Vendere oggi significa creare valore: l’analisi di Nico Colaprico

Negli ultimi anni il mondo delle vendite ha cambiato pelle, passando dalla logica del prodotto a quella della consulenza, soprattutto quando si entra nel campo del marketing digitale. Un’evoluzione che coinvolge persone, imprese e territori. Ne abbiamo parlato con Nico Colaprico, Regional Manager di Pagine Sì.

Come è iniziato il tuo percorso nel mondo delle vendite?
In realtà non avevo mai immaginato di fare questo lavoro, da ragazzo ero molto timido e dopo la laurea mi vedevo in un ruolo legato al marketing, magari all’interno di una grande azienda, con l’idea di spostarmi anche in una città come Milano, poi ho incontrato una concessionaria pubblicitaria collegata a un quotidiano nazionale e da lì è iniziato tutto, l’avvio è stato complesso e per certi versi faticoso, soprattutto nella fase iniziale, ma proprio quella difficoltà mi ha costretto a mettermi in discussione e a cercare una strada che col tempo è diventata la mia.

In cosa pensi di esserti distinto rispetto agli altri?
Credo soprattutto nell’atteggiamento, molte iniziative nuove venivano vissute come un peso o come qualcosa da subire, io invece le ho sempre viste come opportunità, ed è in quel momento che ho capito che la realtà non ha un valore assoluto, perché tutto dipende dal punto di vista e dal modo in cui scegli di interpretare ciò che accade.

Quando hai deciso il passaggio verso il digitale?
La svolta è arrivata nel 2013, quando ho incontrato Antonio Gigliotti, che mi ha fatto conoscere un mondo che fino a quel momento non avevo esplorato, lo smartphone era ancora una novità e parlare di digitale con le aziende non era affatto semplice, ma proprio questa difficoltà mi ha convinto che quella fosse la direzione giusta verso cui muovermi.

Un altro momento chiave è stato l’ingresso in Pagine Sì, come è avvenuto questo passaggio?
Pagine Sì mi è stata presentata sempre da Antonio Gigliotti e ricordo molto bene la prima impressione, quella di un’azienda concreta, poco incline alle parole e molto ai fatti, avevo 32 anni e da lì è iniziata l’esperienza più significativa della mia carriera professionale, costruire la presenza in Puglia partendo letteralmente da zero.

Oggi il tuo gruppo conta oltre 30 persone, quanto conta la tua filosofia di vita nel lavoro?
Conta moltissimo, perché vivo secondo il principio dell’antifragilità, ovvero l’idea che ogni difficoltà non ti spezzi ma ti rafforzi, la crescita passa inevitabilmente attraverso momenti complessi ed è un concetto che vale tanto nella vita quanto nel lavoro.

Come si traduce questo principio nella gestione di un team?
Si traduce nel lavorare prima sulle persone e poi sui risultati, perché un team cresce davvero solo se crescono le persone che ne fanno parte, non solo dal punto di vista professionale ma anche umano, ed è lì che si costruiscono basi solide.

Secondo te oggi qual è il modo corretto di vendere?
Per me vendere significa dare valore, non nel senso astratto del termine ma in modo concreto e sincero, perché solo dando valore puoi creare fiducia e costruire relazioni che durano nel tempo.

Cosa intendi concretamente per dare valore?
Dare valore significa fermarsi, ascoltare con attenzione, capire quali sono le reali esigenze dell’interlocutore e scegliere soluzioni che possano portare un beneficio concreto, evitando scorciatoie o proposte standard.

Ha ancora senso parlare di venditore o è più corretto parlare solo di consulente?
Ha senso parlare di venditore, perché la consulenza è una forma evoluta di vendita, senza una decisione finale nulla parte e tutto resta incompiuto, ma è una decisione che deve essere condivisa e utile per entrambe le parti.

È cambiato anche il modo di aiutare le persone a prendere decisioni?
Sì, oggi non si tratta di convincere qualcuno per interesse personale, ma di analizzare le esigenze, spiegare con chiarezza e accompagnare verso scelte consapevoli che permettano di vincere insieme.

