organizzativo, che deve integrare sicurezza, tracciabilità e gestione dei reflui in un sistema coerente e verificabile.
Cosa significa tecnicamente “lavare una cisterna”?
Significa analizzare il prodotto trasportato, verificare la compatibilità con il carico successivo e impostare una procedura dedicata in base alle caratteristiche della sostanza, poiché ogni residuo richiede temperature, pressioni e tempi di trattamento differenti e non esiste un intervento standard valido per tutti i casi, ed è proprio questa variabilità a rendere il settore complesso e altamente tecnico.
Nel lavaggio delle cisterne alimentari quali sono le principali criticità?
Nel comparto alimentare non si parla di semplice pulizia ma di igiene certificata, perché l’obiettivo non è soltanto rimuovere i residui visibili bensì garantire l’assenza di contaminazioni e il rispetto delle liste europee di compatibilità tra prodotti, verificando che il carico precedente non interferisca con quello successivo anche dopo il trattamento. Il ciclo comprende il lavaggio ad alta pressione per l’asportazione dei residui, la successiva sanificazione mediante vapore controllato con parametri di temperatura e tempo definiti, e una verifica finale dei valori in uscita prima del rilascio del certificato che attesta la conformità della cisterna ai requisiti normativi europei ECD.
E nel caso delle cisterne chimiche?
Nel chimico la complessità aumenta perché molte sostanze sono classificate ADR e richiedono una valutazione preventiva basata sulla Scheda di Sicurezza, dalla quale si definiscono modalità di intervento, dispositivi di protezione e parametri operativi, mentre l’intero processo viene eseguito senza accesso diretto dell’operatore all’interno del serbatoio così da eliminare il rischio tipico degli spazi confinati. La certificazione ATEX dell’impianto è inoltre indispensabile per operare in ambienti potenzialmente esplosivi nel rispetto degli standard europei.
Il riscaldamento dei tank container è un servizio sempre più richiesto. Perché e di cosa si tratta?
Durante trasporti intercontinentali, soprattutto via mare o ferrovia, molte sostanze possono solidificarsi o diventare eccessivamente viscose a causa delle variazioni termiche subite lungo il percorso, rendendo difficoltoso o impossibile lo scarico alla destinazione. Un sistema di riscaldamento controllato consente di riportare il prodotto allo stato fluido in modo progressivo e monitorato, evitando shock termici, preservando le caratteristiche della sostanza e riducendo i tempi di fermo del mezzo, con effetti diretti sull’efficienza complessiva dell’intera filiera.
Come viene gestito l’impatto ambientale delle acque di lavaggio?
In un impianto di tank cleaning le acque di processo non possono essere considerate un aspetto secondario, perché contengono residui organici o chimici che devono essere trattati prima dello scarico, per questo abbiamo investito in un sistema di depurazione chimico-fisico e biologico progettato per gestire tipologie diverse di sostanze e capace di abbattere oltre il 95% dei contaminanti prima dell’immissione in fognatura nel rispetto dei limiti di legge. Oggi le tecnologie consentono di fare molto di più rispetto al passato in termini di controllo, monitoraggio e riduzione dell’impatto, e noi abbiamo scelto di integrare questi sistemi nel processo ordinario di lavoro, affiancando alla depurazione il controllo dei consumi energetici e l’ottimizzazione dell’utilizzo di acqua e vapore, perché la sostenibilità in un’attività come la nostra non è un elemento accessorio ma una componente strutturale della qualità del servizio.
Certificazioni nel tank cleaning: burocrazia o garanzia concreta per chi carica?
Nel settore del tank cleaning le certificazioni definiscono la differenza tra un impianto autorizzato e uno escluso dalle filiere più qualificate. Ogni autorizzazione risponde ad un requisito preciso della catena logistica: la qualifica SQAS è il presupposto per emettere il documento ECD, il certificato di lavaggio riconosciuto in tutta Europa. Gli attestati EFTCO ed EFTCO Food abilitano rispettivamente al trattamento delle cisterne chimiche e alimentari, mentre ISO 9001 e ISO 50001 coprono qualità dei processi ed efficienza energetica. Senza questo quadro, operare sulle commesse chimiche e alimentari non è possibile.
Lei fa parte del Consiglio Direttivo di ALCI. Che ruolo ha questa esperienza?
ALCI è l’associazione di riferimento per il settore dei lavaggi cisterne industriali e rappresenta un luogo di confronto tecnico e normativo tra imprese e operatori del comparto, per cui far parte del Consiglio Direttivo significa contribuire alla definizione degli standard e seguire da vicino l’evoluzione regolatoria, con una visione che supera la singola realtà aziendale e consente di interpretare in modo più ampio le dinamiche del settore.
Sud Lavaggio ha già raggiunto traguardi importanti. Quali sono le prospettive future?
R.Stiamo sviluppando un progetto di Depot Tank Container che andrà oltre il lavaggio, includendo: stoccaggio, riscaldamento continuativo, manutenzione e gestione operativa centralizzata. Il Sud Italia ha bisogno di infrastrutture specializzate per i flussi chimici e alimentari tra Calabria, Sicilia e il resto d’Europa. L’obiettivo è diventare l’hub logistico tecnico integrato di riferimento per il Mediterraneo entro i prossimi cinque anni.
Chi è Riccardo Butera
Riccardo Butera è socio di Sud Lavaggio Srl, impianto d’avanguardia di tank cleaning con sede a Lamezia Terme, specializzato nel lavaggio e nella sanitizzazione di cisterne alimentari e chimiche e nei servizi collegati di riscaldamento dei tank container e depurazione. Fa parte del Consiglio Direttivo di ALCI, l’Associazione Lavaggio Cisterne Italiane, un profilo che dimostra come l’eccellenza industriale possa nascere e prosperare nel Mezzogiorno, proiettandosi con autorevolezza sul palcoscenico continentale.