È un mestiere che offre grandi opportunità anche economiche, eppure sono pochi a sceglierlo: come te lo spieghi?

Perché spesso non si conosce davvero l’impatto che questo lavoro ha sulla vita delle persone, è un mestiere che ti cambia profondamente e che richiede consapevolezza e responsabilità.

Che impatto vedi sulle persone del tuo gruppo?
Vedo una crescita costante, sia come professionisti sia come persone, la parte economica arriva come conseguenza, ma il vero valore è la possibilità di prendere in mano il proprio percorso e il proprio tempo.

In che senso il tempo diventa un valore centrale?
Il tempo è il bene più prezioso che abbiamo e puoi scegliere se venderlo timbrando un cartellino oppure usarlo per accrescere competenze e creare valore, qui non vieni pagato per le ore lavorate ma per ciò che riesci a costruire.

Questo lavoro ha anche una responsabilità sociale?
Assolutamente sì, perché aiutare le imprese a crescere significa contribuire alla crescita del territorio, ed è una responsabilità che sentiamo molto forte.

Molti però sono spaventati dall’assenza di un minimo garantito
È vero, il minimo garantito è zero, ma la cosa interessante è che non esiste nemmeno un massimo, sei tu a decidere quanto vuoi ottenere in base agli obiettivi che ti poni e al percorso che scegli di affrontare.

In un mondo che cambia continuamente che garanzie offre la vendita?
Se impari questo mestiere con etica, capacità di ascolto e attenzione alle relazioni, ci sarà sempre qualcuno pronto a offrirti un’opportunità, ed è questo che rende il futuro più solido.

Chi entra oggi in Pagine Sì che tipo di supporto trova?
Trova formazione continua, supporto costante e soprattutto un contesto in cui non ci si sente mai soli, perché si cresce come gruppo.

Sei noto per la capacità di attrarre persone, cosa cerchi quando fai una selezione?
Cerco prima di tutto l’attitudine, perché le competenze si possono imparare mentre l’attitudine o ce l’hai o non ce l’hai.

È cambiato nel tempo il tuo modo di selezionare?
Sì, all’inizio cercavo venditori da formare al digitale, oggi cerco persone che abbiano già passione per il digitale e poi insegniamo insieme il mestiere.

Per chi fa impresa oggi il marketing digitale è una necessità, ma quanto conta anche scegliere il partner giusto per affrontarlo?
Esatto, non è più un’opzione è una necessità, ma il punto non è semplicemente esserci, è esserci nel modo giusto, con contenuti coerenti e una visione chiara, perché il digitale non è un insieme di strumenti scollegati tra loro ma un vero e proprio ecosistema, e senza un partner che sappia governarlo rischi di fare tante cose senza una direzione precisa.

Qual è il valore aggiunto del vostro modello?
Offrire un ecosistema completo e affidare alle aziende un consulente che le accompagni passo dopo passo, lavorando su identità digitale, reputazione e posizionamento.

Chi è Nico Colaprico

Nico Colaprico è manager e consulente di marketing digitale con una carriera che intreccia strategia, vendita e formazione. Ricopre il ruolo di Regional  Manager Puglia per Pagine Sì! S.p.A.,dove coordina e sviluppa strategie commerciali e reti ad alte prestazioni sul territorio pugliese., condivide analisi e riflessioni sull’evoluzione del marketing digitale, enfatizzando l’importanza delle relazioni e della fiducia nei processi di crescita aziendale.

Articoli correlati

Il Governo adotta misure per contrastare l’aumento dei carburanti legato alla crisi internazionale

Il Decreto approvato mira a ridurre i prezzi del carburante e a prevenire speculazioni, con...

Tajani a Trieste per il Trentennale dell’InCE e il Forum IMEC

Il Ministro degli Esteri partecipa oggi a due eventi strategici: Trentennale del Segretariato Esecutivo dell'Iniziativa...

Rifare l’impianto di riscaldamento in casa: termosifoni, pavimento radiante o fan coil? Ecoklima spiega come cambia la distribuzione del calore

Radiatori tradizionali, impianti a pavimento e ventilconvettori rappresentano oggi le principali soluzioni tecniche per migliorare...

Altre notizie